Cent'anni di storia, una presenza in oltre 110 Paesi e un marchio che continua a crescere. Ma per Loacker l'ultimo esercizio ha riservato alcune sorprese, a cominciare dalle materie prime. Mentre gran parte dell'industria dolciaria teneva gli occhi puntati sul cacao, per l'azienda altoatesina sono state soprattutto le nocciole e l'olio di cocco a modificare le previsioni di spesa. E il conto è stato tutt'altro che trascurabile.
La Relazione sulla gestione racconta che, nell'estate 2025, l'olio di cocco ha raggiunto quotazioni record, comportando maggiori costi per circa 2,15 milioni di euro rispetto al budget. Le difficoltà dei raccolti in Turchia e in Italia hanno invece fatto aumentare il costo delle nocciole, con un ulteriore impatto di circa 2 milioni. Il parziale calo dei prezzi del cacao non è stato sufficiente a compensare queste pressioni, che hanno contribuito a uno scostamento complessivo degli approvvigionamenti di circa 3 milioni di euro.
Loacker ha reagito intervenendo sui listini, ma è proprio la risposta del mercato a rendere interessante l'ultimo bilancio. In Italia, infatti, le vendite dei prodotti a marchio sono aumentate dell'8% in valore, mentre i volumi hanno registrato una lieve flessione dello 0,8%. Due movimenti differenti che raccontano quanto sia diventato importante, anche per un marchio premium, trovare il giusto equilibrio tra prezzi e quantità vendute.
Intanto Loacker ha continuato a investire. Il programma industriale ha interessato il Technology Center di Unterinn, il polo produttivo austriaco di Heinfels e i progetti dedicati alla lavorazione delle nocciole a Capranica. A questi interventi si sono affiancate iniziative per il centenario del marchio, innovazione e attività commerciali destinate a sostenere lo sviluppo internazionale.
Ed è proprio oltre i confini italiani che emerge un altro elemento interessante. Nonostante le difficoltà di mercati importanti come Cina, Australia e Corea del Sud, Loacker ha continuato a crescere all'estero, con un incremento particolarmente significativo nei Paesi dell'Unione Europea.
Ma le sfide internazionali non si fermano alla domanda. Dopo la chiusura dell'esercizio, il cambiamento del regime dei dazi statunitensi e le tensioni logistiche in Medio Oriente hanno introdotto nuove incognite, tanto da richiedere interventi specifici per la gestione delle catene di approvvigionamento e delle consegne.
Il risultato è una situazione particolare: Loacker continua a conquistare fatturato e a rafforzare le proprie strutture industriali, mentre prezzi, volumi e costi seguono dinamiche differenti.
Quanto di questa crescita si traduce effettivamente in maggiore redditività ? Gli investimenti stanno modificando gli equilibri patrimoniali dell'azienda? E soprattutto, quale capacità finanziaria accompagna oggi lo sviluppo di uno dei marchi più conosciuti dell'industria dolciaria italiana?
Per rispondere bisogna andare oltre il fatturato. L'analisi dei dati di Trend Market, l'applicazione GDOdata dedicata alla lettura economico-finanziaria delle imprese, consente di ricostruire cosa è cambiato nei conti di Loacker e quali dinamiche meritano maggiore attenzione.
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