Coop rilancia sulla MDD e prepara un nuovo rapporto con l’industria. Nel mirino anche acquisizioni

Coop conferma la marca privata come uno degli assi della propria strategia commerciale e prepara per il 2027 un nuovo modello di relazione con industria alimentare e mondo agricolo. Sullo sfondo c’è anche la volontà di sviluppare ulteriormente la rete, senza escludere acquisizioni.

Le indicazioni arrivano dai vertici del sistema cooperativo in una fase nella quale la MDD continua a guadagnare peso nella spesa degli italiani. La marca del distributore ha raggiunto il 32% di quota a valore e si inserisce in un mercato alimentare domestico che, rispetto al 2019, registra una crescita dei volumi del 5,6%.

La convenienza continua infatti a guidare una parte importante delle strategie della distribuzione. Nell’ultimo anno, l’aumento del peso del discount, la crescita della MDD, lo sviluppo di assortimenti con un miglior rapporto qualità-prezzo e il ritorno della pressione promozionale hanno consentito complessivamente ai consumatori un risparmio aggiuntivo superiore agli 800 milioni di euro.

Ed è proprio sulla marca privata che Coop intende continuare a spingere.

«Da parte nostra da un lato continueremo il sostegno alla marca privata come strumento di protezione del potere di acquisto e dall’altro stiamo approntando per il nuovo anno un nuovo modello di relazione con industria e mondo agricolo capace di rendere più efficiente l’intera relazione di filiera», afferma Domenico Brisigotti, presidente di Coop Italia.

Una dichiarazione che anticipa un passaggio potenzialmente rilevante nei rapporti tra Coop e fornitori. La cooperazione punta a intervenire sull’efficienza della filiera mentre la distribuzione si trova a gestire una domanda ancora debole e una struttura dei costi sulla quale, secondo Brisigotti, restano pochi margini di assorbimento.

Il presidente di Coop Italia richiama infatti l’attenzione sul rischio di nuove pressioni inflattive generate dall’energia e sui possibili effetti di ulteriori costi normativi. Nel mirino ci sono Sugar Tax e Plastic Tax, attualmente rinviate a gennaio 2027, oltre al recepimento della normativa europea sugli imballaggi. Coop chiede che l’applicazione delle nuove misure non determini ulteriori aggravi per la Gdo.

A cambiare, intanto, sono anche gli equilibri tra i formati distributivi. Le vendite a parità di rete dei discount nel 2026 crescono dello 0,5% rispetto al 2025, mentre i supermercati segnano un +2,4%. Tornano in territorio positivo anche gli ipermercati, con un incremento dell’1,4% per quelli di media dimensione e dello 0,2% per le grandi strutture.

Numeri che rendono ancora più interessante il secondo fronte aperto da Coop, quello della rete.

Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop, indica infatti tra gli obiettivi quello di «confermare la cooperazione di consumatori come protagonista del mercato», rafforzandone la capacità di innovazione e lo sviluppo della rete «anche attraverso politiche di acquisizioni».

Il riferimento alle acquisizioni apre quindi uno spazio nuovo nella strategia dichiarata dal sistema Coop e si accompagna alla richiesta di una politica pubblica capace di sostenere gli investimenti della distribuzione.

Ancc-Coop chiede al Governo di rilanciare il tavolo con la Gdo in vista della prossima Legge di Bilancio. Tra le proposte figurano il riconoscimento della grande distribuzione come settore energivoro, incentivi fiscali per l’innovazione tecnologica e l’ammodernamento delle reti logistiche e misure che facilitino la riconversione dei centri commerciali verso una maggiore presenza di servizi per i cittadini. Coop assume inoltre l’impegno a ricercare un rapido rinnovo del contratto nazionale delle cooperative.

Marca privata, revisione dei rapporti con i fornitori e crescita della rete diventano così tre tasselli della stessa strategia. E proprio il riferimento alle acquisizioni lascia aperta la questione più interessante: dove e attraverso quali operazioni Coop intenda cercare nuova crescita nei prossimi anni.

 

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