mercoledì 20 Maggio 2026

Conad resiste, VéGé tiene, Selex accelera: cosa sta succedendo nel perimetro della piccola prossimità

Nel formato più frammentato e strategico della GDO italiana, pochi decimali ridisegnano i rapporti di forza

Negli ultimi anni, la prossimità è diventata uno dei campi di gioco più sensibili e selettivi della GDO. Qui si concentrano frequenza d’acquisto, relazione quotidiana con il consumatore, presidio territoriale e capacità di adattamento locale. È il formato dove la competizione non si gioca sulla scala, ma sulla qualità della rete, sull’efficacia dei modelli di affiliazione e sulla capacità delle centrali di essere realmente presenti nei territori.

Analizzare le quote di mercato per centrale nel formato 0–400 mq significa quindi guardare la distribuzione italiana da una prospettiva diversa: non quella dei grandi numeri aggregati, ma quella dei meccanismi profondi di tenuta e redistribuzione delle quote. È in questo perimetro che emergono con maggiore chiarezza i cambiamenti strutturali, spesso invisibili nelle analisi complessive.

I nuovi dati raccontano un mercato che cresce poco in valore, ma che si muove molto al proprio interno. Avanzamenti rapidi di alcuni gruppi, arretramenti netti di altri, accelerazioni improvvise e perdite di quota che non sempre si riflettono immediatamente nei fatturati complessivi. Nel formato piccolo, ogni decimale conta, perché rappresenta punti vendita, relazioni locali, capacità di presidio reale.

Quando il mercato cambia, anche gli strumenti devono farlo.

Capire chi cresce, chi perde terreno e chi riesce a trasformare la frammentazione in vantaggio competitivo diventa essenziale non solo per la GDO, ma anche per l’industria di marca, che in questo formato intercetta una parte sempre più rilevante della frequenza e della fedeltà del consumatore.

È con questa chiave di lettura che va interpretata l’analisi che segue: non come una fotografia statica, ma come il racconto di un formato maturo, competitivo e tutt’altro che marginale, in cui si stanno ridisegnando i rapporti di forza tra le principali centrali della distribuzione italiana.

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