Sembravano invincibili. Per anni, i grandi ipermercati — quei colossi da oltre 2.500 metri quadrati che dominavano le periferie urbane — sono stati la spina dorsale della GDO italiana, dettando legge in termini di assortimento, fatturato e centralità logistica. Ma oggi, qualcosa si è incrinato.
L’Ufficio Studi di GDONews ha condotto un’analisi approfondita sulle performance della totalità dei punti vendita esistenti nelle quattro regioni che compongono l’Area 1 — Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta — prendendo in esame i bilanci di esercizio delle imprese della grande distribuzione.
Un lavoro complesso e capillare, che ha richiesto la raccolta e l’elaborazione di migliaia di dati ufficiali, con l’obiettivo di restituire una fotografia precisa dell’andamento del settore. Il metodo utilizzato è chiaro e diretto: sono stati sommati i fatturati dichiarati da ogni punto vendita e suddivisi per formato distributivo, così da evidenziare il peso reale e aggiornato di ciascun canale. Il risultato di questa operazione — tutt’altro che banale — è un insieme di dati certi, verificabili e soprattutto rivelatori, che mettono in luce tendenze ormai strutturali e offrono spunti interessanti sul futuro degli equilibri nella GDO del Nord-Ovest.
I numeri parlano chiaro: mentre il mercato evolve e si orienta verso formati più agili, convenienti e vicini alle esigenze del consumatore moderno, i grandi iper cominciano a rallentare.
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