mercoledì 22 Luglio 2026

Coop Alleanza 3.0 nel 2020 sforzi per incrementare i ricavi ma i costi sono ancora eccessivi. Bene Coop Liguria e Nova Coop

Quando si analizzano i bilanci delle Coop si deve sempre tenere presente l'ambito che si sta analizzando ed il periodo storico. Il primo è quello di cooperative che, salvo Coop Liguria, hanno concentrato le loro strategie prevalentemente sul formati degli ipermercati, che oggi vivono enormi difficoltà nelle vendite, completamente sopraffatti dalla modernità, rappresentata dall'offerta di coloro che un tempo si chiamavano discount, e dalla cultura del territorio, inteso come estremo localismo rappresentato al meglio dai supermercati oltre i 1.000 metri quadrati ma inferiori ai 2.500, ovvero con spazi in grado da esprimere assortimenti completi sebbene non profondi. Il periodo storico, a parte l'evento pandemico, è quello della consapevolezza, ovvero della presa di coscienza da parte delle cooperative che il loro problema è la divergenza tra le superfici di vendita ed i costi per sostenere le stesse, e quindi della ricerca delle soluzioni. Questo articolo risulta interessante proprio per questo: la fotografia che viene data è quella dell'evoluzione dei risultati che le aziende stanno ottenendo nel loro faticoso processo di riconversione.

Quanto influiscono i costi di gestione, ed in particolare il costo del personale sulle principali Coop del Nord Italia? Molto, e lo capiremo analizzando i costi nei bilanci 2020 di Coop Liguria, Nova Coop Piemonte e Coop Lombardia – tutte riunite nel Consorzio Nord Ovest – ma anche di Coop Alleanza 3.0, la più grande a livello nazionale e ubicata a Modena.

Iniziamo però dai fatturati generati dalle vendite (vedi articolo della scorsa settimana), al netto dei contributi dei fornitori, i quali si possono considerare margine puro che entra nei ricavi. L'anno scorso Coop Alleanza 3.0, ad esempio, ha fatturato tre miliardi e 703 milioni, Nova Coop un miliardo e 57milioni, Coop Lombardia un miliardo e 21 milioni, mentre Coop Liguria è arrivata a 743 milioni. Un primo dato interessante emerge dal margine commerciale puro che non viene interessato dalla voce “altri ricavi”, all'interno della quale talvolta si possono trovare i contributi dei fornitori, oppure ricavi diversi determinati da vendite che non hanno nulla a che fare con il core-business vero e proprio. Il margine commerciale allargato è quindi un'estensione di quello determinato da altre vendite di quei valori. Il margine commerciale puro è invece la differenza fra vendita e acquisto delle merci, e per Coop Alleanza 3.0 è stato pari a 857milioni di euro - a fronte dei 3 miliardi e 750mila euro di fatturato – a cui bisogna aggiungere 510 milioni di altri ricavi, di cui 325 circa di contributi dei fornitori che dunque hanno un peso veramente rilevante. Per Coop Alleanza 3.0 il margine commerciale puro vale il 23,7% che sale al 36,95% per effetto degli altri ricavi, diventando così molto interessante.

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