“Faccio i miei complimenti agli espositori, a chi ha creduto in questo evento e lo ha pensato mesi fa, in un momento di grande incertezza. C’era un po’ di perplessità su quello che avremmo trovato qui a Parma e invece l’atmosfera è quella di sempre ed è bello ritrovare relazioni, e non connessioni, con le persone e i nostri interlocutori abituali”. Così Alessandro Neri, category manager di Coop Italia sull’edizione 2021 di Cibus che si è aperta alla fiera di Parma il 31 agosto. “C’è grande vivacità – ha sottolineato – voglia di rivedersi, parlare e rimettere al centro progettualità e discussioni sulle nuove idee dopo due anni trascorsi in una ‘bolla’. Abbiamo bisogno di ‘annusarci’ e capire tutto quello che normalmente le call in video non riescono a rendere. Siamo contenti anche noi come azienda perché per la prima volta usciamo dal nostro guscio”.
Il ritorno della fiera internazionale giunge dopo un periodo che ha indubbiamente influito sulle abitudini e le scelte dei consumatori: “Di sicuro la pandemia ha accelerato in maniera drammatica la familiarità con il digitale e la spesa a domicilio – ha osservato Neri – così come tutte le forme di consegna “dell’ultimo miglio” che verranno migliorate in futuro. Le nuove generazioni avranno sempre più difficoltà a parcheggiare, entrare in supermercato e comprare. Chiunque sarà il provider dovremo ragionare sulla spinta che è arrivata sulla consegna di quartiere o comunque in tempi brevissimi, questo fa riflettere su quanto il mondo è cambiato e sta cambiando. Chi si muoverà in questo senso prima degli altri coglierà le novità del mercato, non credo sia utile aprire ancora supermercati tradizionali perché il nuovo business non potrà essere questo”.
Così invece sull’incidenza della private label sulla spesa online dei clienti: “Coop ha diverse esperienze attive sul territorio come la classica spesa a domicilio come Easycoop che nell’ultimo periodo ha proseguito nella sua crescita. È evidente come il modello di ingaggio del consumatore debba essere diverso da quello del negozio fisico. Nell’online – ha detto Neri – i beni che interessano sono subito a portata di mano ed è più facile scegliere la private label, semplicemente filtrando le pagine e riempiendo così il carrello virtuale con convenienza e qualità che solitamente vengono associate al nostro marchio che gode di ottima reputazione. L’esperienza è “in progress” ma i numeri si sono confermati positivi anche in questo 2021, ciò significa che i clienti si sono abituati e questo modo di fare la spesa è entrato nella quotidianità delle famiglie. Nei prossimi cinque anni dovremo quindi andare ad intercettare le persone in modo diverso”.
Infine sulla pressione promozionale di questo settore particolare: “Finora l’approccio avuto sulla spesa online e la proposta al consumatore di questo assortimento è stato lo stesso del negozio fisico ma è evidente che non potrà essere sempre così. Servirà fidelizzare il cliente, magari disposto anche a pagare qualcosa in più per il servizio. Quanto alle modalità di gestione dell’assortimento e delle attività promozionali online – ha concluso – oggi sono curate principalmente da persone che vengono dal retail fisico e in futuro dovranno essere approcciate diversamente. Siamo ancora in fase iniziale e c’è tanto da fare in termini di frequenza e parco clienti”.






