Shopopop: il nuovo partner della GDO per la consegna della spesa a domicilio

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Il 2020 (e molto probabilmente il 2021) sarà ricordato come l’anno in cui i servizi di consegna a domicilio si sono sviluppati ed evoluti con una spinta mai vista in precedenza. La GDO si è in larga parte scoperta impreparata all’enorme mole di richieste ad ha dovuto spesso improvvisare un servizio che richiede professionalità e metodica organizzazione.

La struttura peculiare della distribuzione alimentare italiana, fatta prevalentemente di realtà territorialmente limitate, suggerisce la necessità di partner specializzati soprattutto per il cosiddetto “ultimo miglio” del processo di acquisto online: quello in cui la spesa viene prelevata dal punto vendita e consegnata al cliente. Si tratta anche della fase più delicata, l’unica non gestita in autonomia dal cliente stesso (ordine), quella in cui si genera la percezione della qualità del servizio e dell’insegna.

Shopopop è una piattaforma tecnologica, nata in Francia e già presente i quattro paesi europei, che connette una community di privati cittadini automuniti detti shoppers e il retailer, che si affida ai primi per effettuare consegne a domicilio in modo pratico, veloce e sostenibile.

Essendo un modello completamente nuovo nel nostro paese abbiamo intervistato Francesco Garosci, Responsabile Italia della piattaforma.

Come funziona il vostro modello? E quali sono le sostanziali differenze tra voi e altri players quali Everli, Glovo, Amazon, ecc?

Il modello Shopopop è incentrato sulla logistica. La piattaforma non si affida a riders ma a shoppers, ovvero privati cittadini automuniti che operano nel raggio di azione di qualche chilometro, in regime di collaborazione occasionale. Il retailer può disporre di uno shopper, che si dedica esclusivamente ad un singolo ordine per volta, ed è così che la qualità dei prodotti ordinati e del servizio stesso viene preservata e garantita: in questo modo, infatti, dal ritiro alla consegna intercorrono solo pochi minuti. Il fulcro dell’operazione è il retailer, a cui resta in gestione tramite punto vendita e sito web l’esperienza del cliente. È qui che risiede la fondamentale differenza tra Shopopop e gli altri players: la mission della piattaforma è di rafforzare il proprio partner, non di acquisirne le metriche per secondi fini di vendita. Niente e-commerce, dunque, ma solo dedizione alla logistica.

Come avete affrontato le sfide poste dal Covid-19?

Nel quadro generale, l’epidemia globale di Covid-19 ha senza dubbi influito negativamente sulle imprese. Shopopop, invece, da questa inedita e difficile situazione ne è uscita rafforzata, triplicando le consegne e ottenendo risonanza nazionale.

Quali sono i motivi che vi fanno ritenere “sostenibili”?

Shopopop è già di per sé una realtà sostenibile, disponendo appunto di privati che si servono di mezzi propri per effettuare le consegne in tratti abituali. L’azienda ha però l’ambizione di incrementare la propria sostenibilità. Ad oggi, infatti, Shopopop è concentrata sullo sviluppo di un algoritmo proprietario che possa identificare la tratta abituale di uno shopper per affidargli una consegna limitrofa e dargli la precedenza sugli altri. L’obiettivo è ottenere una vera e propria certificazione che dimostri il reale impatto positivo sull’ambiente della logistica così organizzata, come già viene messo in mostra da altre applicazioni nella supply chain industriale.

Che valore aggiunto principale portate ai vostri clienti partner?

Flessibilità, trasparenza, sostenibilità, maggior fatturato, copertura costante anche in aree dove nessun altro operatore logistico arriverebbe.

Attingendo a una community potenzialmente infinita di shopper, possiamo dire che siamo in grado di gestire un numero illimitato di consegne per ogni fascia oraria, permettendo con molta semplicità il same-day delivery e tempi di consegna davvero rapidi. inoltre è un modello replicabile in città come in periferia, ampliando il bacino di clientela del punto vendita.

Abbiamo saputo che avete già aperto il servizio su Torino qualche settimana fa: qual è il feedback ricevuto?

Premesso che abbiamo attivato il servizio su 8 supermercati, appartenenti a 3 insegne differenti, dal nostro punto di vista abbiamo notato che chi di loro già effettuava servizi di spesa online o di consegne regolarmente, ha avuto un crescente aumento di consegne, mentre altri punti vendita che non avevano notevoli flussi consegne già a priori, sono rimasti con numeri esigui.  Questo ci ha insegnato che quelle realtà che sia per organizzazione che per forma mentis erano già propense a fare delivery hanno dato i risultati migliori.

Ad oggi, sebbene la numerosità delle consegne sia ancora esigua rispetto ai volumi che fa la Francia, abbiamo portato a compimento il 100% delle consegne con piena soddisfazione da parte dei punti vendita, degli Shoppers e dei clienti finali.

Cosa avete in serbo per il futuro?

Innanzitutto programmi di fidelizzazione come, per esempio, quello di remunerare gli shopper attraverso buoni emessi direttamente dal supermercato, in modo che lo shopper diventi anche un cliente fidelizzato del punto vendita stesso. Stiamo inoltre lavorando per implementare la gestione pagamenti che molti partner ci stanno chiedendo.

Un altro progetto che realizzeremo a breve consiste nella diversificazione dei mezzi di trasporto, organizzando le consegne con shopper che utilizzano biciletta o furgoni a seconda delle richieste dei clienti.

La piattaforma Shopopop inoltre si adatta ad altri settori commerciali, non solo alla GDO. Stiamo quindi lavorando per ampliare il servizio anche ad altri contesti.

Per informazioni:
Web: it.shopopop.com
Mail Francesco Garosci: francesco@shopopop.com

 

 

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