sabato 17 Gennaio 2026

Dati Nielsen 1Q 2019 Grocery e freschi: il Paese si spacca in due anche negli assortimenti

Proseguiamo oggi e concludiamo l’analisi dei dati di vendita del mese di aprile commentando gli andamenti del grocery rispetto al pari periodo del 2018. Infine nella seconda parte dell’articolo confronteremo gli andamenti delle vendite di grocery e freschi rivelando interessanti diversità di comportamento del consumatore nei territori del Paese.

La tendenza generale del grocery nel mese di aprile è molto positiva in tutti i formati grazie al periodo pasquale, con l’unica eccezione del drugstore che dopo mesi di crescite a due cifre segna un rallentamento (grafico e tabella 1) sui valori ma rimanendo leggermente positivo sui volumi. I due formati meglio performanti nel mese sono stati supermercato e superstore: entrambi crescono a valore del

12,4% ed a volume il primo cresce leggermente più del secondo (+9,5% vs +8,9%). A seguire troviamo l’iper che finalmente mette a segno una crescita importante (+11,3 a valore e + 8% a volume), mentre a poca distanza troviamo il libero servizio (+11,1 a valore e +9,9 a volume). Anche il discount cresce nel mese di aprile anche se meno degli altri formati: +7,7% a valore e +7,8% a volume.

Il trend da inizio anno comincia a consolidarsi una volta inglobata la festività di Pasqua e quindi confrontabile con il 2018 e le medie di crescita sono incoraggianti. Il superstore mantiene una crescita del 5,3% a valore e del 4% a volume seguito dal drug store a +4,8% e +3,2% rispettivamente. Il discount segna un +4,4% a valore e un +3,8% a volume confermando il trend ottimo dell’anno in corso. Crescite minori ma comunque interessati registrano i supermercati a +3,2% a volume e +2% a valore e il libero servizio con un +2% a valore e un +1,2% a volume. Rimane l’iper che recupera leggermente ma rimane comunque in terreno negativo co -2% volume e -3,4% a valore, segno che le attività promozionali incidono molto sul valore totale delle vendite (grafico e tabella 2).

L’andamento a livello nazionale dopo 4 messi è quindi definitivamente in territorio positivo: +2,9% a valore e + 1,9% a volume.

Aree geografiche

Il mese di aprile conferma quanto visto nei primi 3 mesi dell’anno: il centro-sud sta vivendo un anno a dir poco eccezionale. Nel mese l’area 4 registra un +17,5% a valore ed un +14,2 a volume e l’area 3 un +12,2% a valore ed un +9,9% a volume. Sono abbondantemente in territorio positivo anche l’area 1 (+6,8% a valore e +4,4% a volume) e l’area 2 (+8,5% a valore e +7,6% a volume) ed il dato nazionale del mese di aprile si attesta ad un ottimo +10,6% a valore e +8,5% a volume (grafico e tabella 3).

Il 2019 dopo 4 mesi e trascorso il periodo pasquale è in positivo per tutte le aree: l’area 4, la migliore, cresce del 3,8% a valore e del 2,6% a volume, seguono l’area 3 a +3,2% a valore e +2,1% a volume, l’area 1 a +2,6% a valore e +1,4% a volume e chiude l’area 2 a +2,2% a valore e +1,6% a volume. Il dato totale Italia si attesta a +2,9% medio a valore e +1,9% medio a volume (grafico e tabella 4).

La distribuzione del fatturato in aprile 2019 vede l’area 1 prima con il 34% seguita dall’area 3 con il 24%, l’area 2 e l’area 4 pari a 21% (grafico 5).

Le Regioni

Entriamo ora nel dettaglio delle regioni partendo dall’area 1: il trend dei primi mesi è confermato con due regioni in crescita, Piemonte a +1,3% e Lombardia a +0,9% e due in calo nonostante la Pasqua, Valle D’Aosta a -0,3% e Liguria a -0,5% (grafico 6).

Come dicevamo il trend dell’area 1 e stabile ormai nella media dei primi 4 mesi: Piemonte +1,8%, Lombardia +1,6%, Liguria -0,4% e Valle D’Aosta -1,9% (grafico 7).

In Area 2 continua la perdita dell’Emilia Romagna che ad aprile registra un -1,2%, mentre le altre regioni crescono a partire dal Trentino Alto Adige (+6,2%), Il Friuli V.G. (+3,3%) ed il Veneto (+2,5%) (grafico 8).

 

Le medie annuali seguono lo stesso trend del dato di Aprile: Trentino Alto Adige a +6,5%, Il Friuli V.G. a +2,8%, Veneto a +2,7% ed Emilia Romagna a -1,1% (grafico 9).

L’area 3 vede l’Abruzzo come miglior regione in Aprile a + 5,1% seguita dalle Marche a +4,2%, la Sardegna a +3,6%, l’Umbria a +3% ed il Lazio a +2,7%. Pecora nera la Toscana che perde anche ad aprile anche se limitatamente, con un -0,1% (grafico 10).

Come visto per le altre aree anche per l’area 3 le medie annuali sono quasi una fotocopia del mese di Aprile. Abruzzo la miglior regione con un +4,2%, seguita dalle Marche a +4,1%, la Sardegna a +2,5%, l’Umbria ed il Lazio a +2,7%. Pecora nera la toscana che dopo 4 mesi eguaglia il 2018 (grafico 11).

In area 4 aprile è stato il mese della Campania che chiude a +7%, ma la crescita è diffusa anche nelle altre regioni: Molise a +5,4%, Basilicata a +4,6%, Puglia a +3% e Sicilia a +2,6%. L’unica regione in perdita è la Calabria che lascia sul campo un -0,8% rispetto al 2018 (grafico 12).

Il trend 2019 vede una crescita media della Campania del 6,1%, della Basilicata del 3,9%, della Puglia del 3,1% e del Molise del 1,1%. Rimane in negativo la Calabria con un -1,8% (grafico 13).

Aprile: grocery e freschi a confronto

Il confronto tra le due categorie, come detto all’inizio, ci da alcune indicazioni importanti dei trend nel 2019. Sappiamo infatti che la Pasqua porta vendite soprattutto nel grocery penalizzando i freschi ma vedremo che ci sono regioni dove il rapporto è completamente rovesciato.

In area 1, come ben visibile nel grafico 14, il grocery mantiene il suo primato. Da notare la differenza più amplia che si registra in Valle D’Aosta (grafico 14).

Il trend dell’area 1 vede il grocery con variazioni migliori sul 2018 rispetto ai freschi (grafico 15).

Spostandoci in area 2 aprile vediamo che la “regola” non è rispettata uniformemente in tutte le regioni: in Friuli ed in Venero i freschi crescono più del grocery che invece mantiene il primato in Trentino A.A.. In Emilia Romagna le due categorie perdono ed in quantità del tutto simile (grafico 16).

Le medie degli andamenti 2019 confermano che in Friuli ed in Venero i freschi performano in maniera stabile meglio del grocery (grafico 17).

In area 3 questa tendenza dei freschi è ancora più evidente: in tutte le regioni in Aprile il grocery cresce molto meno dei freschi con differenze che arrivano a 4 punti percentuali in Abruzzo (grafico 18).

Nei primi 4 mesi il trend è identico: se si eccettuano la Toscana e l'Umbia, in tutte le regioni i freschi crescono il doppio o più rispetto al grocery (grafico 19).

Concludiamo questo confronto con l'area 4 dove invece non si ravvisa una differenza univoca in aprile: Il alcune regioni come Basilicata, Puglia e Sicilia è migliore la prestazione dei freschi mentre in altre, Molise, Calabria e Campagna è migliore quella del grocery (grafico 20).

Il trend annuale delle medie è analogo e vede regioni dove i freschi in assoluto crescono molto ed anche relativamente al grocery (Basilicata, Puglie e Sicilia) ed altre dove il grocery performa meglio dei freschi (Molise, Calabria e Capmania) (grafico 21).

 

 

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Dott. Alessandro Foroni
Dott. Alessandro Foronihttp://www.gdonews.it
Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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