Riseria Vignola, innovatori dalla visione green

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L’avventura di Riso Vignola, oggi alla quinta generazione, inizia in Piemonte nel 1880. Un’azienda che si è specializzata nella raffinazione del riso con un costante impegno verso ricerca dell’eccellenza e innovazione, tanto che, nel 1971, fu la prima a confezionare il prodotto in astuccio di cartone anziché sfuso e, negli anni ‘80, tra le prime ad adottare il sistema del sottovuoto, contribuendo quindi a rivoluzionare il mercato internazionale del riso.

Il 2021 – ci spiega Silvia Garbarino, Direttrice Marketing e Comunicazione dell’aziendaè stato un anno di risultati molto positivi per la nostra azienda, che ha visto continuare la crescita a doppia cifra che ormai registriamo da diversi anni. Un risultato possibile grazie al mantenimento dei consumi di riso confezionato, destinato al canale della distribuzione moderna, italiana ed estera, ma anche alla ripresa del canale della ristorazione, in particolare quella etnica, dove Riso Vignola riveste un ruolo dominante, sia con il nostro marchio Mirai, sia come fornitore di riso per sushi per catene di ristorazione o canali di vendita specializzati”.

Oggi, in particolare, prosegue, “siamo lavorando al riposizionamento della nostra marca che partirà nel corso dei prossimi mesi con un progetto gourmet legato all’alta ristorazione e al dettaglio premium. Proseguiremo poi con la ridefinizione dell’immagine di marca e della segmentazione della nostra offerta, per migliorare visibilità, notorietà e rotazione a scaffale”.

D: Il tema della sostenibilità è quanto mai attuale e necessario per rimanere competitivi sul mercato: cosa sta facendo Riso Vignola in tal senso? Quali sono i propositi già realizzati e quali quelli in via di realizzazione?

Riso Vignola è impegnata da diversi decenni in un progressivo percorso verso la cura e la difesa dell’ambiente. Siamo stati precursori nel biologico e oggi circa la metà della nostra produzione è dedicata a questo segmento. 

Nei terreni di proprietà della famiglia Vignola abbiamo applicato il sistema della pacciamatura verde, un metodo che elimina totalmente la necessità di utilizzare diserbanti chimici ma riduce anche l’utilizzo di concime, acqua e sementi, permettendo di diminuire naturalmente la presenza di erbe infestanti e lasciando crescere le piantine di riso forti e sane. Un esempio concreto di sostenibilità ambientale.

Grande attenzione stiamo riponendo nel processo di redesign delle attuali soluzioni di packaging, testando nuovi materiali di confezionamento che ci consentano di aumentare l’utilizzo di materiali più facilmente riciclabili senza intaccare la corretta igiene e conservazione del prodotto. Dobbiamo infatti tenere sempre a mente che il riso è una materia viva e tutte le scelte devono garantire la salubrità del prodotto nel tempo.

Non ultimo, nel nostro stabilimento è presente un importante impianto fotovoltaico per la produzione di energia pulita a sostegno del ciclo produttivo.

Esempi concreti, tangibili e misurabili. Perché il nostro approccio alla sostenibilità vuole essere uno stile di fare impresa a tutto tondo. 

D: Il 2022 è iniziato molto in salita tra la recrudescenza del Covid, con le conseguenti quarantene, e gli incrementi indiscriminati delle materie prime: qual è la situazione di Riso Vignola? Le negoziazioni con la GDO come procedono?

È innegabile che stiamo attraversando un momento storico delicato per l’incremento e la fluttuazione dei costi, a livelli mai prima nemmeno immaginati, nonché per la riduzione della disponibilità delle materie prime stesse. Tuttavia, l’ottimo rapporto che abbiamo costruito con i retailer ci ha consentito di gestire questa difficile situazione nella consueta logica di partnership con cui siamo soliti condurre la relazione. Abbiamo pertanto sostenuto uno sforzo per ridurre il più possibile la crescita del prezzo al pubblico, attraverso la condivisione dello sforzo stesso. 

D: Quanto incide l’export sul vostro fatturato? La pandemia ha limitato la crescita di Riso Vignola sui mercati esteri, oppure no?

L’export è sempre stato l’orizzonte naturale della nostra azienda, sia con la distribuzione all’estero del nostro prodotto a marchio, sia come partner di retailer e aziende estere per la produzione del loro prodotto, in particolare nel segmento Bio. 

L’espansione commerciale verso l’estero ha contribuito positivamente in tutti i canali e segmenti di mercato. Oggi circa i 2/3 del nostro fatturato è sviluppato all’estero, con tassi di crescita davvero significativi, sia nei paesi dove la nostra presenza è ormai consolidata, sia nei paesi in cui siamo presenti da poco tempo. 

Presidiamo fortemente l’Europa e stiamo lavorando per allargare la nostra presenza nelle Americhe e in Asia. 

D: Quali sono le chiavi di sviluppo per questa categoria?

L’interesse dei consumatori verso prodotti alimentari più sani, genuini e biologici è ormai consolidato e si è tradotto in un vero e proprio stile di vita e di consumo che incide anche nel mercato del riso. D’altro canto è necessario tenere conto della ricerca di esperienzialità, unita alla praticità di utilizzo, del consumatore più evoluto, che ricerca questi tratti distintivi anche nei prodotti di largo consumo. Pertanto dovremo lavorare in una logica di segmentazione dell’offerta per evitare la banalizzazione del riso, spesso visto come commodity tanto dai retailer quanto dai consumatori.