Aldi: oltre 20 aperture nel 2020. Le strategie del gigante tedesco che ha superato quota 100

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L’anno del coronavirus ha visto la grande distribuzione tradizionale vivere un anno particolare, dove il lockdown totale della scorsa primavera aveva praticamente bloccato tutti i piani strategici di sviluppo del mass market retail, il quale prevedeva diverse ristrutturazioni e nuove aperture.

Eppure avrebbe dovuto essere un anno dinamico, soprattutto in conseguenza sia della trasformazione degli ex Auchan in Conad, che della fitta distribuzione dei punti di vendita non considerati nelle strategie del leader di mercato e “girati” ai concorrenti sul mercato nazionale, circa un centinaio di negozi.

Dalla riapertura, la cosiddetta fase 2 e 3, in avanti la GDO ha visto, per contro, un recupero delle attività che sono state caratterizzate sia dalle riaperture degli ex Auchan (oppure SMA o Auchan City) che dalla dinamicità generale del mercato però, a dire il vero, chi ancora una volta si è distinto per l’intensità dello sviluppo, e per gli investimenti realizzati, è stato il canale che, un tempo, chiamavamo discount.

Aldi, entrato nel mercato italiano solo nel 2018, ma quest’anno ha già superato i 100 punti di vendita, e solo quest’anno, ed a fine novembre, aveva già aperto 21 nuovi negozi.

Quali sono le sue strategie alla luce delle aperture realizzate ed alla luce dell’assortimento che offre?

L’offerta è assolutamente differente rispetto a quella di Eurospin ed a quella di MD, e più vicina a quella di Lidl.

Non è solo una questione di modelli di business differenti (Eurospin e MD hanno una parte cospicua di affiliati) ma è proprio una questione di visioni differenti.

Aldi sin dal principio ha puntato l’offerta verso un nuovo concetto di negozio, un vero e proprio supermercato di convenienza, con una cura maniacale della parte estetica (packaging, scaffali, comunicazione, etc) che ottiene decisamente il risultato di non far sentire il consumatore dentro un negozio in cui si risparmia.

Aldi usa l’arma della pressione promozionale in maniera decisamente aggressiva, su tutte le categorie, no food incluso. La presenza delle grandi marche, prevalentemente in offerta promozionale, è costante e le scale delle categorie sono profonde per essere un discount.

A differenza di MD ed Eurospin, che fanno anche dell’assenza delle grandi marche (in MD il concetto è leggermente meno rigido) un aspetto peculiare, Aldi non presenta nessun banco servito nei freschi.

Questi sono espressi, come accade in tutti i discount moderni, con assortimenti completi a libero servizio, con una cura attenta alla presentazione dei prodotti e con un assortimento che non fa fatica a coinvolgere aree di valore, con tipicità regionali ed espressioni di prodotti premium su diverse categorie dei freschi.

E’ molto più simile a Lidl, sebbene tra i due esistano delle differenze che in altra sede verranno approfondite.

Aldi Vs Lidl, una sfida tutta nel nord

Di fatto i due colossi internazionali si stanno affrontando nel nord Italia ed in particolare nel nord ovest. Entrambi, nell’anno della pandemia hanno aperto un Cedi idoneo a servire i territori dell’area 1 ed Emilia, Lidl a Somaglia (Lodi) ed Aldi a Landriano (PV) a circa 40 km di distanza.

Entrambi concentrano gli investimenti nel nord Italia, in un totale aperture che vede Aldi a 21 a fine novembre e Lidl a 33 negozi. Il nord ovest è il principale terreno di confronto: 14 aperture Aldi e 16 Lidl.

Il 2020 è stato un anno molto positivo per i discount, i grandi vincitori della sfida della crescita con gli altri formati, nonostante le difficoltà del lockdown totale della primavera, soprattutto per le strutture di grandi formati. Il 2021 sarà un anno difficile, soprattutto per la tenuta occupazionale nazionale, oltre alle difficoltà sanitarie, in considerazione del fatto che più durerà il virus, più soffrirà l’out of home, più cresceranno le vendite della GDO e, dentro essa, ancor di più quelle dei discount.

 

 

 

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