9,05%. Abbiamo ampiamente dettagliato le ragioni di questo incremento così consistente, oggi ci preme indicare nel pari periodo qual'è stata, invece, la crescita del grocery, ovvero della maggior parte dell’offerta di questo canale: è cresciuto, anch’esso, del 4,55%, quindi molto meno.
Nel libero servizio il confronto tra le due grandi categorie pende totalmente a favore dei freschi, il cui incremento del 2% va associato ad una perdita del Grocery del -1,5% nel pari periodo del 2019. Questo dato si spiega perchè mentre nei Discount l’offerta grocery è preponderante, qui è l’esatto opposto: sono i freschi il motore delle vendite dei negozi di prossimità.
Sappiamo già che i canali supermercati e superstore sono stati i grandi protagonisti del principio dell’anno: nel dettaglio è interessante notare che nel canale supermercati entrambe le macro-categorie sono in crescita, ma con incrementi che risultano molti vicini, quasi uniformi: cresce del 4,75% il grocery e del 5,15% i freschi.
Anche i superstore, esattamente come i supermercati, sviluppano crescite molto simili ma gli incremento sono ancor superiori ai precedenti: +7,35% il grocery e +7,80 i freschi. Nel caso degli Ipermercati è invece interessante notare che le difficoltà del formato sono più riferibili alla sofferenza dell’offerta grocery (-0,15%) che dei freschi che, invece, incrementano (+2,15%).
Quest'ultimo è un dato interessante: le categorie del grocery, che sono prevalentemente appannaggio delle multinazionali, dove la pressione promozionale è consistente, e dove si suppone questo canale sia più aggressivo rispetto agli altri, faticano. Quelle dei freschi, dove sicuramente l’offerta è più ampia e profonda, però allo stesso tempo la concorrenza con la prossimità è più forte e dove, talvolta, il fattore prezzo può contare meno, riesce a dare una risposta al mercato superiore a quella dello scorso anno.
Le Regioni d’Italia

Nel dettaglio delle vendite di Grocery e Freschi e Freschissimi per Regione si porta in evidenza che in Area 1 il comparto dei Freschi ha ottenuto ottime prestazioni in Liguria (+8,7%) ed in Lombardia (+6,1%). Nelle medesime il Grocery aveva anch’esso incrementato ma rispettivamente del 4,7% del Grocery. E del 4,6%. Anche in Piemonte si è evidenziato una maggiore performance dei freschi e freschissimi (+4,9%) sull’anno precedente contro il 3% del Grocery. Si tratta, in ogni caso, di incrementi rilevanti per entrambe le macro-categorie in un area che negli ultimi anni ha sempre sofferto. Eppure il 2020, prima dell’arrivo dell’epidemia prometteva decisamente bene.

In area 2 la situazione conferma una forte crescita di fatturato: il veneto continua a crescere tantissimo, e cresce sugli incrementi dello scorso anno, nei freschi si è raggiunto il +7,6% sul 2019 contro il 6,9% del grocery, anch’esso molto rilevante. Nelle altre Regioni il differenziale tra freschi e grocery è, invece, davvero minimo, anche prima dell’arrivo dell’epidemia.

In area 3 nelle Regioni di Lazio ed Abruzzo la crescita dei Freschi è stata, anche lì, molto consistente: nella prima l’incremento è stato del 6,8% contro il 4% del grocery, con un differenziale del 2,8%. In Abruzzo l’incremento è stato del 7,6% dei freschi e del 4,5% del grocery, un differenziale del 3,2%.
In Toscana e nelle Marche, invece, è stato il Grocery a dare un miglior contributo crescendo di più rispetto ai freschi, mentre in Umbria la crescita è generalizzata in entrambi i mercati.

In area 4 il mercato è cresciuto in tutte le Regioni, in tale contesto i freschi hanno contribuito in maniera non indifferente, sicuramente maggiore rispetto al grocery. Nel dettaglio in Calabria, in Campania ed in Puglia gli incrementi sono stati consistenti, così come in Molise. La Sicilia nel primo bimestre è cresciuta meno delle altre Regioni ed in maniera piuttosto distribuita su tutte le categorie.