Luca Albertini (GSI): il banco servito continuerà ad essere un riferimento per i consumatori

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“Il nostro gruppo può raccontare di un 2020 di grandi soddisfazioni. All’interno di tutto quello che ha comportato un cambiamento, delle nostre abitudini e degli stili di consumo, dettato dalla pandemia, abbiamo registrato risultati importanti”. Lo ha detto Luca Albertini, direttore commerciale di GSI – Grandi salumifici italiani, nel suo intervento nel workshop di Cibus Lab “Salumi: prospettive post Covid dei diversi segmenti. Banco taglio, libero servizio e take away”, utile per capire le recenti politiche di una realtà di primo piano che racchiude i marchi Casa Modena, Senfter, Alcisa e Cavazzuti.

“Un periodo – ha analizzato Albertini – nel quale abbiamo abbiamo registrato, da un lato l’inevitabile flessione di tutto il mondo ho.re.ca, del consumo fuori casa e di tutti i prodotti correlati, e dall’altro il trend positivo del retail e di tutti quelli a peso imposto quali affettati, cubettati, tranci e prodotti comuni preparati in gastronomia. All’interno di queste due macro distinzioni il risultato finale è stato interessante”.

Un periodo che secondo il direttore commerciale del gruppo emiliano ha impresso un’accelerata a trend che da anni andavano nella direzione dei salumi a peso imposto. “Allo stesso tempo – ha però precisato – credo che il banco assistito resti una tipologia di vendita di prodotto che in questo mondo sarà sempre apprezzata. In Italia abbiamo una cultura tale dei salumi che il mondo del banco, se interpretato correttamente con una differenziazione importante dal libero servizio, continuerà ad esistere e a offrire un valore aggiunto al mercato. Certo, il consumatore può avere esigenze diverse e rivolgersi ad un segmento anziché ad un altro per soddisfare determinate necessità, però il banco darà sempre valore alle nostre Dop e Igp che caratterizzano un mondo così bello e particolare”.

Così invece sull’approccio ai singoli canali: “Hanno esigenze diverse e la capacità sta nel sapersi adattare anche grazie agli strumenti di trade marketing. Il punto di partenza è che in Italia il salume ha un enorme vissuto storico, è il secondo mercato per fatturato dopo quello dei formaggi, dove siamo presenti come gruppo, ed è sempre più vissuto come particolarmente gratificante ma non sempre in linea con gli odierni trend salutisti. Più sapremo dare qualità e strumenti adatti ad ingaggiare il consumatore – ha auspicato – tanto più riusciremo ad avere successo, noi come industria e il trade come rivenditore dei nostri prodotti. Gli strumenti cambiano a seconda del canale”.

Quanto alla ripartenza dopo i delicati mesi dell’emergenza sanitaria Albertini ha osservato: “Da parte di tutti c’è una grande voglia di tornare alle vecchie abitudini e ad uscire, con tutto quello che ne consegue anche per quanto riguarda i consumi fuori casa. La nostra azienda per tutto il 2020 e in questi mesi del 2021 ha provveduto ad innovare, ritenendo questo processo come l’unico modo per suscitare l’interesse da parte del consumatore. Il cotto “Gran Tenerone” ad esempio, è il nostro portabandiera in termini qualitativi e deve affermare la riconoscibilità di marca in un segmento in cui siamo il primo produttore italiano in termini di volumi, ma dove abbiamo sicuramente bisogno di farci conoscere in termini di marca. Così anche il segmento rappresentato dal marchio “Liberamente”, che include tutta l’area del benessere, dove senza dubbio ci sono consumi particolarmente in crescita proprio per la necessità di far percepire i salumi con una visione più salutista. Le “Polpette Teneroni” – ha spiegato ancora – il nostro ultimo lancio, devono consentirci di allargare il parco dei consumatori di un prodotto che ha riconoscibilità di marca elevatissima ed è leader incontrastato nei secondi gastronomici a base di prosciutto cotto. A tutto questo, in termini di innovazione, l’azienda è promotrice di un’evoluzione nell’ambito della sostenibilità sia in termini tecnologici che della filiera del benessere animale e della tecnologia, sia in termini di packaging. A questo proposito abbiamo sostituito tutte le confezioni dell’affettato del marchio Casa Modena con l’eco-pec, un vassoio di carta riciclabile, e abbiamo cambiato tutte le confezioni del segmento merenda, che è molto in crescita e legato con l’apertura delle scuole, e in cui siamo passati dalla plastica al cartoncino. Un processo – ha concluso – che serve a stimolare la cultura della sostenibilità che le nuove generazioni richiedono”.

 

 

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