venerdì 6 Febbraio 2026

Selex, ecco la differenza tra gruppi con PdV diretti e quelli con affiliati. Tutti i numeri di un quinquennio

Dal 2018 al 2022 la grande distribuzione ha vissuto sussulti molto forti che hanno portato il mercato a cambiare repentinamente strategie sperando di azzeccarle, con la consapevolezza che chi più cambiava era il consumatore, sempre più povero e deciso a tutelare il proprio risparmio ma incrementando la tutela della propria salute. Alimenti e salute sono strettamente collegati. In questo quadro è importante, nel nostro studio, comprendere chi ha saputo cavalcare l'onda dei tempi moderni e l'unica maniera per comprenderlo, oltre all'analisi delle prestazioni economiche delle aziende, è la messa in evidenza di un aspetto: il cumulo del margine di profitto in un determinato periodo. E proprio questo ci dice che Megamark è l'azienda con il modello di business dell'affiliazione, che è cresciuta di più

Il Gruppo Selex quest'anno festeggia i suoi primi sessant'anni di storia, gli ultimi dei quali lo hanno consacrato come uno dei player principali della distribuzione italiana con oltre il 15% di quota di mercato e più di venti miliardi di euro di fatturato.

Una solidissima realtà costituita da 18 imprese socie che l'anno scorso hanno inaugurato 60 nuovi punti vendita e in questo 2024 ne apriranno altri 65. Ma quali sono gli equilibri al suo interno?

In questo articolo abbiamo effettuato uno studio di benchmark sui numeri degli ultimi cinque anni di altrettanti soci (CDS, Ce.Di.Gros, Ce.Di. Marche, Megamark e Super Elite) che adottano modelli simili di vendita al consumatore finale attraverso affiliati e soci.

Lo studio è da mettere in stretta correlazione con un altro pubblicato qualche settimana fa che, alla stessa maniera, metteva a confronto le imprese di Selex che avevano una differente strategia di mercato, ovvero quella di operare sul mercato con negozi diretti.

https://www.gdonews.it/2024/01/28/maxi-di-dimar-e-ali-tutte-con-oltre-100-milioni-di-profitto-cumulato-in-5-anni-la-prima-e-diventata-un-caso-di-eccellenza/

Solo così si comprende quali sono le conseguenze dei diversi comportamenti sul mercato. Ad esempio, nell'analisi sulle imprese con negozi diretti di Selex si era visto che tutti gli Ebitda dal 2020 al 2022 (tre anni) erano in calo (escluso Alfi), così come si era messa in evidenza la difficoltà della tenuta dei loro margini di profitto. Qual è invece la situazione di quei gruppi che hanno come modello di business l'affiliazione o l'associazionismo in Selex?

Ancora: quali sono le differenze nei valori dei patrimoni tra quelle imprese di Selex che operano con negozi diretti rispetto a quelle che operano con affiliati?

Ancora più interessante: qual è il valore del profit cumulato (la somma degli utili di profitto in valore assoluto) degli uni e degli altri?

Insomma "chi ha fatto più soldi" in questi difficili cinque anni?

Tutte le risposte in questo articolo da mettere in stretta correlazione - lo ripetiamo - con quello pubblicato il 29 gennaio ed inserito come correlato sopra.

 

Iniziamo dal trend di fatturato che nel 2022 è stato caratterizzato dalla forte crescita di CDS con +15,7% dopo il +7,2% di media fra 2018 e 2020 e il +3,7% del 2021.

Un consistente balzo in avanti seguito a breve distanza da Ce.Di.Gros tornato sulla media del triennio con il +13,5% dopo che l'anno precedente era sceso fino a +7,9% mentre Megamark si è attestato a +11% rimanendo in linea con un trend che nei cinque anni ha oscillato fra +10,6% e +12,3%.

Situazione meno solida invece per Super Elite, tornato in positivo a +0,8% dopo il segno meno del 2021 ma sempre distante cinque punti dal fatturato del triennio.

Nessun segnale di ripresa invece per Ce.Di Marche rimasto sotto all'1% di crescita dopo il positivo +8,2% fra 2018 e 2020.

Cerchiamo ora di mettere a fuoco la capacità di queste aziende di fare profitto, ovvero di tenere sotto controllo i costi, il principale problema della gdo degli ultimi anni.

Seguiamo il medesimo metodo utilizzato per i ricavi, analizziamo ogni importante indicatore di bilancio delle imprese di Selex che adottano un modello di business similare e mettiamolo a confronto tra loro.

 

Nei cinque anni presi in esame Super Elite ha mantenuto un margine industriale molto alto, nonostante un lieve decremento nel 2022 chiuso a +28,1% dopo la punta del +29% dell'anno precedente.

Percentuali quasi doppie – o addirittura triple – rispetto a quelle delle altre società perchè il suo modello di business è diverso rispetto alle altre imprese.

CDS ad esempio, nel quinquennio non è mai andata oltre il 10% (pur con un andamento equilibrato) mentre Megamark è rimasta addirittura sotto la doppia cifra, scendendo dal +8,8% registrato nei primi quattro anni al +8,1% dell'ultimo.

Ricordiamo che Megamark ha negozi diretti ma con una ragione sociale differente, pertanto il margine registrato dal cedi è quello di pura impresa che vende ad affiliati.

Margini e trend simili invece per Ce.Di.Gros e Ce.Di.Marche i quali hanno chiuso il 2022 rispettivamente con +17,8% e +17,3%, nel primo caso dando seguito a un percorso di crescita e nel secondo compiendo un timido passo indietro.

I numeri presi in esame evidenziano poi inequivocabilmente strategie differenti all'interno delle cinque società per quanto riguarda la gestione del costo del lavoro.

CDS infatti nel 2022 ha avuto meno di un terzo di incidenza (+1,2%) rispetto ai primi tre anni (+3,7%) mentre Ce.Di.Gros lo ha mantenuto su livelli bassissimi e sempre costanti (+0,3%).

Molto contenuto l'incremento per Ce.Di.Marche, passata da +2,6% del triennio a +2,8% del biennio successivo, con Megamark ha avuto invece un andamento contrario calando da +0,7% a +0,5% e Super Elite il cui trend ha oscillato fra +1,4% e +1,5%.

Per quanto riguarda il rendimento per dipendente, nel 2022 la performance migliore è stata quella di Ce.Di.Gros con 350,74 euro, quasi il doppio rispetto ai 184,31 di Megamark.

Resa decisamente più bassa quella registrata da CDS (84,97) ma anche da Super Elite (66,87) mentre Ce.Di.Marche si è fermata a 35,26 euro per lavoratore.

Vediamo adesso l'incidenza del costo della rete commerciale nel 2022, ovvero la somma di due indicatori di bilancio molto importanti come “affitti e noleggi” e “ammortamenti e svalutazioni”.

Il dato, peraltro, mette anche in evidenza le strategie del retailer negli investimenti di centri logistici oppure dei punti vendita, nel caso di negozi diretti. Nel caso delle società legate a Selex con il modello di business con affiliazione, sotto la nostra lente in questo articolo, l'incidenza (somma dei due indicatori) maggiore è stata quella registrata da Super Elite con il 6,3% del fatturato, nettamente superiore a tutte le altre visto che CDS è arrivata a 1,4%, Ce.Di.Marche di è attestata su un punto percentuale e, sia Megamark che Ce.Di.Gros sono rimaste sotto a 1% di incidenza.

Non dimentichiamo, però, che il suo modello di business in realtà è differente dagli altri.

Arriviamo alla verifica dell'indice Ebitda, dove possiamo notare che Super Elite in questi anni complicati ha avuto un trend di graduale discesa, infatti si è passati dal +6,1% del triennio 18/20 a +5,3% del 2022, andamento analogo a quello di Ce.Di.Marche passato da +4,1% a +3,1%; al contrario Ce.Di.Gross ha mantenuto un margine lineare fra +0,4% e +0,3% e Megamark dopo un 2021 di crescita più sostenuta (+2,4) è calato nuovamente.

L'unica impresa che ha compiuto un percorso di crescita è stata quindi CDS, passata dal +2,4% del triennio 2018-2020 al +3,2% del 2022.

La gestione caratteristica è sempre differente dal risultato di utile di profitto, che comprende anche investimenti (Cedi, negozi, etc) e gestione finanziaria (in Italia, a dire il vero, assai poco praticata). Ebbene, CDS nel corso del quinquennio ha visto crescere anche il proprio Profit Margin sebbene con percentuali risicate, passate da +0,8% a +1,2%.

Margini simili quelli di Megamark e Super Elite che hanno chiuso il 2022 con il +1,1% sostanzialmente in linea con l'andamento degli anni precedenti.

Ha invece perso un punto Ce.Di.Marche che fra 2018 e 2020 si era attestata in media al +3% di profitto, scendendo poi a +2,8 nel 2021 e a +2% l'anno dopo.

Margine stabilmente a zero infine per Ce.Di.Gross che, però, ricordiamo essere un consorzio totalmente dedicato al miglioramento dei margini dei propri consorziati, non il proprio.

Nei cinque anni analizzati Ce.Di.Marche si è anche confermata la società con il patrimonio più consistente che si è evoluto costantemente dagli oltre 100 milioni di euro del 2018 ai circa 150 del 2022.

Cifre di gran lunga superiori a quelle delle altre imprese visto che la sola Megamark è arrivata nel 2022 intorno ai 90 milioni, frutto di un ultimo triennio decisamente proficuo visto che fra 2018 e 2019 viaggiava vicino ai 30 milioni.

Anni di cortissimi passi avanti per Super Elite – che si è attestata intorno ai 40 milioni – mentre CDS è cresciuta con più vigore da poco meno di 20 a circa 30 milioni di euro mentre Ce.Di.Gross non ha mai varcato la soglia dei venti milioni di patrimonio, ma anche qui sappiamo che per il Consorzio romano la patrimonializzazione che conta è quella dei consorziati.

Quanto al rapporto fra EBIT e ROI (rapporto fra capitale investito e profitto realizzato) possiamo vedere come le prestazioni di CDS siano state eccezionali, di gran lunga le migliori, mentre sono state sufficienti – poco distanti dalla media – quelle di Ce.Di.Marche, Megamark e Super Elite. Del tutto negativi infine i risultati di Ce.Di.Gross il cui rapporto è praticamente fermo a zero, ma è inutile ripetere quanto già affermato.

CDS che brilla anche nel rapporto fra EBITDA e Trend di fatturato con una prestazione ottima al contrario di Ce.Di.Marche e Super Elite mentre restano sotto media – ma con un trend di fatturato incoraggiante – sia Megamark che Ce.Di.Gross.

Infine il Profit cumulato che nel quinquennio analizzato ha visto ottenere a Megamark un +73,11%, dato lontanissimo da quello delle altre imprese esaminate visto che Ce.Di.Marche si è fermata a +34,74% e CDS ha superato di poco la doppia cifra (+11,95%). Super Elite si è attestata a +7,63% e Ce.Di.Gross è rimasta addirittura in negativo (-0,34%).

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