L'Emilia-Romagna è la terra del duello per eccellenza della distribuzione italiana, quello fra Coop e Conad. E i numeri lo confermano, ma non nel modo in cui ci si aspetterebbe. Coop Alleanza 3.0 è di gran lunga la prima impresa della regione, con il 22,4% delle vendite stimate, il doppio della seconda. Eppure, se si sommano le cooperative Conad che operano in regione, il sistema Conad supera il 25% e passa davanti.
Soprattutto, il duello non si gioca mai ad armi pari. Coop Alleanza è davanti in tre province su nove, Bologna, Modena e Ferrara; le cooperative Conad nelle altre sei. A Rimini il sistema Conad sviluppa il 52% delle vendite, a Forlì-Cesena oltre il 40% contro il 5% di Coop; a Ferrara accade l'opposto, 26% contro 9%. Soltanto a Piacenza i due sistemi sono vicini.
Per i retailer significa che in Emilia-Romagna lo spazio per gli altri esiste, ma va cercato dove il duello lo lascia: Esselunga lo ha trovato con 14 punti vendita che valgono il 7% della regione, i discount sono saliti di quasi due punti in due anni. Per l'industria significa che "Conad" in questa regione non è un cliente ma tre, con territori distinti e bilanci separati, e che il peso dei due sistemi cambia radicalmente da una provincia all'altra: una pianificazione costruita sulla quota regionale sbaglia indirizzo in quasi tutti i territori.
L'Emilia-Romagna, quindi, non ha un duello: ne ha uno diverso in ogni provincia, e in nessuna finisce in parità.
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