del +6,4% sul pari periodo del 2019, seguito dai superstore con il +2,3% e dai supermercati con il +1,1%.

La contrazione ha invece coinvolto il fatturato del libero servizio (-2,7%) e ancora più fortemente quello dell'iper (-4,2%).
In pratica se si dovessero considerare le vendite dei supermercati, ipermercati e libero servizio il risultato sarebbe quello della parità sull'anno precedente, il balzo in avanti è stato determinato dalla forte spinta che sta apportando il discount alle vendite della macro categoria.
Il formato di convenienza cresce, guadagna quote di mercato sui concorrenti diretti ed i freschi sono uno dei principali driver di questa evoluzione. In pratica fatte 100 le vendite dei freschi in tutto il mass market retail, il canale supermercati occupa oltre il 43% delle vendite, quindi indicativamente la quota che il formato occupa nel totale negozio.

Però il 19,7% delle vendite totali sono prodotte dai discount, ciò significa che la quota di mercato nazionale e quella dei freschi sono perfettamente in linea, di conseguenza l'incidenza realizzata dai canali tradizionali tra le vendite a peso imposto e quelle a peso variabile sono eguagliate dai discount che non si avvalgono, per la maggior parte, dei banchi serviti. A seguire il libero servizio vale il 13,4%, il superstore il 13,8% e l'iper il 9,8%.
Premesso quanto sopra, come prevedibile i primi otto mesi dell’anno hanno generato un importante incremento dei fatturati in tutte le categorie dei freschi. L’inflazione ha supportato sicuramente tale andamento, ma la crescita c’è comunque stata ed è stata generata dagli eventi che abbiamo vissuto e questa non è una novità.

Nei primi otto mesi del 2020 i freschi, nel totale dei formati di vendita, sono cresciuti del +5,9% E’ spiccato il clamoroso incremento del discount con il +11,1% ma sono cresciuti fortemente anche il libero servizio (+7%) e i super (+6,6%), ed anche il formato del superstore ha realizzato un buon incremento, pari al +2,6%. E' evidente come l'IPER con un decremento del -2,9% sia ormai oggettivamente sofferente e nonostante questa contrazione, l'insieme dei formati iper+super+libero servizio è cresciuto del +4,7%.
Le singole categorie
All'interno delle singole categorie nel mese di agosto è spiccato il forte incremento della pescheria con il +8,8%. La salumeria è cresciuta del +3%, i formaggi del +2,3%, la frutta e verdura del +1,6% e anche se leggermente, la macelleria con il +0,5%.
In forte contrazione il pane e dolci (-6,7%) così come la gastronomia (-2,4%). Queste due ultime categorie soffrono dal principio dell'anno infatti la prima, nel confronto delle prestazioni 2020 vs 2019 nei primi otto mesi dell'anno, ha perso il -8,4% e la seconda il -6,1%.

Il 2020, complice anche l'inflazione dei primi sei mesi dell'anno, ha visto grandi incrementi delle vendite nelle categorie dei formaggi con il +10,2%, la macelleria con il +8,2%, frutta e verdura con il +6,7% e per la pescheria e salumeria con il +6,5%.

In conseguenza di queste dinamiche oggi la frutta e verdura pesa il 30% delle vendite di tutti i freschi e freschissimi, la macelleria il 22,1%, i formaggi il 17,8%, il 15,8% la salumeria, il 6,2% il pane e dolci, il 4,1% la gastronomia e il 4% la pescheria.
Andamento dei freschi per regione
Andando ora ad analizzare le singole aree, e ancora più a fondo l'andamento delle relative regioni, ad agosto i freschi (ricordiamo, considerati sempre su peso imposto+peso variabile) hanno registrato trend positivi in Lombardia con il +9%, in Valle D’Aosta con il +5,6%, in Piemonte e in Liguria rispettivamente con il +3,6% e il +3,5%.

Nelle stesse regioni ma questa volta da gennaio ad agosto del corrente anno, raffrontato al pari periodo del 2019, la Lombardia si è confermata come la regione trainante (+11,9%). Tutte le regioni hanno comunque generato crescite. La Liguria con il +7%, la Valle D’Aosta con il +6,9% e il Piemonte con il +5,1%.

In area 2, il raffronto per singola regione tra agosto del 2020 e agosto del 2019, ha portato un forte incremento del Veneto con il +6,8%, seguito dall'Emilia Romagna con il +5,6%, dal Friuli Venezia Giulia con il +4,9% e dal Trentino Alto Adige con il +2,6%.

Tornando invece al confronto sul periodo gennaio agosto 2020 su pari periodo 2019, si è confermato il trend positivo del Veneto con il +9,4%, seguito sempre dall'Emilia Romagna con il +6,8%, dal Friuli Venezia Giulia con il +6,6% e dal Trentino Alto Adige con il +4,8%.

In area 3, il mese di agosto del corrente anno raffrontato a quello dello scorso anno, ci ha presentato andamenti un po’ diversificati per ciascuna regione. Forte la contrazione del -3,4% della Sardegna con una Toscana in sostanziale pareggio. L'Umbria è diventata la regione più performante con il +7,1% di incremento, seguita dal Lazio che ha incrementato del +6%, dalle Marche con il +3,5% e dall'Abruzzo con il +3,2%

Diverso invece l'andamento della stessa area nei primi otto mesi dell'anno 2020 raffrontati al pari periodo 2019. Non ha perso la SARDEGNA, anche se di poco ha registrato un trend in crescita del +0,9% e la Toscana ha incrementato del +2,2%. Il Lazio è diventata la regione più performante con un trend del +7,5% al quale hanno fatto seguito l'Umbria e l'Abruzzo con il +6,6% e le Marche con il +4,9%.

In area 4, l'agosto del corrente anno confrontato a quello del 2019, ha portato, tranne che per il solo Molise (-0,5%), trend in crescita per tutte le regioni. La Basilicata con il +7,3%, la Campania con il +6,2%, la Puglia con il +5,5%, la Sicilia con il +4% e la Calabria con il +3,7%.

Il confronto tra i primi otto mesi dell'anno in corso e il pari periodo del 2019, ha portato in tutte le regioni e quindi in questo caso anche per il Molise (+1,7%) trend in crescita. La Campania ha sviluppato il migliore incremento, pari questo al +7,9%. Hanno fatto seguito la Puglia con il +6,8%, la Calabria con il +6,6%, la Sicilia con il +5,2% e la Basilicata con il +5,1%.
