Da Conad a Coop, da Selex ai discount: come stanno cambiando i rapporti di forza nel Centro Italia

30,8 miliardi di euro di vendite stimate, 5.838 punti vendita, sono i numeri da cui parte il sesto dossier di GDONews, dedicato questa volta alla GDO del Centro Italia: Toscana, Lazio, Marche, Umbria e Sardegna. Un lavoro realizzato con il contributo dell’Ufficio Studi di GDOData e dei suoi profondi database, gli stessi che alimentano e aggiornano le applicazioni di Retail Intelligence utilizzate dagli abbonati di GDONews.

Sette articoli per entrare dentro un mercato nel quale le classifiche nazionali spiegano poco. Il primo dato che emerge è la forza di PAC 2000A: con il 12,8% delle vendite è la prima impresa dell’intero Centro e, in due anni, passa dal 12 al 12,8%, aggiungendo 36 negozi. Ma non è l’azienda che cresce di più in quota.

Quel primato appartiene a Ce.Di. Gros, che passa dall’8,3 al 9,4%: +1,1 punti, il maggiore incremento fra i gruppi territoriali analizzati. Aumentano contemporaneamente negozi, superficie e produttività: le vendite per metro quadrato salgono da 9.450 a 11.000 euro.

Se invece guardiamo all’espansione della rete, emerge Multicedi: da 72 a 93 negozi, +29,2%, mentre la quota sul Centro raddoppia dallo 0,5 all’1%. È il segnale di un operatore nato più a Sud che sta provando a conquistare spazio nel Lazio.

Ma crescere non significa necessariamente aprire, Unicoop Firenze fa quasi il contrario: chiude 15 negozi, riduce del 6,8% la superficie e contemporaneamente aumenta leggermente la quota. Soprattutto arriva a 14.900 euro di vendite stimate per metro quadrato, la resa più alta fra le sedici imprese territoriali esaminate. Un caso che mostra come nella GDO la dimensione della rete, da sola, dica sempre meno.

All’estremo opposto c’è Unicoop Tirreno, che registra il maggiore arretramento di quota fra le imprese considerate: -0,6 punti, dal 3,6 al 2,9%, accompagnato da una riduzione della superficie e della resa per metro quadrato.

Sono movimenti che si inseriscono in una trasformazione più generale. Tra il 2020 e il 2024 il Centro Italia perde complessivamente negozi, passando da 5.870 a 5.838, ma contemporaneamente aumenta del 3,1% la superficie di vendita. I punti vendita che aprono sono mediamente più grandi di quelli che chiudono. La rete si riduce numericamente mentre aumenta la sua dimensione fisica.

Poi c’è la geografia. Ed è qui che il dossier cambia prospettiva: In Toscana, Unicoop Firenze resta largamente prima, ma dietro di lei si modifica il rapporto fra Conad Nord Ovest ed Esselunga. Nel Lazio, PAC 2000A è prima a livello regionale, mentre Ce.Di. Gros costruisce nella provincia di Roma una posizione che arriva al 30% e nella Capitale sale ancora.

Nelle Marche la competizione diventa molto più aperta: CIA è prima a livello regionale, Gabrielli cresce, Conad Adriatico difende posizioni importanti e in una provincia avviene uno dei sorpassi più significativi dell’intero dossier. In Umbria, invece, PAC 2000A supera il 30% e costruisce uno degli equilibri più netti dell’Area 3.

Infine la Sardegna, dove nessuna impresa arriva al 20% regionale ma il discount raggiunge complessivamente il 34,3% delle vendite stimate. Conad Nord Ovest, Fratelli Ibba e ISA si contendono territori diversi, mentre città, costa e interno restituiscono tre mappe competitive differenti.

E c’è un’altra domanda a cui i numeri di GDOData permettono di rispondere: quanto vale davvero un retailer quando esce dal proprio territorio storico? Il dossier confronta le performance delle imprese “a casa” e fuori casa, mostrando quali modelli riescono a viaggiare e quali perdono forza quando cambiano mercato.

È probabilmente questa la chiave più interessante dei sette articoli. Il Centro Italia non ha un solo padrone. Ha decine di mercati locali nei quali Conad, Selex, Coop, Esselunga, Eurospin e le grandi reti territoriali cambiano continuamente posizione a seconda del confine che si attraversa.

Per questo la classifica regionale è soltanto l’inizio. Nei sette articoli del nuovo dossier GDONews siamo scesi fino alle province, alle reti, ai metri quadrati e ai singoli modelli di espansione per capire chi sta realmente guadagnando terreno, chi lo sta perdendo e soprattutto chi sta riuscendo a sottrarlo ai concorrenti.

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