sabato 17 Gennaio 2026

Chiusura 2019: Superstore in difficoltà, benino i Discount. Ecco come si struttura la nuova GDO

Oggi iniziamo le pubblicazioni che chiudono gli studi sul 2019 in termini di analisi degli andamenti dei fatturati della GDO, verificandone le evoluzioni nei canali di vendita, all'interno di essi nelle categorie merceologiche, nei territori del Paese, la pressione promozionale ed infine anche l’incidenza della Marca del Distributore.

Nei precedenti articoli, pubblicati nei mesi appena trascorsi, si scrisse che da settembre in avanti, dopo una discreta estate ed un primo periodo dell'anno in tenuta, i risultati della grande distribuzione stavano riducendo il vantaggio guadagnato sull’anno precedente (2018), lasciandoci ansiosi di verificare quali fossero stati gli esiti della grande campagna del Natale che, come ben si sa, può incidere molto sul fatturato e quindi determinare anche variazioni delle medie annue in maniera più sensibile rispetto ad altri mesi dell’anno.

E' pur vero che notizie sugli andamenti del Natale sono già state pubblicate nei giornali e raccontate nei contesti di studio della grande distribuzione, così con queste nostre pubblicazioni vogliamo solo approfondire il macro dato per comprendere più in profondità i movimenti del mercato, i suoi punti deboli, ciò che invece sta funzionando e ciò che dobbiamo iniziare a tenere sotto debito controllo perchè potenzialmente pericoloso.

Perchè è interessante la pubblicazione?

Il retailer nel leggere i dati pubblicati e le tabelle riportate potrà farsi un'idea di dove concentrare gli investimenti. Ma soprattutto l'industria deve tener presente che quando propone investimenti deve avere chiaro come e dove li sta indirizzando, verificandone la correttezza.

I business plan devono essere ben costruiti, non tanto per risparmiare, quanto per contribuire a determinare valori prossimi a quelli che si potranno verificare. E solo attraverso uno studio preciso degli andamenti del mercato, come il presente e quelli che pubblichiamo settimanalmente, si possono costruire strategie ed investimenti più precisi e veritieri.

Iniziamo oggi l'analisi del mese di Dicembre e della chiusura dei 12 mesi dell'anno attraverso il dettaglio delle prestazioni dei diversi formati di vendita: supermercati, ipermercati, superstore, discount, i piccoli negozi a libero servizio ed anche i negozi non alimentari o drug store, che tanto fastidio danno, però, alla grande distribuzione.

A rete corrente il mese di Dicembre 2019 (e quindi la campagna del Natale ad esclusione della coda della Befana) il format Discount è quello che ha registrato il maggior incremento (+4,2%) sull’anno precedente. Oltre a questo hanno registrato segno positivo anche il superstore (+1,6%) ed il canale Supermercati (+0,5%). Chi ha seguito gli articoli dell’anno passato sa perfettamente che il successo di questi formati a rete corrente si è sempre verificato durante l’arco di tutti e dodici i mesi. Tuttavia va sottolineato come, a differenza dei mesi precedenti, il segno positivo sia molto marcato nel primo, il discount, e molto meno rispetto a quanto visto durante i precedenti mesi del 2019 nel canale superstore.

 

Il canale supermercati, con un +0,5% a rete corrente, sempre invece risentire un effetto di stagnazione. Sono andati decisamente male il Libero Servizio (-2,3%) ed il canale Ipermercati (-4,8%). In questo quadro va segnalato anche il buon andamento del canale drugstore (+4,2%) che porta il Totale Italia ad un incremento del +1,6% sul pari periodo dello scorso anno. Se si considerano solo i formati tradizionali (Super+Iper+LS) il risultato positivo si dimezza al +0,8%.

In ogni caso il 2019 a rete corrente è stato un anno positivo.

Con il dato di dicembre siamo anche in grado di dare una più ampia valutazione a tutti i 12 i mesi dell’anno ed a tracciare un bilancio finale della GDO anno 2019 (sempre a rete corrente).

Ecco l'esito del 2019 a rete corrente nei diversi formati

I formati che hanno chiuso in positivo l'intero anno 2019 sono: il Discount che ha chiuso con un incremento del 4,3%, il canale Superstore con un incremento del 2,9%, il canale supermercati che ha chiuso con un incremento del 2,1%, mentre il Libero Servizio chiude con la parità assoluta sul 2018. Negativo il canale Ipermercati che chiude al -3,7% e molto positivo il drugstore con un incremento del +5%.

L’incremento del discount è molto buono però, se si considerano le prestazioni dei tre leader di mercato negli scorsi anni, non sembra così eclatante. I protagonisti di questo mercato stanno effettuando molte aperture, investendo molto e creando valore ma, forse, non quanta se ne è prodotta negli scorsi anni. Nel 2018 i Bilanci di Eurospin, Lidl e MD chiusero tutti con un incremento tra il 6,5% ed il 7,7%, e tutte e tre rappresentano una quota di mercato oltre il 60%.

Il mercato a rete costante

A rete costante nel mese di dicembre (confronto anno su anno) la situazione cambia decisamente: i formati, che con le nuove aperture hanno sollevato fatturati e sorti della grande distribuzione, non hanno dimostrato la medesima capacità se valutate a rete costante. Con la medesima rete di negozi, infatti, il discount ha portato un segno negativo del -0,3%, ed il superstore addirittura del -1%. Anche il canale supermercati non ha portato ulteriori benefici chiudendo il mese con il -0,7% sull’anno precedente. Non è una sorpresa il dato di riassunto nazionale (-1,4% Totale Italia) e quello parziale del Super+Iper*LS che chiude con un negativo del -1,6%.

Quindi la risposta alla domanda: com’è andato il Natale 2019 nella grande distribuzione? è la seguente: se si considerano le nuove aperture, ossia compresi i negozi che nell’anno precedente non esistevano, il Natale è andato benino: alcuni formati bene ed altri male, con un complesso tiepidamente positivo. Il problema è però la difficoltà della rete esistente. Se da un lato le nuove aperture concedono nuova linfa ai fatturati delle aziende, dall’altro lato mettono in difficoltà negozi aperti gli anni precedenti. Molti dei precedenti sono stati, a loro volta, oggetto di ristrutturazione e di nuova apertura in anni recenti, questi corrono il rischio di risentire di una svalutazione del valore inserito a Bilancio per effetto di minori entrate e conseguenti maggiori costi. Nel retail bisogna sempre avere a mente una regola: non sempre le nuove aperture sono la soluzione.

Se si considera tutto l’arco dell’anno 2019, nella somma dei risultati dei singoli mesi, l’esito è meno negativo di quanto emerso per dicembre. Il canale discount chiude comunque in positivo (+0,9%), così come il Libero Servizio (+1,2%), così come il canale Supermercati (+1,1%) così come il superstore (+0,3%).

Sembra che nella prossimità i canali tradizionali stiano iniziando a trovare un minimo di conforto rispetto a quanto accadeva un anno fa, quando l’avanzata dei discount sembrava diretta a creare un tumulo di ceneri sui formati tradizionali di prossimità.

Il quadro finale dell’anno è riassumibile nella seguente lettura: ad una situazione comatosa del canale ipermercati, formato che vede impegnate alcune grandi insegne di cui qualcuna con Bilanci in rosso, fa da contraltare una crescita del canale discount soprattutto spinta dalle nuove aperture (consistenti in termini di numerica) e da una buona tenuta dei canali di prossimità.

Il Superstore non sembra essere una forte soluzione nel corso degli anni, i dati riportati evidenziano una sorta di affaticamento nel mantenere le prestazioni degli anni precedenti. Un segnale da non lasciare inosservato.

 

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Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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