lunedì 19 Gennaio 2026

Carrefour Italia, la case history internazionale: i numeri del colosso francese in Italia in tutti i cluster di vendita

Pioniere della grande distribuzione, il colosso Carrefour ha di fatto inventato il formato ipermercati e con questo è entrato in tanti mercati nel mondo, tra cui quello italiano.

La crisi di questo formato e l'evidente difficoltà nella gestione dei punti vendita sul panorama nazionale ha però determinato una repentina metamorfosi per garantirle una sopravvivenza in termini di pareggio di bilancio.

In buona sostanza il colosso francese, dopo essere entrato in diversi paesi con la formula degli ipermercati, da alcuni è uscito (Belgio), in altri sta mantenendo le quote di mercato che non sono tanto differenti rispetto all'Italia (si legga Spagna), mentre in Italia ha proprio cambiato il suo modello di business, adattandolo perfettamente al territorio nazionale.

Si tratta di una vera e propria Case History che andrebbe raccontata a livello internazionale; in pratica anni di utili in negativo hanno dapprima portato Carrefour a pensare a cosa fare di se stessa, considerando anche l'uscita di Auchan dall'Italia, ma dopo qualche anno l'azienda ha pensato di adattare al mercato il suo modello di business.

L'Italia è la patria della "prossimità", cosa che in Francia hanno scoperto solo da poco tempo e solo nelle grandi città, e quindi dei piccoli negozi. Non solo: l'Italia è l'espressione della piccola impresa affiliata ai grandi marchi del retail, ricordiamo sempre che abbiamo circa 25 mila punti vendita che appartengono a circa 11 mila partite IVA.

https://www.gdonews.it/2024/03/24/conad-vege-e-carrefour-le-bandiere-delle-superette-in-italia-e-le-altre-insegne-il-cambio-di-un-settore-importante/

In conseguenza di ciò Carrefour ha saputo cambiare strategia, puntare sul franchising e sul master franchising (in questo caso con fortune alterne), ed ha cambiato completamente negozi e quote di mercato.

Con quali risultati?

Andiamo a vederlo con i dati nazionali alle vendite del gruppo, partendo dal fatturato per Cedi.Per avere accesso a tutte le informazioni è necessario essere abbonati PREMIUM alla rivista, cliccando qui se non lo si è ancora.

Nel 2022 il gruppo (la somma delle due aziende oggi legate al brand Carrefour, quindi esclusa Apulia) ha fatturato complessivamente 4,37 miliardi incrementando il dato dell'anno precedente, grazie ai 3,94 miliardi prodotti direttamente da Carrefour e ai 437 milioni di euro di Ce.Di Etruria, mentre la sua superficie complessiva di vendita è calata sensibilmente.

Con un fatturato al metro quadro di 5.528 euro – sempre nel 2022 – l'insegna ha inoltre confermato una performance delle vendite inferiore alla media nazionale, sia per quanto riguarda i canali Super e Iper (6.381 euro) che i discount (6.017).

Oltre metà del fatturato di Carrefour in Italia è dato da due singoli cluster di vendita, ovvero i Liberi Servizi – che pesano per il 29% - e i Supermercati fra 801 e 1.500 metri che valgono il 25% (quello che si spiegava in apertura). Pesa invece per il 15% il formato intermedio, ovvero fra 401 e 800 metri mentre restano sotto la doppia cifra gli store fra 1.501 e 2.500 metri (9%) e quelli fra 2.501 e 4.500 (4%), con gli ipermercati oltre 4.500 metri quadri che conservano una fetta importante pari al 18%.

Più nel dettaglio possiamo vedere come nel Libero Servizio Carrefour abbia registrato ottime prestazioni con un fatturato incrementato nel 2022 fino a raggiungere 1,28 miliardi di euro nonostante una piccola regressione dell'area complessiva di vendita.

Molto buona, come detto, la resa al metro quadro nei piccoli formati con 6.489 euro a fronte di una media nazionale dei 5.017 euro di Super ed Iper ma anche dei 5.805 euro dei Discount.

Bontà delle prestazioni di Carrefour che si ripete anche nel formato dei Supermercati classici che rispetto al 2021 hanno subito una flessione sia per quanto riguarda il fatturato (da 639 a 598 milioni) e la superficie di vendita (da 116mila metri a 99mila) ma hanno visto crescere la loro redditività al metro quadro, passata da 5.497 euro a 6.009 euro, confermatasi superiore alla media nazionale di Iper e Super ma anche dei Discount.

La situazione cambia invece nel cluster fra 801-1.500 metri quadri, quello dei supermercati moderni che pesano per il 25% delle quote di mercato di Carrefour. Qui infatti la resa al metro quadro scende notevolmente sotto alla media nonostante un incremento fra 2021 e 2022. I suoi 5.582 euro sono infatti inferiori alla media nazionale di Super ed Iper (6.439) ma anche dei Discount (6.405).

Scenario analogo quello che riscontriamo nei grandi Supermercati dove Carrefour risulta poco competitivo non solo in termini di fatturato – comunque incrementato rispetto al 2022 – ma anche di superficie di vendita e soprattutto redditività che nonostante la crescita rispetto al 2021 resta comunque sotto i cinquemila euro e lontana dalla media di Discount e Super ed Iper.

Anche nel cluster dei superstore, fra 2.501 e 4.500 metri, Carrefour ha un ruolo marginale con una superficie di vendita molto contenuta (e in calo rispetto al 2021) e un fatturato che vale il 4% del suo totale nonostante un discreto incremento. La redditività, ferma a 5.245 euro al metro quadro, la dice lunga però sulla sua debolezza a fronte di una media nazionale di 8.460 euro.

Infine gli Ipermercati, dove Carrefour supera gli 830 milioni di euro a fronte dei 12,45 miliardi complessivi del cluster in Italia. Come detto in apertura il canale non è più un punto di forza dell'insegna le cui prestazioni si confermano ben al di sotto della media italiana con una redditività che si attesta a 4.540 euro a fronte di 6.318 degli altri competitor nazionali.

Rapportando le prestazioni alle vendite possiamo dunque osservare come nei Liberi Servizi Carrefour faccia sentire la propria forza con 6.489 euro al metro quadro, il suo dato più alto in tutti i canali.

La performance resta molto positiva anche negli store fra 401 e 800 metri la cui resa è abbondantemente superiore alla media di Super ed Iper ma anche dei Discount.

Le cose cambiano dalla metratura 801-1.500 in poi dove le prestazioni di Carrefour calano notevolmente cedendo il passo alla concorrenza che con Super ed Iper tocca addirittura medie di 7.149 e 8.460 euro al metro quadro nei formati fra 1.501 e 4.500 metri.

I numeri raccontano dunque come la crisi di Carrefour inizi col crescere delle metrature dei negozi e come, al contrario, l'insegna sia sempre di più espressione dei piccoli punti vendita le cui prestazioni sono, come detto, eccellenti visto che superano del 29% le insegne tradizionali e del quasi 12% i Discount.

Nei piccoli supermercati la forbice si riduce ma è comunque rilevante (+5,3% e +10,3%) ma crescendo le superfici di vendita le prestazioni crollano fino al -38% rispetto ai tradizionali nel formato 2.501-4.500 oppure -32,3% in quello fra 1.501 e 2.500. Carrefour infine perde addirittura il -28,1% negli ipermercati che un tempo erano i suoi store di punta.

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