lunedì 20 Aprile 2026

Anno di orgoglio per l’extravergine San Giuliano

Quando la Domenico Manca S.p.A., titolare del brand San Giuliano, registrò ormai vent’anni orsono il marchio Orgoglio di Sardegna ci aveva visto bene. Oggi l’azienda distribuisce i suoi oli extravergini in Italia e nel mondo e raccoglie non solo l’apprezzamento dei suoi clienti e consumatori ma anche notevoli riconoscimenti nei più importanti concorsi internazionali.

Solo nel 2021 il marchio San Giuliano ha conquistato, infatti, giurie nei quattro angoli del mondo, da New York a Tokio, passando per Berlino, Londra, Atene e Gerusalemme, e ha raccolto 75 riconoscimenti tra medaglie e citazioni in prestigiose guide del settore, come i 5 ori al Japan Olive Oil Prize e altrettanti al tedesco Global Olive Oil Awards, l’inserimento nella Guida agli Oli d’Italia edita dal Gambero Rosso e quella EVOOLEUM, riservata ai 100 migliori extravergini al mondo – per ricordare solo i risultati più recenti.

Ma non è tutto. L’anno d’oro della Domenico Manca è iniziato nel migliore dei modi, con la pubblicazione dell’EVOO World Ranking, la classifica mondiale dedicata alle 100 migliori aziende olearie, che ha visto la San Giuliano – testa, sede e terreni nel territorio del Nord Ovest della Sardegna – prima tra le italiane e al ventesimo posto assoluto con ben 5 extravergini elencati nella prestigiosa lista: l’Originale, Fruttato, Biologico, Primér e Bosana.

“Questi importanti riconoscimenti – dice l’amministratore delegato Pasquale Manca – confermano ancora una volta che gli sforzi profusi fino ad ora dalla nostra azienda sono stati ben riposti. Il percorso di valorizzazione della qualità dei nostri extravergini è stato meticolosamente pianificato con l’obiettivo di raggiungere l’eccellenza con investimenti continui in ricerca e sviluppo”.

 

L’azienda sarda ha infatti recentemente introdotto un frantoio tra i più avanzati mai installati in Italia e avviato di un progetto visionario denominato “Novolivo” che prevede – alla sua conclusione nel medio periodo – la messa a dimora di 600 nuovi ettari di oliveto con l’obiettivo di accorciare la filiera delle proprie produzioni di oli extravergini dalle caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche di elevata caratura. L’attesa è quella di consolidare una posizione già di preminenza tra i produttori di olio extravergine di riferimento nel panorama del 100% italiano.

Un progetto sicuramente complesso e articolato che non ha come unica finalità la produzione ma anche il rispetto e la salvaguardia del territorio. Uno dei suoi pilastri è infatti la sostenibilità, che si traduce in agricoltura a basso impatto ambientale: azzeramento delle emissioni di CO2, utilizzo preciso e mirato delle risorse idriche per la minimizzazione degli sprechi, il rispetto dell’ecosistema e della biodiversità, possibile grazie all’agricoltura biologica certificata e alla rinuncia all’uso di
fitofarmaci di sintesi.

 

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