Nel panorama della grande distribuzione italiana, Multicedi occupa una posizione particolare perché il suo modello non coincide con quello delle catene retail tradizionali. Non è un operatore che basa la propria forza su una rete di negozi direttamente controllati, ma una realtà costruita intorno a un sistema consortile e a una rete di imprenditori indipendenti.
La maggior parte dei punti vendita che operano sotto le insegne del gruppo, a partire da Decò, non è infatti di proprietà diretta della società, ma appartiene a soci e affiliati che gestiscono autonomamente il retail. Multicedi svolge un ruolo diverso: seleziona i fornitori, acquista grandi volumi, organizza la logistica e rivende la merce alla propria rete, diventando di fatto il motore commerciale e distributivo dell’intero sistema.
Anche la presenza diretta sul territorio segue una logica distinta. I negozi di proprietà non fanno capo direttamente a Multicedi Srl, ma sono posseduti e gestiti attraverso una società dedicata, Multiinvest Srl, che rappresenta il braccio operativo del gruppo nel retail diretto. È una scelta organizzativa precisa, che consente di separare le funzioni: da un lato la centrale, focalizzata su acquisti, logistica e coordinamento della rete; dall’altro la gestione operativa dei punti vendita diretti.
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Questo assetto ha implicazioni importanti nella lettura dei numeri. I ricavi di Multicedi non riflettono le vendite al consumatore finale, ma includono i flussi verso la rete di soci e affiliati. Dunque in questo caso crescere non significa aumentare il sell-out, ma espandere e rendere più efficiente un ecosistema composto da centinaia di punti vendita distribuiti sul territorio.
È proprio questa natura ibrida a rendere l’analisi particolarmente interessante. Perché dietro l’andamento dei ricavi non c’è solo una performance commerciale, ma l’evoluzione di un intero sistema: quanto cresce la rete, quanto aumenta l’intensità dei rapporti con gli affiliati, quanto si rafforza la capacità distributiva. È una prospettiva diversa, che richiede di andare oltre la logica lineare “più vendite = più crescita” e di considerare la natura sistemica del modello.
L’analisi dei dati degli ultimi anni restituisce proprio questa complessità. Non emerge una traiettoria lineare, ma un percorso fatto di discontinuità e accelerazioni, in cui il gruppo mostra una capacità evidente di adattarsi e rilanciarsi.
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