martedì 21 Luglio 2026

Le Coop in Sicilia, Crai e New Fdm. Rumors ed i silenzi delle parti: ecco quali sono le poste in gioco

Anni fa Coop Italia immaginò il Sud Italia, al pari di Carrefour e Auchan, come uno straordinario spazio di crescita del mass market retail moderno, inteso come ipermercati. Quel punto segnò invece l’inizio della fine per tutti questi grandi attori del mercato che, uno dopo l’altro, batterono in ritirata lasciando, in alcuni casi, anche l’Italia. Con l’eccezione ovviamente di Coop Italia, unico attore italiano dei tre, che svolge in Italia il 100% del suo business, e che per proprio codice etico non abbandonerebbe mai al loro destino piazze operative e lavoratori. Così, se l’addio di Carrefour dal sud con gli ipermercati fu rapido, traumatico e non senza strascichi, seguito dopo qualche anno da quello di Auchan (definitivo in tutta la Penisola solo dal 2019) quello di Coop dal Sud Italia è stato lento, tutt’ora incompleto e attento alle dinamiche di mantenimento di quote di mercato e gestione del livello occupazionale.

Attualmente, infatti, la Coop opera in Calabria con il primo e storico master franchise AZ Ingross con supermercati ed ipermercati; ne ha trovato uno in Campania per i punti di vendita di Avellino ed Afragola e, notizia di questi giorni, ha concesso in franchising i punti di vendita della Sicilia alla società New FDM Spa attualmente presente sull’isola con il marchio Crai in una moltitudine di punti di vendita con dimensioni medie attorno ai 450 metri quadrati.

Diventa quindi lecito domandarsi cosa vorranno fare le due parti in causa: realizzare un accordo di master franchise solo per gli Ipermercati ormai ex Coop Alleanza 3.0, oppure portare Coop anche dentro i negozi supermercati a marchio Crai, abbandonando il gruppo di Segrate? Al momento è impossibile dare una risposta; le certezze sono che esistono contratti di franchising (concessione di marchi), e sicuramente è in essere quello tra Crai e New Fdm Spa. Allo stesso modo c’è la volontà di accenderne un ulteriore con Alleanza 3.0, anche se non si capisce riferito a cosa.

C’è però anche un impedimento: Coop Italia non ammette la partnership con imprese retail che abbiano la gestione di una doppia insegna. Ciò significa che la società New FDM Spa non può, salvo diversa votazione del CdA di Coop Italia (quindi con coinvolgimento di tutte le cooperative), tenere negozi con marchio Crai ed allo stesso tempo gli ipermercati a marchio Ipercoop.

Il primo quesito da porsi allora è il seguente: in questo “deal”, quello degli ipermercati della Sicilia, chi fra le due parti sta facendo l’affare? Coop Alleanza 3.0 oppure New Fdm Spa? Non è dato a sapere se gli ipermercati della Sicilia siano in attivo o in perdita, perché la fatturazione non è della Coop locale, bensì di Coop Alleanza 3.0 che, ricordiamo, nel 2020 era ancora in passivo (leggi articolo) e non certo a causa delle perdite dei supermercati del Nord. È altrettanto certo che la vecchia Coop Sicilia (incorporata da Coop Alleanza nel 2018) non chiudeva in attivo, anzi, per essere precisi avrebbe perso circa 100 milioni di euro fra il 2012 e il 2016. E non mi risulta che il canale degli ipermercati dal 2016 al 2022 sia cresciuto a mercato omogeneo, semmai è il contrario.

Quindi ci riproviamo: con oltre 800 dipendenti e 12 ipermercati di grandi dimensioni, sulla scorta di ciò che sta accadendo agli ipermercati in tutta Italia – e ancor più a quelli ex Auchan che con dimensioni ridotte continuano ad essere in difficoltà – chi ci guadagna tra Coop Alleanza e New Fdm? A parere di chi scrive l’affare lo avrebbe sicuramente fatto Coop Alleanza 3.0 anche se avesse venduto a titolo definitivo (e non dato in master franchise) i suoi ipermercati al gruppo Arena oppure a Pac 2000, pur perdendo le sue quote di mercato in Sicilia e la presenza nella regione. Figuriamoci chi può farlo con una New Fdm che, non solo toglie un enorme problema a Coop, forse sufficiente a farla finalmente chiudere in attivo già dal 2022 ma addirittura le mantiene le quote di mercato nell’isola.

Con queste condizioni di partenza e sembrerebbe attuali, cosa sarebbe convenuto fare (e magari farà) a New Fdm? Dovrebbe forse spiegare ad Alleanza 3.0 che è intenzionata a mantenere il livello occupazionale oppure, come sembra, ridurre il personale degli ipermercati, unitamente agli spazi di vendita, operando una redistribuzione (come ha già dichiarato), che grazie all’intesa lascia all’insegna Coop la quota di mercato invariata in Sicilia e parallelamente però dovrebbe far capire all’interlocutore Coop Italia/Alleanza 3.0 che la Sicilia – dove la disoccupazione prima del Covid era del 23% – è un’isola dalla quale senza tale accordo uscirebbero dopo una lunga storia (ricordate la Coop di Ragusa e quella di Palermo?) e che è molto probabile che non vi tornino più per molti anni data la concentrazione in atto, salvo dare l’autorizzazione alla gestione della doppia insegna. Quest’ultima soluzione è sempre risultata vincente in tutte le strategie commerciali del mass market retail dato che permette sovrapposizioni di punti vendita con insegne diverse, rapporti forti verso i franchisor nelle negoziazioni, insomma strategie impensabili per qualsiasi retailer. La realtà è che questo silenzio attorno all’operazione è sorprendente: se fosse motivata dalla valutazione in tal senso da parte di Coop Italia allora sarebbe logico, se invece motivata dalla difficoltà ad uscire da Crai, assumerebbe contorni meno comprensibili.

Molte voci raccontano di un’uscita di New Fdm da Crai; quindi, non mi sembra di delineare uno scenario impossibile però, per il nostro modo di intendere il business, sarebbero incomprensibili le strategie. Non certo quelle di Coop Alleanza 3.0 che, in caso di addio alla Sicilia in termini di gestione diretta e di conquista di nuove quote di mercato, chiuderebbe un deal straordinario, secondo forse solo alla vendita del Colosseo da parte di Totò. Con la differenza che qui non si tratterebbe di truffa ma di abilità.

Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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