mercoledì 21 Gennaio 2026

Inflazione e GDO: i freschi resistono, ma i canali tradizionali rallentano

Nonostante il rallentamento dell'inflazione, il settore dei freschi nella GDO mostra segnali di resistenza. I discount guidano la crescita con un +3%, mentre i canali tradizionali come ipermercati e superette registrano cali nelle vendite

I fatturati dei protagonisti della grande distribuzione faticano a causa delle difficoltà dovute al rallentamento dell'inflazione, che inevitabilmente pregiudica le buone abitudini consolidate negli ultimi tre anni. Tuttavia, si sta tornando a una sorta di normalità: abbiamo vissuto 20 anni in un regime di bassa inflazione e ora stiamo tornando a quel contesto.

Fa notizia il fatto che i numeri, sia nelle vendite dei prodotti freschi che dei generi di largo consumo, così come dell'assortimento complessivo, siano comunque vicini allo zero. La grande distribuzione si era abituata a crescere con un vento decisamente favorevole.

In questo articolo analizziamo il trend dei prodotti freschi, sia a peso imposto che a peso variabile, supportati dai dati di Nielsen IQ. Cominciamo a verificare il trend suddiviso per canale di distribuzione, basandoci sulle variazioni a rete corrente per l'anno 2024 rispetto al 2023.

Il comparto dei freschi, sia a peso imposto che a peso variabile, cresce a livello nazionale nel canale omnicanale dell'1,2% fino a fine luglio 2024, un dato positivo. Questo incremento, però, è più debole nei canali tradizionali: ipermercati, supermercati e libero servizio chiudono i primi sette mesi con un più modesto +0,8%.

All'interno di questi dati, emergono distinzioni rilevanti.

Il canale dei discount, nonostante soffra generalmente un andamento stagnante o addirittura negativo in termini di fatturato, registra nei freschi una crescita evidente del 3%, la migliore tra tutti i canali distributivi. Non è l'unico canale in crescita: anche i supermercati e i superstore (tra 2.500 e 4.500 metri quadri) registrano rispettivamente un +1,6% e un +1,3%.

Questi tre formati distributivi rappresentano oltre il 50% delle vendite totali, ma non bastano a compensare le perdite osservate in altri canali. In particolare, le superette registrano un calo dell'1,3% e gli ipermercati un calo dell'1,6%. È importante notare, però, che il dato delle superette si riferisce a rete corrente: sappiamo che, in questo formato, il dato a rete corrente è sempre peggiore rispetto a quello a rete costante, perché tiene conto delle chiusure di punti vendita meno produttivi dell'anno precedente, ma non delle nuove aperture. Probabilmente, a rete costante, il dato delle superette non sarebbe così negativo. Al contrario, il calo degli ipermercati (-1,6%) riflette una situazione stabile, in quanto questo formato ha una minore mobilità, con pochi punti vendita.

Approfondendo l'analisi, passiamo dagli aspetti relativi ai formati a quelli riguardanti gli assortimenti dei prodotti freschi, sempre a peso imposto e a peso variabile. Grazie ai dati di Nielsen IQ, possiamo evidenziare le categorie che crescono maggiormente e quelle che invece faticano. Le aree in crescita sono frutta e verdura (+3,6%), pane e pasticceria (+3,9%), pasta (+3,9%) e gastronomia (+3,2%).

Questo è sorprendente, poiché nel periodo pre-Covid queste ultime categorie avevano sofferto di stagnazione nelle vendite, mentre ora mostrano una certa vivacità. Anche il comparto pescheria è in crescita (+1,7%). Al contrario, salumi e formaggi registrano un calo rispettivamente dell'1% e dello 0,7%.

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