Pizza e pasta restano tra i simboli più riconoscibili della gastronomia italiana, ma oggi rappresentano anche un terreno di evoluzione imprenditoriale. Crescita, costruzione del brand, nuovi format e internazionalizzazione saranno al centro del Pizza & Pasta Business Summit, in programma dal 19 al 21 ottobre nell’ambito di HIP Italia a Bologna.
Il summit, inserito nel Congresso Hospitality 4.0 e organizzato in collaborazione con 50 Top Pizza, riunirà alcuni protagonisti del settore per analizzare come pizza e pasta stiano evolvendo da prodotto gastronomico a modello di business, tra artigianalità, organizzazione, comunicazione e sviluppo internazionale.
Uno dei temi centrali sarà la capacità di rendere replicabile l’artigianalità senza perdere identità. Tra le esperienze al centro del confronto ci sarà quella de L’Antica Pizzeria Da Michele, con Alessandro Condurro, CEO di L’Antica Pizzeria Da Michele in the World, che racconterà il percorso del marchio dalla storica sede di Forcella allo sviluppo nei cinque continenti.
Sulla stessa traiettoria si inserisce il caso Capuano’s, presentato dai fondatori Luigi Capuano e Vincenzo Capuano. Il racconto partirà dalla tradizione familiare e dalla storia dell’emigrazione italiana per arrivare alla costruzione di un brand capace di parlare alle nuove generazioni anche attraverso i social media.
Il tema della crescita organizzata sarà affrontato anche da Errico Porzio, alla guida di una catena di 16 locali in Italia. Il suo intervento porterà l’attenzione sulla capacità di mantenere standard, qualità e riconoscibilità quando il modello imprenditoriale cresce e il brand assume dimensioni più ampie.
Ampio spazio sarà dedicato anche all’internazionalizzazione della pizza italiana, attraverso il confronto tra tre imprenditori attivi in importanti capitali europee: Ciro Cristiano, CEO di Baldoria Group, Michele Pascarella, fondatore e pizzaiolo di Napoli on The Road a Londra, e Peppe Cutraro, chef pizzaiolo e fondatore del Gruppo Peppe.
Le loro esperienze permetteranno di approfondire cosa significhi costruire un business italiano all’estero, andando oltre la semplice esportazione del prodotto. Adattamento ai mercati locali, gestione d’impresa, rapporto con il pubblico, organizzazione e sviluppo del brand saranno alcuni dei temi al centro del confronto.
L’evoluzione del settore riguarda anche il luogo di consumo. La pizzeria contemporanea può diventare ristorante, spazio di ricerca, destinazione gastronomica, luogo di incontro con il vino o parte dell’offerta di un hotel di lusso.
Tra i casi presentati ci sarà Confine a Milano, con i cofondatori Mario Ventura e Francesco Capece, che racconteranno un progetto nel quale la pizza dialoga con una proposta enologica e con un’esperienza gastronomica più ampia.
Roberto D’Avanzo, pizzaiolo e fondatore di Bob Alchimia a Montepaone, porterà invece l’esperienza di una pizzeria nata in un piccolo paese della Calabria e diventata punto di riferimento internazionale per la community degli appassionati.
Un ulteriore livello di contaminazione sarà rappresentato dal percorso di Pier Daniele Seu e Valeria Zuppardo, coinvolti nello sviluppo di pizza corner all’interno della catena alberghiera Bulgari. Il loro intervento permetterà di affrontare le esigenze di una clientela internazionale e le complessità legate alla formazione e alla gestione di progetti gastronomici in diversi Paesi.
Dal summit emerge una trasformazione che coinvolge l’intero sistema della ristorazione italiana: il prodotto resta centrale, ma attorno a esso si costruiscono organizzazione, comunicazione, esperienza, format e strategie di sviluppo.
Per pizza e pasta, la sfida è trasformare il valore del Made in Italy in modelli capaci di competere sui mercati internazionali, mantenendo autenticità, riconoscibilità e capacità imprenditoriale.







