Finiper alla prova di Altrove: l’integrazione strutturale tra retail e food service

Altrove nasce come evoluzione de Il Viaggiator Goloso. Qual è l’obiettivo strategico di questo nuovo format: rafforzare il brand, entrare nella ristorazione o costruire una nuova relazione con il cliente?

L’obiettivo è costruire una relazione ancora più profonda e significativa con i clienti, rafforzando così il posizionamento e la percezione del brand. Altrove nasce come naturale evoluzione de il Viaggiator Goloso: un luogo in cui il cibo non è più solo un prodotto da acquistare, ma un’esperienza da vivere, condividere e sperimentare, dando una nuova dimensione, concreta e immersiva, ai valori della marca. L’ingresso nella ristorazione è quindi la conseguenza di questa visione strategica: non abbiamo deciso di aprire un ristorante, ma di creare un’esperienza capace di esprimere pienamente l’identità de il Viaggiator Goloso.

Che cosa cambia nella gestione del brand quando si passa dallo scaffale al bistrot?

Cambia profondamente il modo in cui il brand entra in relazione con le persone. Sullo scaffale comunica attraverso il packaging, il posizionamento e la qualità percepita al momento della scelta. Nel nostro caso partiamo già da una posizione privilegiata: i punti vendita sono nostri, e questo ci permette di accompagnare il cliente lungo l’intero percorso di acquisto, offrendo un’esperienza coerente con i valori del marchio.

Con Altrove questa relazione si evolve ulteriormente. Il Viaggiator Goloso esce dallo scaffale e prende vita attraverso il servizio, gli spazi, l’atmosfera, il ritmo del consumo e, soprattutto, il contatto umano. Abbiamo costruito un’offerta capace di accompagnare ogni momento della giornata – dalla colazione al pranzo, dall’aperitivo alla cena, fino al take away – affinché ogni occasione diventi un’espressione autentica dell’identità del brand. Non cambia solo il luogo in cui il cliente incontra il Viaggiator Goloso, cambia la profondità dell’esperienza che può vivere.

La GDO sta cercando nuove occasioni di consumo oltre la spesa tradizionale. Altrove risponde a questa esigenza?

Assolutamente sì. Oggi le persone cercano sempre più luoghi da vivere, non solo prodotti da acquistare. Altrove nasce proprio per rispondere a questa evoluzione, trasformando il cibo in un’occasione di incontro, convivialità e scoperta.

Lo vediamo ogni giorno anche nelle scelte dei nostri clienti. Uno dei piatti che sta riscuotendo maggiore successo è il nostro gelato conviviale: viene mantecato al momento, personalizzato con diversi topping e pensato per essere condiviso al centro del tavolo. È un piccolo gesto che racconta bene la filosofia di Altrove: non offrire semplicemente qualcosa di buono da mangiare, ma creare momenti da vivere insieme.

In questo senso Altrove amplia il ruolo della GDO. Non sostituisce la spesa tradizionale, ma aggiunge nuove occasioni di consumo e di relazione con il brand, intercettando bisogni diversi e complementari. È un modello che dialoga con i nostri punti vendita e li valorizza, contribuendo a rendere Il Viaggiator Goloso presente in momenti sempre più ampi della quotidianità delle persone.

Quanto pesa oggi il tema dell’esperienza nella costruzione del valore di un’insegna o di una marca retail?

Oggi l’esperienza è uno dei principali fattori nella costruzione del valore di una marca. La qualità del prodotto resta imprescindibile, ma da sola non basta più: sono il contesto, il servizio, l’atmosfera e le emozioni che accompagnano il consumo a renderla davvero distintiva e memorabile.

Per questo con Altrove abbiamo voluto andare oltre la semplice dimensione della ristorazione. Non proponiamo soltanto piatti preparati con cura, ma un luogo in cui il cliente possa fermarsi, incontrarsi, condividere e riconoscere i valori de il Viaggiator Goloso. È proprio questa capacità di creare un legame emotivo con le persone che oggi contribuisce a generare valore per un’insegna e a renderla rilevante nel tempo.

Altrove si inserisce in un contesto urbano molto particolare come CityLife. Quanto la location incide sul posizionamento del format e sul tipo di clientela che volete intercettare?

CityLife rappresenta il contesto ideale per un progetto come Altrove. È uno dei luoghi più contemporanei e dinamici di Milano e, proprio per questo, è stato il palcoscenico che il Gruppo Finiper Canova ha scelto per portare, per la prima volta, il proprio know-how nella ristorazione al di fuori dei confini tradizionali degli ipermercati e dei centri commerciali.

La posizione riflette perfettamente l’identità del format: un luogo aperto a un pubblico eterogeneo ma accomunato dalla ricerca di qualità e attenzione ai dettagli. Professionisti, residenti, famiglie, turisti e visitatori del quartiere trovano in Altrove un’offerta capace di adattarsi a momenti ed esigenze diverse, senza rinunciare a un’identità precisa.

Questo progetto va letto come un laboratorio, un format replicabile o un presidio speciale legato a Milano?

Altrove è un progetto unico nel suo genere, pensato per valorizzare il Viaggiator Goloso e fondato sul know-how maturato negli anni dal Gruppo Finiper Canova. Con 328 coperti e un’articolazione complessa su più livelli, rappresenta un format distintivo, in cui il brand trova espressione attraverso la ristorazione, gli eventi e le diverse occasioni di consumo e convivialità. Milano e CityLife sono il contesto ideale per un progetto così ambizioso, in futuro valuteremo l’evoluzione del modello e l’eventuale possibilità di replicare alcuni elementi in altri contesti, ma oggi il nostro obiettivo è consolidare Altrove come un punto di riferimento per la città.

Che ruolo hanno i prodotti de Il Viaggiator Goloso dentro l’offerta di Altrove?

I prodotti de il Viaggiator Goloso hanno un ruolo centrale nell’identità di Altrove. La stessa filosofia di selezione che guida le 1.200 referenze a scaffale ispira anche proposta gastronomica di Altrove. Molti piatti del ristorante e della pizzeria valorizzano i nostri ingredienti come veri e propri protagonisti. In questo senso, Altrove è la messa in scena viva del lavoro di ricerca tra produttori e specialità: qui il cliente può gustare fisicamente quel “sapore della scoperta” che è, da sempre, la promessa di marca de il Viaggiator Goloso.

Il confine tra retail alimentare, food service e brand experience è sempre più sottile. Secondo lei questa contaminazione diventerà strutturale nella distribuzione moderna?

Ne sono convinto. Progetti come Altrove tracciano una direzione inequivocabile. Il consumatore contemporaneo richiede fluidità e non separa più nettamente il momento della spesa da quello della fruizione esperienziale: cerca coerenza in ogni punto di contatto con la marca. Per il Gruppo Finiper Canova – che ha guidato il Viaggiator Goloso in un percorso straordinario da private label, a  brand, fino a insegna vera e propria con 11 store monomarca in Lombardia – questa integrazione tra retail e food service rappresenta una fisiologica e naturale evoluzione del business. Ne vedremo sempre di più nei prossimi anni.

Altrove è più un progetto di ristorazione o un modo per far evolvere Il Viaggiator Goloso da marca di prodotto a marca esperienziale?

Principalmente la seconda. La ristorazione per noi è il mezzo, non il fine. Il vero obiettivo è far vivere pienamente il brand, non solo farlo acquistare. Altrove rappresenta quindi al tempo stesso un’evoluzione e una conferma: esploriamo territori inediti per la marca, ma manteniamo saldi i nostri valori fondanti, esaltando in una veste nuova e immersiva l’essenza de il Viaggiator Goloso. Un nuovo linguaggio per valorizzare la stessa identità.

Stefania Lorusso
Stefania Lorusso
Direttrice editoriale di Gdonews e attualmente Direttrice responsabile di Cibus Link e Retail Link, quotidiano online e magazine dedicati alla business community dell’industria di marca e del retail con forte apertura internazionale.

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