giovedì 15 Gennaio 2026

Supermercati VS Discount: i supermercati classici soffrono l’evoluzione del format di convenienza. Ecco tutti i numeri

La prossimità è una caratteristica italiana, figlia dei regionalismi e della conoscenza della produzione locale da parte della Grande Distribuzione. Questa caratteristica che guidato il mercato da sempre, ma i numeri dicono che tante cose sono cambiate. Oggi sono circa 15 mila su 25 mila i negozi di vicinato ed i numeri che producono, nella loro media, soffrono. Ma l'Italia è lunga e tortuosa e ci sono solide differenze tra una regione e l'altra. Un articolo dettaglia lo stato dell'essere di questo grande bastione della nostra GDO

I classici supermercati ovvero quelli che misurano da 401 a 800 mq sono le principali "prede" dei discount moderni. Il vicinato è sempre stata la grande forza di quei negozi che con circa 6-7 mila referenze in media riuscivano a dare un'offerta completa ad un consumatore abituale ed allo stesso tempo convenienza attraverso la private label ed una moderata pressione promozionale.

Negli anni, con l'evoluzione dei discount, della loro offerta, e quindi con la decisa estensione dei freschi ed attraverso assortimenti di qualità, il tutto accompagnato da una notevole crescita della pressione promozionale ed assortimenti più profondi, per esempio con grandi marche industriali, oggi i piccoli supermercati si trovano a dover ripensare a loro stessi.

La loro sorte è molto simile a quelli a Libero Servizio, ma si differenziano sui numeri. Un esempio: i piccoli negozi Liberi Servizi sono circa 11 mila in Italia, contro gli oltre 4 mila supermercati di prossimità sino a 800 mq. Assieme sommano circa 15 mila punti vendita, ovvero il 60% del totale.

Si è sempre pensato che i negozi a Libero Servizio fossero in grave crisi, che la loro presenza sul mercato fosse a rischio, in verità abbiamo compreso - in una serie di pubblicazioni - che la sorte di quel formato di vendita non è una unica; si è tutti d'accordo nel ritenere che ce ne sono troppi, oltre 11 mila, ma si è anche compreso che in alcune regioni la loro presenza decisamente strategica.

Sotto due articoli dedicati ai Liberi Servizi con dati, statistiche per territorio e insegna:

https://www.gdonews.it/2024/03/24/le-superette-e-le-loro-ragioni-di-esistenza-ecco-dove-e-perche-funzionano-bene-e-dove-accade-il-contrario/

https://www.gdonews.it/2024/03/24/conad-vege-e-carrefour-le-bandiere-delle-superette-in-italia-e-le-altre-insegne-il-cambio-di-un-settore-importante/

Ma analizzando le prestazioni si è potuto notare come in alcune regioni questo tipo di negozio sia fondamentale, in altre no, e quindi a rischio estinzione.

Ebbene, i classici supermercati non se la passano tanto meglio. Entriamo nel dettaglio dei numeri e cerchiamo di capire bene, analizzando territori e prestazioni facendo i dovuti distinguo, comprendiamo quali sono le criticità e i punti di forza.

Entriamo nei numeri:

Nel 2022 (ultimi bilanci disponibili) i supermercati italiani (esclusi i piccoli discount) da 400 a 800 mq hanno realizzato un fatturato di 13,5 miliardi di euro, incrementando del +3,2% perdendo qualcosa in termini di superfici visto che da 2,41 milioni di metri quadri di area vendita del 2021 sono passati a 2,37.

Questi primi numeri sono il punto di partenza per la nostra analisi, utili per iniziare ad approfondire la situazione all'interno delle singole regioni e comparare le prestazioni con quelle dei piccoli negozi di prossimità.

A livello nazionale il formato ha avuto nel 2022 un fatturato al metro quadro di 5.580 euro rispetto ai 5.409 euro dell'anno precedente, performance non eccelse ma che presentano in ogni caso alcune eccezioni davvero rilevanti.

È il caso, ad esempio, della Toscana cresciuta addirittura dagli 8.552 euro del 2021 ai 9.004 del 2022, oppure di Emilia Romagna e Liguria, arrivate entrambe sopra ai settemila euro di redditività, seppur la prima in incremento e la seconda in flessione.

Poco sotto ha confermato la bontà delle proprie prestazioni il Lazio (6.905 – 6.938) mentre sopra ai seimila euro si segnalano andamenti differenti per Campania e Valle d'Aosta, con la prima che ha migliorato il dato del 2021 e la seconda che ha invece risentito di un brusco ridimensionamento nel 2022.

Quanto alle superfici di vendita la Campania quella con la maggior parte di metri quadri (288.633) dedicati ai supermercati, un dato cresciuto del +6,4% rispetto all'anno precedente, seguita dalla Sicilia (259.827) che ha comunque risentito di una lievissima flessione, e dal Lazio (234.076) che ridotto la propria metratura complessiva del -1,5%. Regressione ben più consistente quella della Lombardia con -7,6% che ha ridimensionato la propria superficie così come Puglia (-6,6%) e Veneto (-5%).

Vediamo quindi i fatturati delle singole regioni iniziando dalle quote di mercato che mettono subito in evidenza il peso molto consistente di Lazio e Campania che insieme valgono il 25% del fatturato complessivo dei supermercati italiani fra 401 e 800 metri quadri. Tutte le altre regioni infatti restano sotto alla doppia cifra anche se al 9% troviamo Emilia Romagna e Sicilia mentre pesa solo il 7% del totale la Lombardia che condivide la propria quota con Toscana e Puglia e il Veneto si ferma al 6% e il Piemonte arriva al 5%.

In cifre, nel 2022, il fatturato più importante in Italia è stato quello della Campania con 1,7 miliardi di euro e un incremento del 12,9% rispetto all'anno precedente. Ha perso invece un punto percentuale il Lazio che è sceso a 1,6 miliardi mentre sia l'Emilia Romagna che la Sicilia hanno visto crescere il loro fatturato (+4,3% e +3,5%) superando 1,2 miliardi di euro mentre la Lombardia ha varcato la soglia del miliardo nonostante un –3,6% sull'anno precedente.

Traguardo del miliardo al quale non è invece arrivata la Toscana (994.380) nonostante l'ottima, e già citata, redditività al metro quadro e il +5% di fatturato sul 2021 mentre la Puglia ha realizzato un importante +6,6% attestandosi a 919 milioni di euro.

I supermercati di vicinato dunque concentrano un quarto del loro fatturato sulla Dorsale Tirrenica fra Campania e Lazio ma complessivamente soffrono una media di redditività per metro quadro più bassa della media nazionale con l'unica eccezione già vista. Un cluster quello fra 401 e 800 metri che cresce in particolare al Sud, non solo con la stessa Campania ma anche con Molise, Sicilia e Puglia.

Liberi Servizi VS Piccoli Supermercati

Mettiamo a confronto le prestazioni all'interno della prossimità – senza tenere in considerazione i Discount - fra i piccoli negozi fino 400 metri e quelli fra 401 e 800. Campania e Lazio si confermano così le regioni leader con quella dell'Area 4 che nel 2022 ha fatturato 1,78 miliardi in cluster e 1,75 nell'altro mentre la regione dell'Area 3 ha avuto una forbice maggiore visto che fino a 400 metri ha fatturato 1,30 miliardi e sopra questa metratura si è portata a 1,75 miliardi.

Il formato più grande, complessivamente, ha avuto poi una resa al metro quadro decisamente superiore con 5.580 euro a fronte di 4.948 con una differenza ben più marcata per la regione più performante, la Toscana, che dai novemila euro dei supermercati è scesa ai 7.200 dei liberi servizi i quali globalmente hanno perso superfici di vendita rispetto al 2021 (-1,1%) ma hanno registrato un incremento di fatturato più consistente rispetto al cluster dalla metratura più grande (+3,9% contro +3,25%) che ha però incassato circa un miliardo di euro in più.

 

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