Da alcuni anni Selex viene indicata come il leader della distribuzione italiana. Ma è davvero possibile stabilire con certezza che sia il primo sistema della GDO italiana?
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I numeri raccontano una storia molto più aperta. Nell’ultimo anno in cui tutti i bilanci sono disponibili, le stime delle vendite al pubblico elaborate da GDOData attribuiscono a Selex una quota del 15,30% sul mercato rilevato e a Conad del 14,99%. Tra le due ci sono appena 0,31 punti percentuali: una distanza minima, soprattutto considerando che il confronto è costruito sui bilanci di imprese che, nel caso di Selex, nel caso di Selex molte associate hanno negozi diretti, ma diverse altre no. E gli affiliati possono “sporcare” i bilanci con altre attività. Non solo: il conteggio dei singoli negozi è costruito con un sofisticatissimo algoritmo, ma in quanto tale, non è perfetto, si avvicina alla perfezione ma per definizione non la raggiunge. E nemmeno Nielsen IQ e Circana arrivano alla perfezione perché la vera misurabilità non arriva all’intero assortimento, ma è quella del Largo Consumo, che è altra cosa. Quindi, per definizione esiste un margine di errore per qualsiasi ente si impegni a costruire le quote di mercato. Ed una cosa è quindi certa: questo margine non è inferiore a 0,33%.
Pertanto, Selex risulta davanti, ma trasformare questo vantaggio nella certificazione di un primato assoluto sarebbe quantomeno azzardato. Il margine è sufficientemente ridotto perché l'approssimazione insita nelle stime possa ridurre, annullare o persino invertire la distanza tra i due sistemi.
La domanda sorge spontanea: “Chi è allora davvero il leader della GDO italiana: Selex o Conad?”
Il presente studio del dossier “La nuova geografia del potere” parte proprio da questa domanda. E osservando ciò che è accaduto tra il 2022 e il 2024 emerge un elemento ancora più interessante: il vantaggio attribuito a Selex non si sta ampliando. Il sorpasso si concentra nel 2023, mentre nell'ultimo anno Conad torna ad avvicinarsi.
Più che raccontare un vincitore già definito, i dati mostrano quindi una partita per la leadership ancora completamente aperta.
L'articolo continua con:
- Quale delle due insegne contendenti stia davvero guadagnando terreno e quale stia invece rallentando, al di là della classifica finale
- I dati sorprendenti su come una crescita apparentemente simile possa nascondere traiettorie completamente diverse tra i grandi sistemi distributivi
- La strategia che permette a un attore meno visibile nel dibattito pubblico di avanzare con maggiore continuità rispetto ai protagonisti del duello in vetta
- Il confronto tra chi ha conquistato quota con un balzo improvviso e chi invece la costruisce anno dopo anno senza inversioni di rotta
- Perché il leader attuale della GDO italiana potrebbe non esserlo più, e cosa dicono davvero tre anni di dati sulla solidità di un primato
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