giovedì 13 Giugno 2024

GDO: le complessità delle cooperative. Il caso Coal

Quando si fa riferimento ad una cooperativa della grande distribuzione, tema quanto mai amplio e variegato, bisogna sempre tenere presente che la solidità di un gruppo (se non si chiama Conad o Coop) passa sempre prima attraverso la solidità dei suoi soci.

Per tale ragione un fornitore molto esposto verso un gruppo della DO (sia essa cooperativa o meno) deve conoscere perfettamente il rischio che si assume fatturando ad un’azienda della DO dove il Cedi è il suo unico cliente, ma rappresenta semplicemente la totalità dei soci o dei suoi affiliati.

Detto ciò è, però, necessario aggiungere che oggi la GDO è, in generale, molto più stabile rispetto al passato, dopo che i venti forti portati dalla crisi del 2008 in avanti sono terminati, ma ciò non significa che, ancora oggi, non esistano imprese della GDO più fragili di altre: l’importante è essere a conoscenza e saper gestire il rischio.

Qualche settimana fa abbiamo pubblicato una profonda analisi sulla solvibilità del gruppo COAL (inteso come CEDI) realizzato dal dott. Giuseppe Di Napoli, analista finanziario ed esperto di Grande Distribuzione. Di Napoli lavora in GDO per diversi gruppi del mass market retail ed è anche consulente di diverse aziende fornitrici. Le sue analisi permettono, da un lato, alla GDO di tenere sotto controllo il rischio di default potenziale delle aziende fornitrici, soprattutto se nella sfera operativa della Private Label, e dall’altro permettono all’industria di calcolare perfettamente i rischi nelle forniture al variegato mondo della DO nazionale, permettendo di realizzare forniture in sicurezza senza utilizzare l’ombrello, spesso poco utile, delle assicurazioni del credito; in questo articolo analizzeremo, invece, le imprese alle quali Coal rivende, ovvero i suoi soci, dato che si tratta di una cooperativa.

La DO, un tema complesso

Come si fa a riconoscere la fragilità dei gruppi della GDO? Se un retailer è titolare dei suoi negozi, o è principalmete titolare di negozi diretti le analisi degli ultimi bilanci sono sufficienti per avere una buona comprensione del suo stato patrimoniale. Invece, se si tratta di retailer che vendono principalmente a soci o affiliati, allora non sono più sufficienti i bilanci del retailer a cui si fattura.

Facciamo un esempio per comprendere meglio: una qualsiasi azienda sul mercato se ha molti clienti ed il suo fatturato si parcellizza in centinaia di clienti, gode di un minor rischio di vita, soprattutto se la maggior parte di quelli è fedele negli acquisti e solida economicamente. Se, al contrario, un’azienda ha molti clienti ma la grande parte delle vendite la rivolge a pochi, il futuro di chi vende dipende dalla fedeltà e dalla forza economica di chi acquista da lei.

E’ chiaro il concetto? I clienti, nell’esempio qui sopra, sono gli affiliati ai gruppi a cui si vende la merce. Analizzare le aziende della DO significa analizzare le dinamiche che esistono nella fatturazione agli affiliati, che è assolutamente indispensabile per avere certezza dell’incasso. Nella realtà dei fatti, salvo qualche centinaio di fornitori di grandi dimensioni e ben strutturati, le migliaia di altre aziende di produzione che si rivolgono alla GDO non hanno la minima idea dei rischi che si annidano nella parte finanziaria del gruppi.

Di seguito esporremo una sintesi dell’analisi del rischio finanziario dei soci COAL in forma di società di capitali, vale a dire una quarantina di Ragioni Sociali, per circa 52 negozi ed un volume d’affari di circa 180 milioni di euro (su un totale di 440 milioni di euro complessivi da noi stimati per l’intera rete di vendita).

Chiunque venda al gruppo COAL deve infatti sapere che l’analisi della rischiosità non può prescindere dall’esaminare i soggetti che gestiscono i punti vendita, perché sta lì il vero valore e quindi il rischio potenziale. Per questo è importante non limitare le verifiche solo al soggetto giuridico COAL ma estenderle ai suoi affiliati che, solo se teniamo conto delle realtà operanti sotto forma di società di capitali, che come visto producono ricavi per circa 180 milioni di Euro nel 2020, a fronte di 285 milioni prodotti direttamente da COAL società cooperativa.

Dettaglio sulla ripartizione del fatturato del mondo COAL

L’analisi dei ricavi e dei costi di acquisto relativi a COAL ed al resto dei soci mostra quanto segue:

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Dott. Giuseppe Di Napoli
Dott. Giuseppe Di Napolihttps://www.numeridivalore.it/
Consulente di direzione con 20 anni di esperienza nell’area Finance di industrie e aziende della GDO italiana. E’ stato uno dei più giovani membri del board nazionale dell’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari (aiaf, 45 anni di attività, 1.000 associati), per la quale ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’area Valutazione d’Azienda e di Business. E’ Autore di numerosi saggi in tema di Valutazione d’Azienda e Rischio Finanziario. E’ docente in materia di analisi finanziaria. Supporta la direzione finanziaria e la direzione crediti delle aziende clienti, curando fra l’altro lo sviluppo di modelli di calcolo del rischio finanziario di clienti e fornitori strategici.

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