mercoledì 1 Luglio 2026

Aziende conserve: alcune decisamente indebitate, ATTENZIONE! Martedì il workshop con IRI e Istituto Piepoli organizzato da Cibus e GDONews

Martedì 28 si terrà il primo webinar post Fiera Cibus ed il tema sarà il grocery ed in particolare le conserve. Per la prima volta si terrà su LinkedIn (LIVE) e solo chi si iscrive potrà vedere sia la diretta che il post in differita.

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Le aziende di conserve sono moltissime in Italia, nel nostro database, consultabile anche dai nostri abbonati  PREMIUM, abbiamo inserite circa 300 aziende in tutto il territorio nazionale con un fatturato superiore ai 2 milioni di euro. Alcune sono state da noi selezionate per un'indagine qualitativa sulle loro prestazioni economico finanziarie. Leader di mercato è la Fratelli Saclà che nel 2019 (ultimo bilancio disponibile on line) ha realizzato un fatturato pari a 118 milioni di euro. Iposea, azienda pugliese, nel 2019 ha portato a bilancio ricavi per quasi 78 milioni mentre Coelsanus, suo diretto concorrente, 55 milioni di euro.

Esistono poi aziende che si focalizzano molto sulla private label per la GDO con ambizione, un giorno, di diventare brand, come Neri Industria Alimentare e Inpa, entrambe toscane. Entrambe nel 2019 hanno realizzato ricavi al di sotto dei 30 milioni ma, soprattutto Inpa è fornitore di insegne importanti in GDO. Dal nostro database abbiamo poi aggiunto, all'analisi, anche Delicius Spa e Coppola, due imprese che che viaggiano su ricavi tra i 30 ed i 40 milioni nel 2018 (non abbiamo dato 2019). Insomma tutte aziende interessanti. Oltre a queste, vale la pena ripetere, ne esistono altre centinaia che collaborano nei loro territori con la GDO e che sono state inserite nel nostro database.

Messe a confronto è interessante perchè se ne deducono ragionamenti interessanti. Intanto vale la pena affermare che quelle inserite nel nostro benchmark sono tutte aziende che guadagno, non è una categoria oberata dai costi. Positivo per le aziende che offrono sicurezza sulla qualità del lavoro alla GDO, interessante per quest'ultima considerare che le contribuzione aggiuntive non metterebbero in crisi le aziende.

In attesa dei bilanci del 2020, anno anomalo per tutti, molto positivo per quelle aziende molto focalizzate sulla GDO e negativo che per chi ha un consistente fatturato verso il food service, in quelli del 2019 una sola aziende di quelle indicate ha raggiunto una crescita oltre il 7%. 4 di loro hanno chiuso con ricavi in perdita sul 2018. Insomma sembra che il mercato (nazionale ed internazionale) fosse abbastanza complicato sino all'arrivo della pandemia. Va, in ogni caso, chiarito che solo un'azienda di queste ha chiuso con un bilancio in perdita (ebit -4,9% e profit -5,6%), mentre le altre stanno tutte in un range tra +1% e +6% di ebit, salvo una che arriva al +10% di ebit, ed un profit con range da 1% a 3%, salvo una che arriva al 6% di profit.

Un esercizio molto interessante è incrociare EBITDA con RICAVI per comprendere se le crescite di fatturato sono state realizzate in forma sana o pericolosa, quindi irrobustendo o rendendo più fragili le aziende: nel 2019 l'azienda che è maggiormente cresciuta di fatturato ha proporzionalmente incrementato i suoi margini, quindi consolidando benissimo la sua forza. Altre due imprese sono cresciute migliorando leggermente i loro margini. Una di esse ha migliorato leggermente i ricavi peggiorando leggermente i margini, mentre due di esse hanno abbassato i ricavi peggiorando i margini. Una di esse in modo netto.

ROI e ROE

I ritorni degli investimenti sono importanti perchè descrivono la qualità dell'operato delle imprese in relazione agli investimenti effettuati. Delle 8 aziende esaminate ben 7 portano un ROI ed un ROE positivi, due di esse in modo netto. Per una delle aziende i valori risultano negativi. Importantissimo è il rapporto mezzi propri/attivo perchè permette di verificare la solidità dell'azienda. Ovviamente il massimo della solidità si ottiene con indice 1. Ebbene 1 azienda ha un indice di oltre 80, un'altra oltre 60, ed una 45. Le altre stanno attorno a 30 che è un indicatore normale. Una di esse ha come indicatore 17 che si può considerare molto buono.

I PAGAMENTI

Questa categoria merceologica non si distingue per la qualità dei pagamenti: i tempi medi di incasso vanno dai 55 giorni (la migliore) a 115 giorni. La media è attorno agli 80 giorni. Alla stessa stregua anche i tempi di pagamento sono piuttosto lunghi:2 aziende pagano con una media attorno ai 50 giorni, ma ben 4 di 8 pagano i loro fornitori oltre i 100 giorni, una di esse addirittura ha pagato mediamente i fornitori con oltre 200 giorni dalla data fattura.

CONSIDERAZIONI FINALI

E' un mercato, quelle delle conserve, piuttosto peculiare: il margine commerciale medio del 33,29%. I costi per i servizi medi sono circa del 15%, quindi erodono quasi il 50% del margine. All'interno di tali costi, si ricorda, vi sono quelli energetici, logistici, i compensi dei collaboratori pagati a fattura, i compensi degli amministratori, etc., mentre la media del costo del lavoro è del 6,61%. Insomma non è facile comprendere dove poter migliorare le attività, va però detto che le medie sono il risultato di eccellenze e di mancanze: ad esempio nel margine commerciale esiste una forbice tra la migliore (41,8%) e la peggiore 26,7% di oltre il 14%. E' evidente che una tale differenza si ottiene solo applicando al mercato prezzi più alti, e non tutti possono permetterselo. Però nei costi per servizi esistono differenze davvero rilevanti e poco spiegabili: la migliore ha un'incidenza del 9,69% e la peggiore del 24%. E' chiaro che i costi sono in valore assoluto e che il fatturato abbassa le incidenze ma l'azienda che presenta un'alta incidenza avrebbe un estremo bisogno di fare attività di benchmark finanziario con aziende delle sue dimensioni. Infine il costo del lavoro: la media è piuttosto bassa però vi sono aziende che nel 2019 hanno presentato a bilancio un costo più che doppio rispetto alla media; chi si trova in quelle condizioni deve, a sua volta, fare una indagine di benchmark finanziario con i diretti concorrenti, che presentano a bilancio fatturati simili, per capire cosa non va nel suo modello di business.

Insomma in generale si tratta di una categoria interessante, che in media guadagna ed è solido, però molte aziende dovrebbero ottimizzare gli equilibri dei costi al loro interno.

Qui sotto tutti i grafici e le tabelle dal database di GDONews, utilizzabile dagli abbonati PREMIUM per realizzare ulteriori benchmark in autonomia

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