
Sono men che proporzionali, rispetto alla generale crescita del mercato, gli incrementi ottenuti dal reparto formaggi (+3,1%) e dalla gastronomia (+4,8%). Bene anche il reparto panetteria al +6%.
La categoria più importante per volumi e fatturato è la frutta e verdura, il più importante asset del canale supermercati ed ipermercati. Il peso di questa categoria, rispetto a tutti i freschi, è del 28%.

Il reparto macelleria è il secondo in ordine di fatturato con una quota nazionale (super+iper+LS peso imposto + peso variabile) del 23%. Al terzo posto i formaggi (17% del totale freschi) e subito a ruota la salumeria (16%).
Il pane detiene una quota del 7% , la gastronomia del 5% e la pescheria del 4%. Le prime quattro, assieme al pane, sono quelle meglio presiedute dal Discount che, soprattutto con il peso imposto, riesce a combattere la profondità dei canali tradizionali.
Nella distribuzione del fatturato suddiviso per formato di vendita si rispettano le quote di mercato nazionali. Questa considerazione è davvero rilevante perché cade tutta a vantaggio del Discount: le aree dove si dovrebbe creare una forte differenza sono proprio quelle relative all’offerta dei freschi, sia per la distintività in termini di servizio sia per la profondità che il canale tradizionale può raggiungere. Invece il Discount, nelle vendite dei freschi, conferma la quota del 18% del totale GDO Italia.

Il canale supermercati è, logicamente, quello che genera la maggior parte del fatturato. Il Libero Servizio detiene una quota più che proporzionale rispetto alle quote generali nelle vendite dei freschi, ma l’alto livello di servizio e la medesima conformazione del tipo di negozio sono assolutamente in linea con questo dato, ed invece gli Ipermercati, che sempre più stanno dedicando i loro sforzi verso una eccezionale offerta freschi, non riescono a trovare quella breccia sul consumatore che potrebbe far invertire la tendenza generale. Il Superstore, grande nemico invisibile degli Iper, detiene una quota del 15%.

Nel grafico 5 (sopra) si manifesta ciò che si andava spiegando poc’anzi: il Discount sta conquistando il consumatore proprio su quel tipo di offerta dove dovrebbe subire le maggiori difficoltà rispetto ai formati tradizionali. L’incremento anno su anno (Gennaio 2019 vs Gennaio 2018) è del 10,8%. Sia chiaro che tutti i formati risultano essere in positivo, ma alcuni in maniera men che proporzionale rispetto alla crescita generale del mese, altri in linea, il Discount cresce del doppio: crescono poco gli Ipermercati, cresce poco anche il formato del Libero Servizio, in linea i supermercati e bene i Superstore. I generale la crescita di Iper+Super+ Libero Servizio è stata del 4,9% contro una crescita generale (TOT Italia del 4,7%). Se nel conteggio si include anche il Discount la crescita sale al 5,9%.

Nel dettaglio dei territori, l’area 1 è in generale crescita sul 2018 con una forte crescita in Piemonte ed a seguire in Lombardia, ovvero le Regioni con la maggior incidenza di fatturato. Timido segno positivo della Liguria, in negativo la Valle d’Aosta.

In area 2, in forte crescita sul 2018 mese di Gennaio, che a sua volta era positivo sul 2017, si confermano motori trainanti della crescita le Regioni del Trentino Alto Adige (+8,4%) e del Veneto (+7,6%). Benissimo il Friuli Venezia Giulia (+6,6%). In timido incremento anche l’Emilia Romagna che da diverso tempo stenta a crescere. E’ voce piuttosto generalizzata che ad abbattere il fatturato in Emilia Romagna è il Leader di mercato che trova ancora difficoltà soprattutto sul canale Iper. Ciò significa che la concorrenza che sta attorno ad essa sarebbe meglio non cantasse vittoria se la loro singola crescita risulta superiore al mercato nella Regione, ciò non significa performare bene, significa fare meglio di un concorrente ferito con una grossa zavorra addosso.

Molto bene l’area 3 che, salvo la Toscana, vede tutte le Regioni in forte incremento. Meritano una menzione particolare le Marche che crescono del +12%, l’Abruzzo che cresce addirittura del +13,8% e la Sardegna del +11,6%. Queste tre Regioni per molti anni hanno sofferto moltissimo le vendite, oggi dopo grandi cambiamenti strutturali dentro ogni singolo territorio, la nuova conformazione del mercato sta trovando una sua geometricità.

Infine l’area 4: il risultato è un chiaroscuro, dove cresce moltissimo la Basilicata superati due anni terribili (+18,9%). Crescono molto Puglia e Sicilia sulla scia di una crescita che si registra nelle vendite generali. Faticano molto la Campania, il Molise (in negativo, l’unica Regione) e la Calabria.