domenica 18 Gennaio 2026

Le merendine: una categoria dove le multinazionali sono una potenza. 1° parte

Oggi inizia il focus sulle merendine, una categoria molto importante del Grocery, dominata dalle multinazionali italiane. Il focus si avvale dei dati di mercato appena pubblicati, e studia nel dettaglio tutte le dinamiche delle vendite in tutta Italia. Questa prima parte riassumerà i fatturati della categoria suddivisi per segmento, suddivisi per area, analizzerà la distribuzione ponderata degli items suddivisi per area, verificherà la numerica delle referenze ed infine farà una analisi della pressione promozionale della categoria nell’anno appena trascorso suddiviso per area. Per avere accesso a tutti i dati e leggere tutti i grafici bisogna essere abbonati al portale

Le merendine sono una categoria importantissima negli scaffali dei supermercati, basti pensare che il suo fatturato generale è simile a quello prodotto dalla categoria pasta di semola, la Regina delle categorie del Grocery.

Anche qui, come nella pasta di semola, siamo in un ambito merceologico che è molto affascinante perché in esso si cimentano grandi azienda: da un lato Barilla, portatrice di una filosofia molto dinamica, dove molte referenze nuove vengono introdotte sul mercato tutti gli anni, sempre molto veloce a conquistare ed assimilare le nuove tendenze dei consumatori, e sempre molto decisa negli atteggiamenti negoziali. Dall’altro lato è di assoluto valore la presenza di Ferrero, molto più conservatrice, presente con poche referenze sul mercato, meno tesa alla ricerca di inserire nuovi prodotti rispetto a Barilla, ma mostruosamente solida nella sua capacità di fare comunicazione, di trasferire qualità, inamovibile nella relazione con i consumatori, un vero gigante. Queste due aziende hanno costretto tutto il mondo della produzione ad alzare la qualità generale ed oggi gli scaffali sono dominati da queste due, ma anche da una Private Label che cresce sempre di più grazie al supporto di grandi aziende di produzione (Bauli con la società FBF e Balocco su tutte) ed alla presenza di altri marchi che hanno saputo costruirsi un proprio ruolo.

Andiamo ora ad analizzare i numeri:

Il mercato delle merendine vale circa

704 milioni di euro, e si divide nelle seguenti categorie:

 

Fatturati merendine suddivisi per segmento AT 2017 (Super+Iper)

La categoria più importante è quella dei trancini che viene seguita da quella dei croissant. Queste due sviluppano il mostruoso fatturato di quasi 500 milioni di euro, poi troviamo la categoria denominata altre brioche (42 mln), poi i plum cake (55 mln), le tortine (49 mln)    , le sfoglie (39 mln), le crostatine (30 mln) ed i panini al latte (29 mln).

Le merendine si consumano maggiormente in area 1 (per via della grande concentrazione di Grande Distribuzione, come accade per la maggior parte delle categorie) e nell’area 4.

Nella tabella il fatturato delle merendine suddiviso per Area Nielsen AT 2017 (Super+Iper)

Analizzando gli andamenti si può notare come le due categorie più importanti siano in contrazione. Come si può vedere dalla tabella sotto i territori più in difficoltà sono l’area 1 e l’area 2. Crescono bene i plum cake, sono in enorme difficoltà i panini al latte. Il segmento denominato “altre brioche” è in forte crescita e poi, entrando più nel dettaglio, vedremo quali sono le tendenze dei consumatori.

Nella distribuzione ponderata si può notare come il segmento dei trancini sia presente nella sua totalità così come il segmento dei croissant e di molti altri. Questi denota una certa sicurezza e una certa stabilità nella costruzione degli scaffali, dentro queste categorie. Solo le crostatine hanno una differente distribuzione secondo i territori che si approcciano, ed in effetti sia le crostatine che le tortine sono due segmenti che si avvicinano di più alla pasticceria, che è differente rispetto alla merendina.

Entrando nella numerica delle referenze per punto di vendita si può notare come la presenza più massiccia sia quella delle referenze alto rotanti però, analizzando più in profondità, ci sono alcune referenze che potrebbero essere più approfondite, come ad esempio i plum cake o i panini al latte.

L’indicazione più importante viene dall’analisi della pressione promozionale della categoria. E’ ovvio che, come si è già visto su tutte le altre categorie, dove c’è multinazionale c’è pressione promozionale. Ed infatti come sempre si può notare che in quei segmenti dove la pressione promozionale è alta, le rotazioni ed i fatturati sono massimi. I trancini, il segmento “altre brioche”ed i panini al latte sono i segmenti dove le vendite in promozione primeggiano ma gli scostamenti, rispetto agli altri, non sono così rilevanti salvo i segmenti crostatine e tortine.

La Pressione Promozionale

Altro elemento interessante è verificare la media della pressione promozionale divisa per Area: si può infatti notare come l’area 1 e l’area 4 siano quelle dove sia più intensa con la differenza che, in Area 1 la presenza massiccia degli Ipermercati, rende necessario un incremento dell’offerta promo, in Area 4 l’industria da diverso tempo l’industria sta compiendo una azione promozionale molto forte che il Retail gira sul consumatore e grazie a questa strategia il Discount, già fortissimo, non dilaga.

L'ARTICOLO COMPLETO, I RELATIVI GRAFICI, IMMAGINI ED ALTRI CONTENUTI SONO RISERVATI AGLI ABBONATI PREMIUM E PREMIUM PLUS.

SEI GIA' ABBONATO? ACCEDI QUI
.

Dott. Alessandro Foroni
Dott. Alessandro Foronihttp://www.gdonews.it
Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!

Ultime Notizie