Gli scaffali della prima colazione sono ancora adatti alle esigenze dei consumatori? Riflessioni con IRI ed Istituto Piepoli sulle tendenze del 2021

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Il 2020 è stato un anno dove i trend di consumo si sono totalmente alterati a causa della pandemia ancora in atto che, di fatto, ha costretto (e costringe) il Governo a misure di distanziamento sociale a tutela della cittadinanza, che inevitabilmente hanno modificato i trend dei consumi, portando ad una obbligata migrazione da quelli fuori casa (bar e ristoranti su tutti) a quelli casalinghi, quindi convogliando gli acquisti presso i negozi della Grande Distribuzione Organizzata.

Il mondo della prima colazione è, in assoluto, quello che più di tutti ha visto modificare le abitudini dei consumatori.

Le associazioni di categoria, in Italia decisamente contrariate per le misure governative adottate e per la scarsezza dei ristori elargiti ai pubblici esercizi, hanno dichiarato una perdita di fatturato pari a 38 miliardi di euro dei bar e dei ristoranti. Nel mondo del B2B della Grande Distribuzione il canale HoReCa ha perso circa il 30% del fatturato sull’anno precedente (2019).

In Italia la prima colazione è prevalentemente consumata al bar ed è ricca di dolci e caffè (o cappuccino), pertanto la domanda su dove si siano indirizzati i consumi è quanto mai attuale ed interessante.

Il mass market retail, inaspettatamente, si è presentato all’appuntamento con il radicale cambio delle abitudini di consumo con assortimenti ed offerte studiate e costruite sulla base di uno storico consolidato, ma hanno poi dovuto soddisfare le nuove necessità che il consumatore, suo malgrado, andava indicando.

Le nuove necessità erano, anche, dettate da altri due rilevantissimi cambi delle abitudini imposti dalle misure governative, il lavoro a casa (Home Working) e la didattica a distanza (DAD) che hanno sostanzialmente dirottato una volta di più verso i consumi casalinghi, coinvolgendo anch’essi le categorie della prima colazione.

Così, se per l’industria ed il retail è sempre utile e necessario analizzare le tendenze al consumo all’interno delle varie categorie merceologiche, quelle della prima colazione nell’anno della pandemia sono forse quanto di più utile e necessario si possa analizzare per comprendere due sostanzialmente due cose: 1) come aggiornare gli assortimenti 2) Come proporsi, e cosa proporre, alla grande distribuzione per aiutarla ad aggiornare la propria offerta, e calibrarla meglio.

Per tale ragione il primo workshop di Cibus Lab, in diretta LIVE Martedì 26 Gennaio alle ore 15 (registrati per assistere alla diretta), dal titolo ” Snack&Breakfast at home: il futuro post pandemico del caffè, dolci e marmellate, etc ” racconterà le dinamiche attorno al mondo della prima colazione.

La tavola rotonda vedrà come protagonisti i manager della Grande Distribuzione, Simone Cicognola, direttore commerciale di doc Supermercati Roma Unicoop Firenze e Gianluca Basilari, category manager de Il Gigante. Sarà poi relatore anche un analista di IRI che presenterà i dati delle vendite della Grande Distribuzione nel 2020 e da quest’anno i workshop presenteranno al pubblico i preziosi studi che sta realizzando e realizzerà l’Istituto Piepoli sui consumatori finali. Sara Merigo, analista dell’Istituto Piepoli, che esporrà i risultati di un recentissimo studio sui consumatori di tutta Italia sul cambio delle abitudini di consumo nella prima colazione. Sarà presente anche l’industria di marca che ha dato disponibilità alla partecipazione.

Gli scaffali della grande distribuzione dedicano spazi importanti alle categorie della prima colazione (caffè, bevande calde, succhi di frutta, biscotti, fette biscottate, merendine, marmellate, etc) e l’industria di produzione che popola questo mondo è numerosa.

Siamo davvero sicuri che gli spazi dedicati alle categorie della prima colazione siano ancora adeguati alle esigenze dei consumatori?

Nel prossimo futuro, man mano che si torna alla normalità, quante di quelle abitudini recentemente acquisite rimarranno stabilmente, diventeranno le nuove abitudini?

Queste sono le domande che tutti, industria di produzione e mass market retail, si devono porre. La crescita del mercato nel 2020 è stata intorno al 5%, perchè non è incrementata ulteriormente? Come può un category manager, o un’azienda fornitrice, interpretare le necessità attuali e future?

I manager della Grande Distribuzione sono, da una parte dell’industria di produzione, soprattutto dalla piccola e media, tacciati di non cambiare troppo gli scaffali, di non rischiare, di essere troppo legati ai vecchi schemi. In verità si è sempre spiegato, da questa “parte della barricata” che chi “tira le fila” delle logiche di categoria sono le aziende leader del mercato (grandi) ed è la loro forza a non far modificare più di tanto gli assetti degli scaffali ai category manager. I leader di mercato studiano i consumi, eseguono attraverso di Istituti di Ricerca come Piepoli, analisi sulle tendenze al consumo e poi realizzano le loro strategie. Oggi queste attività di marketing, preparatorie alla vendita, sono necessarie come mai sono risultate nella storia della moderna distribuzione.

Dove si devono dirigere grandi brand e mass market retail per aggiornare gli assortimenti?

Il workshop del 26 Gennaio, con poche opinioni ma tanti studi ed analisi , sarà risolutivo per identificare questa strada.

Chi volesse assistere al workshop si iscriva qui

 

Opportunità per i produttori che vogliono esportare

 

Il workshop consta anche di una seconda parte dedicata all’export, con il patrocinio dell’ICE. Le categorie caffè, marmellate, biscotti e dolci sono prodotti che hanno un rilevante mercato all’estero. Le aziende italiane hanno naturalmente subito il forte calo dei consumi del fuori casa ed hanno una impellente esigenze di ampliare la loro clientela, incrementando il fatturato, attraverso la leva delle esportazioni. Sono anni che le esportazioni sono in crescita, in tutte le categorie merceologiche, ma il potenziale da esprimere è enormemente superiore. Ne sono prova le seguenti risultanze:

Nonostante l’Italia non sia produttrice di caffè, la sua produzione è considerata di grande qualità e di grande storia, ed è un importante riferimento mondiale per i maggiori importatori di prodotti grocery nei vari paesi del mondo. Al workshop parteciperanno diverse aziende che hanno intenzione di esportare i loro prodotti. Ospiti stranieri grandi importatori di grocery di diversi continenti che racconteranno come si importa nei loro paesi e qual è il gradimento del caffè italiano dei loro consumatori.

Cibus Lab si farà cura di inviare a migliaia di importatori di tutto il mondo le offerte dei partecipanti all’evento attraverso la produzione di un articolo in lingua inglese nel suo magazine on line che viene recapitato tramite newsletter a circa 13 mila manager nel mondo, potenziali acquirenti, dentro cui verrà anche inserito il loro intervento al workshop.

Chi volesse partecipare al workshop ha ancora pochi giorni a disposizione, scriva urgentemente a commerciale@gdonews.it, oppure telefoni orari ufficio al numero 051.0828798

 

 

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