lunedì 27 Luglio 2026

Il prossimo fenomeno retail dell’America Latina potrebbe non essere dove tutti guardano. Intervista a Nahuel Pianarosa

Lo scorso maggio, in occasione di Tuttofood 2026, Nahuel Pianarosa, Direttore Commerciale di Grupo Vierci, è stato tra i protagonisti della Cibus Link Hall, dove il suo intervento dedicato all’evoluzione della distribuzione organizzata in Paraguay e alle prospettive del retail latinoamericano ha suscitato un forte interesse tra gli operatori presenti. Numerosi espositori e aziende dell’industria alimentare hanno colto l’occasione per confrontarsi con lui, alla ricerca di una migliore comprensione di un mercato ancora poco conosciuto ma sempre più strategico per chi guarda all’America Latina.

PARTECIPA AL GDONEWS RETAIL INTELLIGENCE FORUM 2026

Audience seated in a conference hall watching a speaker presenting on stage at the front of the room.

A distanza di alcune settimane, nei giorni di luglio, GDO News ha ricontattato Pianarosa per approfondire alcuni dei temi emersi durante quell’incontro: dalle prospettive di crescita del Paraguay allo sviluppo della distribuzione moderna, dal possibile arrivo del format hard discount al ruolo della marca del distributore, fino alle opportunità che il Paese può offrire alle imprese europee alla luce del nuovo accordo tra Unione Europea e Mercosur. Ne è nata un’intervista che offre una lettura concreta delle trasformazioni in atto in uno dei mercati più promettenti del continente.

D. Il Paraguay viene spesso citato come una delle economie più solide dell’America Latina. Questa crescita si riflette già sul consumatore?

R: Dal punto di vista macroeconomico il Paraguay sta attraversando un momento molto positivo. Il PIL cresce con continuità e oltre le previsioni, l’inflazione è sotto controllo da oltre dodici anni, il rapporto debito/PIL continua a diminuire e la banca centrale opera con piena indipendenza. Anche la stabilità politica è un fattore importante: i governi possono cambiare, ma la direzione dello sviluppo economico rimane coerente. Inoltre, gli investimenti diretti esteri crescono ogni anno a doppia cifra e questo significa nuove industrie, occupazione e infrastrutture.

Detto questo, la crescita non si è ancora distribuita completamente sulla popolazione. Oggi circa il 70% dei paraguayani percepisce meno di 400 dollari al mese. È questa la principale sfida che il Paese deve affrontare.

D. Il Governo sta intervenendo su questo fronte?

R: Credo di sì. L’inflazione dello scorso anno è stata intorno al 3%, mentre il salario minimo è aumentato del 5%. Ritengo che sia una misura importante per ricostruire il potere d’acquisto delle fasce più deboli. Quando aumenta la capacità di spesa, cresce anche il consumo e tutta la filiera ne beneficia: industria, distribuzione e consumatori. Come retailer il nostro compito sarà restituire questo valore attraverso promozioni, offerte e maggiore convenienza.

D: Quanto incide oggi il commercio tradizionale rispetto alla distribuzione moderna?

R: Tantissimo. Circa il 70% del mercato alimentare è ancora nelle mani dei piccoli negozi di quartiere e del commercio tradizionale. Solo il 30% appartiene al retail moderno. Peggio di noi, in America Latina, c’è praticamente soltanto la Bolivia.

Per noi, però, questo non rappresenta un problema ma una grande opportunità. Esiste ancora uno spazio enorme per accompagnare la formalizzazione del commercio e conquistare quote di mercato.

D: La Colombia è passata in pochi anni da una situazione simile all’attuale Paraguay a un mercato profondamente trasformato grazie agli hard discount. È un modello che osservate?

R: Assolutamente sì. Lo sviluppo di D1, Ara e successivamente Ísimo ha cambiato il volto del retail colombiano. Lo stesso è successo in Messico con 3B, Neto e Oxxo e oggi vediamo dinamiche simili anche in Perù.

Sono esempi molto interessanti perché dimostrano che il discount non compete soltanto con altri supermercati, ma soprattutto con il commercio tradizionale, contribuendo alla formalizzazione dell’economia.

D: Come si prepara Grupo Vierci a questa evoluzione?

R: Abbiamo un piano di espansione molto importante. Nei prossimi quattro anni puntiamo sostanzialmente a raddoppiare la nostra presenza sul territorio.

Accanto ai supermercati tradizionali da 2.000-3.500 metri quadrati svilupperemo un nuovo formato di circa 1.000 metri quadrati. Non sarà un convenience store, ma nemmeno un supermercato tradizionale. Sarà un format che ci permetterà di entrare in numerose città dove oggi non siamo presenti, mantenendo comunque un assortimento ampio e tutti i reparti essenziali.

D: State valutando anche un progetto hard discount?

R: Sì, è uno scenario che stiamo analizzando con grande attenzione. Preferisco essere prudente perché il progetto non è stato ancora comunicato ufficialmente al mercato, ma stiamo studiando seriamente le opportunità che questo format potrebbe offrire in Paraguay.

Le analisi preliminari evidenziano un potenziale molto significativo, con numeri che, rapportati alla popolazione, ricordano quelli raggiunti dalla Colombia. È un progetto ancora in fase di valutazione, ma riteniamo che il discount possa rappresentare uno strumento importante per accompagnare la trasformazione del commercio nel nostro Paese.

D: Qual è oggi il peso della marca del distributore in Paraguay?

R: A livello nazionale è praticamente inesistente. Tutta la distribuzione organizzata paraguayana pesa appena lo 0,8%. Nel nostro gruppo siamo già arrivati intorno al 5%, ma il dato più interessante emerge osservando le singole categorie. Dove abbiamo sviluppato correttamente il progetto di marca privata, alcune famiglie raggiungono quote del 40% e in certi casi arrivano persino al 90% delle vendite.

Questo dimostra che, quando la proposta è coerente con le esigenze del consumatore, la marca del distributore può diventare rapidamente leader di categoria.

D: Cosa manca oggi per accelerare lo sviluppo della private label?

R: Manca soprattutto un sistema industriale più evoluto. In Paesi come Brasile, Argentina, Colombia o Messico esistono produttori che lavorano quasi esclusivamente per la marca del distributore. In Paraguay siamo ancora in una fase iniziale dello sviluppo industriale e molte categorie dipendono dalle importazioni.

Per questo motivo riteniamo fondamentale attirare nuovi investimenti manifatturieri e aiutare la crescita del tessuto produttivo nazionale.

D: La Legge Maquila può accelerare questo processo?

R: Senza dubbio. Ma non è soltanto la Legge Maquila. Il Paraguay offre una fiscalità competitiva, IVA contenuta, costi energetici molto bassi, manodopera competitiva, acqua a basso costo e un sistema che favorisce gli investimenti produttivi.

Per questo motivo immaginiamo il Paraguay come una futura piattaforma manifatturiera per tutto il Mercosur e non soltanto come un mercato di consumo.

Negli ultimi anni molte aziende, soprattutto brasiliane, stanno investendo nel Paese proprio per sfruttare queste condizioni.

D: Come vengono percepiti i prodotti europei dal consumatore paraguayano?

R: Molto positivamente. In generale, in tutta l’America Latina il prodotto europeo è associato a qualità, affidabilità e prestigio. Pasta, olio d’oliva, conserve, biscotti e molti altri alimenti godono ancora di un’immagine molto forte. Il problema non è l’origine del prodotto, è il prezzo finale.

Un consumatore che vive con circa 400 dollari al mese sceglie inevitabilmente in funzione del proprio budget. Il grande ostacolo per i prodotti europei è rappresentato dalla struttura dei costi, soprattutto trasporto e dazi.

D: Il nuovo accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur cambierà questo scenario?

R: Credo di sì, ma sarà un processo graduale. La riduzione delle barriere commerciali non produrrà effetti immediati. Occorreranno diversi anni prima che i benefici si trasferiscano completamente lungo la filiera e arrivino fino al consumatore.

Per le imprese europee rappresenta comunque una grande opportunità, soprattutto se sapranno comprendere le specificità dei singoli mercati latinoamericani.

D: Se dovesse sintetizzare in una frase la prossima grande sfida del Paraguay, quale sceglierebbe?

R: Continuare a crescere trasformando il commercio tradizionale in distribuzione moderna e, parallelamente, costruire un sistema industriale sempre più competitivo. Sono due processi che devono procedere insieme. Se riusciremo a farlo, il Paraguay potrà diventare uno dei mercati più interessanti dell’America Latina sia per i retailer sia per l’industria internazionale.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Ultime Notizie