Per un’azienda alimentare, crescere sui mercati internazionali e conquistare nuove quote è un risultato importante. Ma cosa succede quando, proprio mentre la domanda aumenta, comincia a mancare il prodotto da vendere? È una situazione con cui Mutti ha dovuto confrontarsi nel 2024, quando la scarsità di pomodoro ha compromesso la disponibilità di prodotto, fino a rendere necessaria una sostanziale interruzione delle vendite nel mese di dicembre per limitare le rotture di stock. Un problema delicato per un marchio la cui espansione dipende anche dalla continuità delle forniture.
Nell’ultimo esercizio lo scenario è cambiato radicalmente. Il Gruppo Mutti ha trasformato oltre 725.000 tonnellate di pomodoro, circa 166.000 in più rispetto alla campagna precedente, raggiungendo il volume più elevato della propria storia. Il recupero delle disponibilità ha sostenuto una nuova fase di sviluppo commerciale, ma ricorda anche quanto la filiera rimanga esposta all’andamento delle raccolte.
Intanto il marchio ha guadagnato terreno all’estero. In Germania ha raggiunto la leadership a volume nei derivati del pomodoro, in Francia ha consolidato il primato a valore e in Gran Bretagna ha aumentato la propria quota. In Italia è arrivato al 30,7% del mercato a valore. In Svezia, invece, le difficoltà con il precedente distributore hanno portato a un cambiamento di modello, con la gestione diretta tramite Mutti Nordics.
L’espansione è stata accompagnata da nuovi investimenti industriali. Il gruppo ha destinato oltre 20 milioni di euro soprattutto al rafforzamento della capacità produttiva a Collecchio e Oliveto Citra e all’efficienza degli impianti. È proseguito anche il progetto Business Transformation, che affianca alla revisione dei processi l’introduzione del sistema gestionale SAP, entrato in funzione il 1° gennaio 2026.
La maggiore produzione, però, non esaurisce la storia. Dopo un esercizio in cui la crescita delle vendite non si era tradotta in risultati economici altrettanto favorevoli, l’ultimo bilancio di Mutti S.p.A. mostra un’inversione di tendenza. Quali costi hanno cambiato direzione? Quanto del recupero è industriale e quanto dipende da elementi contabili? E come si è evoluto il debito mentre l’azienda continuava a investire?
Per rispondere abbiamo utilizzato Trend Market, l’applicazione GDOdata che permette di leggere l’evoluzione economica e finanziaria delle imprese attraverso serie storiche, indicatori e grafici. I numeri raccontano un passaggio meno scontato di quanto il solo fatturato lasci immaginare.
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