La regione Marche è appannaggio di Conad che, con una quota di mercato pari ad oltre il 26% domina il mercato. Questa quota è la somma dei fatturati di due Ce.Di. Conad, CIA e per una minor parte Conad Adriatico. Eppure proprio in questo territorio diversi anni fa l'insegna era rappresentata da Ce.Di. Marche che, in un certo momento, non accettò la fusione con altre aziende del Gruppo e rivendicò la sua indipendenza. Oggi questa è una certezza, a partire dall'insegne Sì con Te, per arrivare alla centrale a cui sono legati, Selex che proprio con Conad si contende la leadership nazionale.
Di Ce.Di. Marche si conoscono tante informazioni, opera con quasi 100 punti vendita distribuiti nella regione Marche e qualcuno in Abruzzo. A Bilancio (si è scritto di recente raccontando una interessante intervista ad una category manager di alcune categorie del Grocery, Ilenia Campana) il gruppo ha portato nel 2020 ricavi pari a 266,65 milioni di euro con un fatturato alle vendite (quello dei soci) pari ad oltre 400 milioni.
Ce.Di. Marche da sola si è costruita una sua solidità che non è lontana da quella che esprimono i Ce.Di. di Conad che, oggi, gli fanno concorrenza, ed anche i numeri di bilancio (e soprattutto il rating finanziario) è interessante.
Entriamo nel dettaglio: nella regione Marche sono presenti circa 760 punti vendita (tra superette, discount, super, iper, etc) ed in questo contesto l'azienda si esprime con circa 90, gli altri in Abruzzo.
Il fatturato medio per punto vendita della regione è circa 4.000€ mentre la media di Ce.Di. Marche è leggermente superiore (4.300€). La metratura media dei suoi negozi non è bassa, misura circa 750 mq contro i 690 media regionale. Sulla redditività per Mq cede qualcosa (5.780 contro 5.900 media regionale) ma deve essere considerata la presenza dei discount che nella regione è rilevante (vedi apposito articolo sulle quote in Marche e Abruzzo) così come competitiva è la presenza dei Conad.
Come si vedrà adesso queste performance hanno prodotto una certa solidità di bilancio. Vedremo infatti quali sono gli indicatori di rating, la redditività in relazione ai capitali investiti, la sostenibilità dell'indebitamento, la produttività e la crescita aziendale, tutti valori che nello studio di Giuseppe di Napoli verranno rapportati al mercato.
Giova ricordare che di recente è stata pubblicata una profonda analisi di un diretto competitor, la Coal (qui, qui e qui) con cui, grazie a questo studio, si possono realizzare interessanti confronti.
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