Realco: le nostre strategie nella categoria salumi. Intervista a Umberto Bertaccini, direttore commerciale

0

“Nell’anno della pandemia anche noi, come tutti, abbiamo avuto una contrazione sul mondo complessivo dei salumi, quantificabile intorno al 3,73%, mentre guardando al 2021 sul 2019 stiamo registrando un aumento del 12,37%”. Così Umberto Bertaccini, direttore commerciale del Gruppo Realco, intervenuto nel workshop di Cibus Lab “Salumi: prospettive post Covid dei diversi segmenti. Banco, taglio, libero servizio e take away”, offrendo un punto di vista particolare in quanto l’azienda, con sede a Reggio Emilia, opera in una zona particolarmente votata all’uso e al consumo di questi prodotti.

“Competenze e cultura in materia riscontrate in questa regione – ha osservato – vanno oltre ogni aspettativa, anche i clienti hanno una conoscenza del mondo dei salumi che è ben al di sopra di quella di ogni altra zona d’Italia. I soci sono l’epicentro del business di Realco ma anche nel negozio di prossimità, che è la nostra vocazione, interagiscono con il cliente a un livello confidenziale”. Si spiegano dunque anche così i dati relativi ai salumi sul banco in cui l’azienda ha registrato un +1,06% nell’ultimo anno e un +8% nel biennio in quella che Bertaccini ha definito “l’espressione più importante, anche qualitativamente, della salumeria”.

“Anche nei mesi del lockdown più duro – ha spiegato – abbiamo formulato i budget con un occhio sul 2019, siamo in linea con quello che ci siamo posti e il dato importante del +12,37% lo testimonia. È evidente come ci siano anche una serie di fenomeni che nel periodo in questione si sono infilati in questo mercato, come un prodotto vecchio e stanco come la pancetta che è stato rivitalizzato dalla diffusione dell’home coocking che ha dato a tutto ciò che è quadrettato una spinta notevole a un consumo che stava stagnando”.

Quanto alle strategie del gruppo per il canale soft discount il direttore commerciale ha affermato: “Cambia solo il rapporto qualità-prezzo. Negli anni le aziende di produzione hanno fatto grandi passi avanti, sia per il trade che per il discount. C’è stata un’apertura nei confronti di questi ultimi e oggi infatti sulle linee unbranded ci sono ottimi affettatori come ad esempio quelli di Eurospin. Noi abbiamo una formula “economy” per i discount che prevede anche banchi assistiti, ma ci sono dei casi contestualizzati in determinate zone. Abbiamo i banchi ma la maggior parte presenta solo un servizio self-service, però sia che le nostre buste vengano create da Italy Discount o da noi, è evidente che non possiamo giocare troppo con il livello qualitativo anche se siamo discount. Qui c’è una cultura tale che non permette di concedere qualcosa alla bassa qualità”.

Così infine sul ruolo della MDD Sigma: “All’interno della nostra offerta abbiamo cinque referenze che sono state realizzate in collaborazione con Slow Food. Ovviamente – ha sottolineato Bertaccini – stiamo parlando di presidi e quindi di articoli di alta gamma. Abbiamo poi una linea mainstream che è il nostro prodotto di metà fascia. Per quanto riguarda il primo prezzo fatichiamo un po’ viste le già citate caratteristiche di questa zona. È evidente – ha concluso – che quando si parla di prezzo di prima fascia i colleghi devono accontentare i soci dall’Emilia alla Lombardia fino alla Sicilia. Noi in quel caso abbiamo qualche problema a vendere quel tipo di prodotto”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui