giovedì 23 Aprile 2026

Ilenia Campana (Cedi Marche): Il mix assortimentale aiuta a contenere gli incrementi sullo scaffale

Cedi Marche appartiene alla centrale Selex ed opera all’interno delle regioni Abruzzo e Marche con quasi 100 punti vendita con insegna “Si con Te”, attraverso una solida e storica rete di soci della cooperativa. Nel 2020 l’azienda ha fatturato a bilancio 266,65 milioni di euro, producendo un fatturato alle casse (sell out soci) di oltre 400 milioni (fonte piattaforma GeoRetail).

L’azienda opera nell’ambito della prossimità con negozi le cui metrature vanno dalle piccole dimensioni sino ai superstore. La distribuzione organizzata, come del resto tutto il mercato, sta soffrendo particolarmente il periodo anomalo in cui la crisi delle forniture sta portando a rilevanti incrementi, perchè la sfida che questo stereotipo di retailer deve superare è quella di contrastare l’avanzata senza sosta dei discount, che nella regione ha raggiunto una quota considerevole.

Mappatura dei punti vendita del gruppo Ce.Di. Marche. Fonte: Mappa della GDO di GDONews

Su questo argomento GDONews ha pubblicato un’interessante studio sulle quote di mercato nella regione Marche evidenziando che la quota di mercato del solo leader del formato di convenienza (Eurospin) ha superato nel 2020 la soglia del 12%.

Ilenia Campana, category manager Grocery Ce.Di. Marche

Per comprendere a fondo le dinamiche relazionali tra retail ed industria nel territorio abbiamo intervistato la category manager Grocery dell’azienda di Ancona, Ilenia Campana. “I tempi dei rinnovi contrattuali sono decisamente più lunghi anche perché sta accadendo che alcuni fornitori presentino un secondo listino quindi anche l’accordo precedente va rinegoziato.”

Una pratica obbligata quella dei rinnovi consecutivi, a causa dei continui e difficilmente gestibili incrementi che non cessano di infierire sulle materie prime, sui derivati dell’energia e, di conseguenza anche sui costi di trasporto.

Tra le diverse categorie del grocery, il comparto delle marmellate è in sofferenza per la crisi della produzione agricola che si aggiunge agli altri incrementi. “Le marmellate – prosegue la Campana – hanno richieste sicuramente più importanti rispetto agli spalmabili, che di fatto vivono di incrementi più contenuti e meno frequenti. In particolare le richieste di aumento sono circa il 100% superiori rispetto valori di richieste di aumento degli ultimi anni.

D: Indicativamente, quanto di tale incremento in media scaricate sullo scaffale?

Per mantenere la nostra competitività – conclude Elisa Campana –  stiamo cercando di non scaricare gli aumenti e di lavorare, invece, sul mix assortimentale

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