Studio Mediobanca su Vini e Spirits: 2020 l’annus horribilis, ripresa già nel 2021

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E’ stata appena pubblicata un’indagine di Mediobanca realizzata per la prima volta con la collaborazione di Sace ed Ipsos sulla categoria vini e spirits. L’indagine racconta di un anno in calo, il 2020, ma con una prospettiva di ripresa già nell’anno in corso, soprattutto grazie all’export e alla Cina. Nel 2020 i maggiori produttori di vino hanno chiuso con un calo del fatturato del 4,1%, frutto di una contrazione più forte sul mercato interno (-6,3%) e più resistente all’estero (-1,9%). Per il 2021 è attesa una una crescita complessiva pari al 3,5%, con l’export che guadagnerà un +4,6%. In particolare, per il biennio 2021-2022 sarà la Cina a trainare le vendite (+6,3% all’anno) seguita da Giappone e Canada, la cui domanda salirà del 5,9%.

Leader del mercato le società cooperative: al primo posto, per quantità dei ricavi, si trova il gruppo Cantine Riunite-Giv, con fatturato a 581 milioni (-4,4% sul 2019), nettamente avanti rispetto alla seconda posizione ricoperta da un’altra cooperativa, la romagnola Caviro, il cui fatturato è cresciuto del 10%, avvicinandosi ai 362 milioni. Al terzo posto la veneta Casa Vinicola Botter (230 milioni, +6,4%).

La ricerca prende in considerazione i dati di bilancio di oltre 240 aziende che hanno generato più dell’80% dei ricavi del settore. Oltre alle citate vi sono altre cinque aziende con ricavi superiori a 200 milioni: la toscana Antinori, il cui fatturato 2020 pari a 215 milioni ha subìto un calo del 12,5%, la trentina Cavit (fatturato 2020 pari a 210 milioni, +9,6% sul 2019), le piemontesi Fratelli Martini (208 milioni, +1,1% sul 2019), Iwb (204 milioni, +29,7%) e la veneta Enoitalia che ha realizzato una crescita dello 0,8%, portandosi a 201 milioni. Osservando la redditività (rapporto tra risultato netto e fatturato), il 2020 vede in testa le società toscane e venete: Antinori (26%), Frescobaldi (24,5%) e Santa Margherita (24,2%).

Durante il periodo della pandemia hanno patito di più i vini frizzanti (più legati agli eventi conviviali, ai brindisi) che hanno subìto una contrazione del fatturato del 6,7% rispetto ai vini fermi (-3,5%). Tuttavia il 2021 è partito alla grande  e per esempio le bollicine italiane nel primo trimestre dell’anno hanno registrato un incremento del 37% in Russia. Tornando al 2020, il canale della grande distribuzione ha guadagnato terreno (passando dal 35,3% al 38%) a scapito del comparto Ho.re.ca (hotel e ristorazione pubblica) e di bar ed enoteche. Al contrario, anche per le bottiglie è esploso il fenomeno dell’online: +75% le vendite sui portali web di proprietà (ed è l’incremento più contenuto). Complessivamente l’export è stato pari a 7,8 miliardi di euro nel 2020, il 30% di tutte le esportazioni di alimentari e bevande. Secondo le stime della Coldiretti, il fatturato 2021 per il vino dovrebbe superare gli 11 miliardi.

Il 26 Ottobre i seminari di Cibus Lab si occuperanno di Vini e Birre Artigianali: saranno presenti buyer della GDO, industrie di produzione che commenteranno una ricerca che verrà condotta da Istituto Piepoli e presentata al webinar ed uno studio di IRI sulle vendite in GDO.

 

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