martedì 9 Giugno 2026

Intervista a Katja Mihelic, direttore commerciale di Mercator, leader in Slovenia

Fra le più importanti realtà commerciali della grande distribuzione in Slovenia, e attiva nel mercato del retail alimentare nell’Europa Centrale e Sud-Orientale, Mercator gestisce le sue attività di vendita al dettaglio e svolge anche compiti aziendali per le altre società del gruppo. Una realtà molto importante di cui ha parlato il direttore commerciale Katja Mihelic nella sezione export del workshop di Cibus Lab “Salumi: prospettive post Covid dei diversi segmenti. Banco taglio, libero servizio e take away”.

Attualmente siamo principalmente focalizzati sulla produzione di cibi cotti tradizionali pronti da mangiare per il take away. Un segmento del mercato in grande crescita in questo momento. Li prepariamo – ha aggiunto – seguendo rigorosamente la tradizione, una peculiarità che ci viene riconosciuta dalle persone e che è ben premiata dagli acquisti. Questo è il motivo per cui non ci sono salumi nel nostro assortimento Mercator”.

Mihelic ha inoltre ricordato come l’anno scorso Mercator ha importato il 30% dei prodotti sugli acquisti totali, arrivate principalmente dall’Italia ma anche da Croazia, Francia, Austria e in parte minore dalla Germania.

“Attualmente – ha proseguito – la maggior parte dei nostri produttori lavorano per la private label di Mercator. Siamo molto conosciuti nel nostro mercato e abbiamo rapporti anche con altre catene slovene. Attualmente non distribuiamo ancora prodotti organic, halal o altre tipologie specifiche. Siamo invece focalizzati – ha spiegato – su prodotti freschi che hanno una chef life breve, quindi l’aspettativa dei nostri clienti è che vengano utilizzate il più possibile materie prime locali. Noi proviamo quindi a seguire questa indicazione del mercato e riteniamo che questo possa rappresentare anche un importante scenario futuro, con una diffusione sempre maggiore dei prodotti locali di cui il consumatore conosce la provenienza”.

Così infine sui prodotti italiani: “In Slovenia sono conosciutissimi, la gente li consuma volentieri e li adora. Credo che per sviluppare ulteriormente la loro presenza qui in futuro le aziende italiane debbano mantenere sempre il massimo livello di qualità. Penso infine che debbano sempre fare attenzione al prezzo – ha concluso – anche se, come detto, il livello qualitativo resta al primo posto per importanza”.

 

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