venerdì 13 Febbraio 2026

Bennet: risanamento con l’aiuto del vento inflattivo. Oggi è virtuosa e ben solida

Non tutti gli ipermercati sono in perdita, ma bastano pochi punti vendita in negativo a fare molto debito. Con questa consapevolezza Bennet da qualche anno ha iniziato un'opera di miglioramento dei suoi indicatori di bilancio puntando sulla dismissione di strutture non profittevoli.

Nel 2023, ad esempio, sono stati ceduti ad operatori terzi i rami d’azienda degli ipermercati e supermercati di Mazzano (BS), Torino via Orvieto (TO), Ovada (AL), Forlimpopoli (FC), Castelvetro Piacentino (PC), Concesio (BS), Pescate (LC), Settimo Torinese (TO) e Milano viale Monza (MI).

Oltre alle dismissioni, l'azienda comasca è molto impegnata in un piano di revisione degli spazi ed assortimenti dedicati al settore non alimentare, con conseguente significativa riduzione della presenza di tali categorie nei punti vendita.

La razionalizzazione della rete vendita, oltre a comportare un miglioramento nella struttura generale dei costi della Società, ha avuto diretto riflesso anche nell’efficientamento della rete logistica, con minore necessità di spazio e risorse relative ai depositi. Tutto ciò ha permesso anche la chiusura del deposito di Calcinate (BS) ottimizzando i costi sugli altri due Cedi.

E' questa la sintesi delle operatività che hanno caratterizzato il 2023 che in questo articolo andiamo ad analizzare nei numeri di bilancio di un importante attore del mercato del nord che sta tornando in solido positivo.

La strategia di Bennet porta inevitabilmente ad una diminuzione dei ricavi, ma questa serve per risanare il conto economico aziendale.

Caro lettore, le tabelle ed i grafici che seguono sotto sono stati prodotti dalla web app benchmark on line inserita dentro il portale (alla pagina "Benchmark GDO e Fornitori"). La app permette la visione semplificata ed immediata di migliaia di bilanci di esercizio sia della GDO che di tutti i fornitori italiani. Per accedere in autonomia alla webApp è semplicemente necessario essere abbonati, per diventarlo clicca qui.

In ogni caso si può notare dalla tabella sotto che la perdita di fatturato è stata estremamente contenuta, probabilmente grazie alle crescite dei punti vendita rimasti nella proprietà aziendale, spinte dall'aiuto dell'inflazione.

E' il risultato ciò che conta, e questo si nota immediatamente: ad una diminuzione dei ricavi (-8% nel 2023 ma solo -1,93% nei cinque anni) corrisponde una crescita del trend Ebitda del 23,47%.

Il quadrante sotto spiega tutto: gli ultimi due anni sono stati fondamentali per il miglioramento dei margini aziendali.

Dando uno sguardo al conto economico riclassificato si può notare che l'azienda ha avuto il coraggio di migliorare il margine commerciale (passato da 32,2% nel 2019 al 35% nel 2023). Come si può migliorare il margine in questa proporzione? Essenzialmente diminuendo la pressione promozionale, ovvero evitando di sacrificare margine inutile. E' possibile che, prima di cedere le strutture non produttive si sia tentato tutto il possibile per dare loro attrattiva, e questo avviene spesso attraverso rilevanti promozioni.

L'incidenza dei costi per servizi e del costo del lavoro è rimasta invariata, ma con un fatturato inferiore. In ogni caso sicuramente queste sono aree dove si può ancora migliorare, soprattutto nel costo del lavoro. Si nota un incremento dei costi di ammortamento e di spese per affitti e noleggi, non è detto che tali costi non vadano a beneficio di aziende del gruppo. L'Ebit margin è cresciuto di un punto, un risultato rilevante. Il profit finale è cresciuto meno.

Da notare un leggero ma interessante abbassamento dei tempi di pagamenti, risposta di efficienza che si manda ai fornitori.

Gli indicatori patrimoniali

Avrà anche trascorso anni difficili, ma questo non ha mai messo in dubbio la grande solidità patrimoniale di Bennet. Il rapporto mezzi propri/attivo ne è la dimostrazione. Si tenga conto che la capitalizzazione rappresenta uno dei più noti indicatori di solidità aziendale, ed in linea di massima un’azienda è ben capitalizzata se l’indicatore raggiunge almeno il 30%, nella fattispecie siamo al doppio di quell'indicatore.

A conferma di quanto scritto il peso del debito, come si può notare sotto, che non ha mai raggiunto livelli preoccupanti, oggi è virtuoso.

Il patrimonio netto di Bennet è sempre stato solido, anche negli anni bui mai nessuno ha messo in dubbio la sua solidità economica. Questo è cresciuto stabilmente ed oggi l'azienda si avvicina ai 700 milioni di euro.

 

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Dott. Andrea Meneghini
Dott. Andrea Meneghinihttp://www.gdonews.it
Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare. E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei diversi format in Italia ed in Europa. Collabora con alcuni Gruppi della GDO italiana nelle aree di crisis communication management e news management. Affianca la Direzione Generale di alcuni Gruppi della GDO nella gestione delle strategie aziendali. Collabora anche con aziende del Mass Market Retail all'estero come assistant manager sull'italian food. Si può contattare scrivendo a meneghini@gdonews.it

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