sabato 17 Gennaio 2026

Pasta: più Private Label per mantenere la quota di mercato

Il business della pasta di semola è nel suo complesso in fermento. In piena espansione all’estero, mentre il mercato interno vive un momento di mutazioni.
In calo la tipologia “classica tradizionale”, boom di vendite, invece, per le paste biologiche e le varianti a contenuto di servizio, leggi: speciali. Poco rilevanti e stabili le paste aromatizzate che non arrivano al 2% del totale. La flessione (della tipologia tradizionale classica che va dal 9 all’11% del valore secondo i formati) è dovuta anche alla forte pressione promozionale, atta a sostenere le vendite e ad attrarre i clienti a negozio. Tale incidenza è stata maggiore per la Marca Commerciale vicina al 40%, mentre per la Marca del Distributore si ferma al 17%, dato comunque importante.

Focalizzando la nostra visione del mercato dal punto di vista delle Private Label, possiamo dire che il loro sviluppo è stato quanto mai imponente in questi anni. Alimentate da un mercato interno tenacemente caratterizzato dal frazionamento. Un big player da un lato e molte piccole realtà locali dall’altro, forti di una tradizione antica e indiscutibile. Le Private Label raggiungono così il 15% del valore del business totale.

Leader indiscusso del mercato italiano rimane comunque

Barilla con il suo 35% di incidenza sul totale vendite (di cui Voiello, sua linea Premium, il 3%). Il distacco su tutti è importante: Fratelli De Cecco 12%, Divella e Garofalo 7%, La Molisana 4% a seguire sulla lunga distanza gli altri. Si comprende così  che le PL rappresentano il secondo operatore, se così possiamo dire, per vendite, notorietà e copertura distributiva sul territorio.
L’incidenza della Private Label non è però omogenea e mentre al nord arriva al 17-18%, al sud appena al 6%. Per contro anche le marche industriali vivono la stessa situazione: Barilla che al nord est registra un picco con il suo 38% al sud si ferma a un 25%, mentre Divella che al nord muove appena un 1% al sud raggiunge il 20%.
Ben note e apprezzate in maniera omogenea su tutto il territorio invece De Cecco, Garofalo e La Molisana. Marche Premium che hanno saputo  catturare l'attenzione dei consumatori sulla pasta di grano duro del Sud Italia, grazie ad un’efficace comunicazione e uno sviluppo distributivo.

pasta semola primi 11 players  vendite per territorio

Ancora molto scarsa la rilevanza sul business delle paste speciali: integrale, biologica, kamut, farro etc., penalizzate da tenuta in cottura e dal gusto non proprio paragonabili a quella tradizionale, oltreché dall'elevato posizionamento di prezzo. Pur tuttavia la crescita importante di questi anni ha dato slancio all’entrata nel segmento di tutte le marche private della Distribuzione che raggiungono oggi il 24% della pasta integrale e il 36% di quella di Kamut.

pasta semola PL

Infine ulteriori modificazioni sono in atto. Il crescente interesse dei consumatori sulle paste speciali, regionali e Premium, sta attirando anche le PL rendendo così la Marca Distributore non più solo un’alternativa economica alla marca industriale ma una vera e propria offerta di marchio a tutto campo. Ciò intensifica la concorrenza e incentiva investimenti pubblicitari per tentare uscire dal coro e differenziare il proprio prodotto. Tentativi talvolta insufficienti a mettere al riparo da una incessante competizione sul fronte delle alternative di prezzo/qualità.

Tuttavia con i suoi 750 milioni di euro di valore generato, la pasta di semola rimane uno dei mercati di maggiore interesse nel comparto agroalimentare italiano, pertanto ci si aspetta battaglia sia in patria che all’estero per conquistare una posizione solida e riconosciuta.

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Diana Scanferla
Diana Scanferla
E' un manager della GDO esperta nei settori Freschi e Surgelati. Nella sua esperienza professionale ha conosciuto sia il mondo dell’Industria dove ha mosso i primi passi che dalla GDO dove ha sempre lavorato. E’ un category manager moderno molto attento alle vendite oltreche agli acquisti.

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