Cesare Colli (Il Gigante): Stiamo contenendo gli aumenti della pasta, ma la situazione non è più sostenibile

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I prodotti migliori a prezzi competitivi: sono questi gli obiettivi de Il Gigante che, dal 1972, serve i suoi clienti in modo efficace ed efficiente garantendo differenziazione, freschezza e tipicità. I suoi punti vendita, circa 75, si distribuiscono nel nord Italia, come si può notare dalla Mappa della GDO di GDONews sottostante, usufruibile dagli abbonati sia professional che premium.

Distribuzione dei PdV del Gruppo Il Gigante. Fonte: Mappa della GDO di GDONews

Il fatturato a bilancio (anno 2020 ultimo disponibile) è arrivato a circa un miliardo di euro, e negli ultimi cinque anni è stato sempre in crescita, (circa +19% nel periodo 2016-2020)  La Web App di GDONews Benchmark On Line , usufruibile dai soli abbonati premium, indica anche una buona performance dell’EBITDA aziendale, dato che nel quinquennio considerato è cresciuto con decisione.

Evoluzione del fatturato 2016-2020 del gruppo Il Gigante. Fonte: Web App Benchmark On Line di GDONews

Secondo la piattaforma GeoRetail la metratura media dei suoi negozi è di circa 2.000 metri quadri, ed ogni punto vendita realizza mediamente circa 16 milioni di euro.

Il Gruppo si è ritrovato ad operare in un contesto in cui il difficile reperimento delle materie prime e il repentino aumento dei prezzi stanno causando delle tensioni all’interno della GDO. Abbiamo raccolto la testimonianza di Cesare Colli, Buyer della pasta di semola del gruppo milanese, che ci racconta come l’azienda sta affrontando il periodo: “La forte tensione sui prezzi delle semole, iniziata già alla fine dello scorso anno, non facilita la definizione degli accordi praticamente nella totalità dei casi“.

Quali sono le ragioni che i fornitori adducono per incrementare i listini?

Gli aumenti sono legati alla riduzione della disponibilità della materia prima e dall’aumento dei prezzi all’ingrosso. Anche i rincari riguardanti il costo dell’energia, dei trasporti e degli imballaggi concorrono alla risalita.

Tali richieste di incremento sono frequenti?

Abbiamo avuto aumenti che si sono ripetuti in questi ultimi mesi. Essi sono trasversali su tutti i prodotti del settore.

Qual è la richiesta media di incremento rispetto allo scorso anno?

Le richieste non sono omogenee, la forbice va da un 15% a un 30%. Sui prodotti con prezzi di listino più bassi l’aumento in percentuale è stato molto più alto.

Quanto di tale incremento in media scaricate sullo scaffale?

Ad oggi abbiamo riversato al pubblico una minima parte degli aumenti richiesti dall’industria, per il momento meno del 3%. Certamente non è una situazione sostenibile e dovremo purtroppo aumentare i prezzi al consumo.