Il mercato lattiero-caseario italiano ha attraversato un esercizio segnato da due movimenti differenti. Nei primi mesi del 2025 il prezzo del latte alla stalla ha raggiunto livelli record, con un incremento medio del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Contemporaneamente, i consumi delle famiglie hanno mostrato una progressiva ricomposizione: sono diminuiti i volumi del latte fresco e UHT, mentre sono aumentati quelli di yogurt e formaggi.
Per Granarolo questa evoluzione ha un significato preciso. Il gruppo, nato e cresciuto intorno al latte, sta concentrando una parte rilevante del proprio sviluppo sui formaggi freschi, sulle specialità casearie e sui mercati internazionali. Nel 2025 il fatturato consolidato ha raggiunto 1,813 miliardi di euro, con una crescita del 5,4%, sostenuta soprattutto dall’estero e dall’adeguamento dei listini.
La strategia punta quindi verso categorie a maggiore valore aggiunto, ma viene realizzata in una fase nella quale l’aumento del costo della materia prima ha esercitato una forte pressione sui conti. Secondo quanto indicato dal gruppo, il rincaro del latte e dei semilavorati ha prodotto un impatto superiore a 70 milioni di euro, non interamente trasferito sui prezzi praticati ai clienti.
La pressione della materia prima era emersa anche nella recente analisi dedicata a Parmalat, pubblicata da GDO News. Le due società operano nello stesso grande comparto, ma presentano strutture industriali e patrimoniali profondamente differenti: Parmalat affianca all’attività italiana un rilevante patrimonio di partecipazioni, mentre Granarolo sta destinando risorse crescenti all’ampliamento degli impianti, ai formaggi freschi e allo sviluppo internazionale. Il confronto fra i due bilanci, entrambi analizzati attraverso Trend Market, permette quindi di osservare come l’aumento del costo del latte possa produrre conseguenze diverse su margini, investimenti, magazzino e posizione finanziaria.
Parmalat va oltre il latte, ma è nel patrimonio che arriva la sorpresa
È dentro questa trasformazione che entra l’analisi dell’Ufficio Studi GDOData. Attraverso Trend Market, l’applicazione che raccoglie oltre 37.000 bilanci degli ultimi cinque esercizi, è possibile separare la crescita commerciale dalla redditività e misurare quanto investimenti, magazzino e debito stiano modificando l’equilibrio della società.
La capacità di Trend Market non consiste soltanto nel mostrare i numeri contenuti nei bilanci. L’applicazione organizza le imprese per categorie merceologiche reali, superando i limiti delle classificazioni basate esclusivamente sui codici Ateco, e mette in relazione ricavi, marginalità, costi operativi, struttura patrimoniale e posizione finanziaria. In questo modo rende immediatamente visibili movimenti che, osservando un singolo dato, rimarrebbero nascosti.
Le traiettorie industriali e internazionali riguardano il Gruppo Granarolo. L’analisi economico-finanziaria cambia però perimetro ed entra nel bilancio di Granarolo S.p.A., la società oggetto dei dati elaborati da Trend Market. È una distinzione essenziale, perché i valori della società non coincidono con quelli del bilancio consolidato del gruppo.
Investimenti e acquisizioni preparano la nuova fase
Il progetto industriale più significativo riguarda Gioia del Colle, dove il piano 2026-2029 prevede il raddoppio dei volumi complessivi delle specialità prodotte.
Nell’ultimo esercizio gli investimenti industriali del gruppo hanno raggiunto circa 49,4 milioni di euro, dei quali 31,7 milioni collegati al nuovo piano industriale. A Pasturago è proseguita la preparazione del nuovo stabilimento Green Milk; a Gioia del Colle è stata ampliata la capacità produttiva della burrata; a Usmate sono entrati in funzione nuovi impianti per il mascarpone e a Soliera è stata avviata la lavorazione e il confezionamento dei formaggi duri.
Parallelamente è partita una piattaforma IoT destinata a raccogliere in tempo reale i dati delle linee produttive, con l’obiettivo di migliorare controllo, efficienza e programmazione degli impianti.
Anche il perimetro del gruppo si è modificato. Granarolo ha acquisito il 100% di Immosarda, proprietaria dello stabilimento di Cagliari utilizzato da Casearia Podda, e ha portato al 100% le partecipazioni in Granarolo Baltics e White & Seeds. Attraverso Granarolo UK è stata inoltre acquisita West Horsley Dairy, distributore britannico attivo nel mercato del latte, della panna, dei formaggi, dello yogurt e dei prodotti per la colazione.
Nello stesso periodo è stato invece ceduto Pastificio Granarolo, segnando l’uscita dal business della pasta. La direzione strategica appare quindi chiara: maggiore concentrazione sul comparto lattiero-caseario, sviluppo dei formaggi freschi, crescita internazionale e progressiva focalizzazione del portafoglio.
Il punto meno evidente è quanto questa trasformazione stia modificando l’equilibrio economico e finanziario della società.
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