
Nel 2021 i ricavi sono risultati in crescita rispetto all'esercizio precedente per tutte le imprese esaminate: Olit + 18,4% a 181 milioni; Desantis stabile con +1% a 101 milioni; Monini + 5% a 153 milioni e Fo-Spa + 2,5% a 137 milioni. Allargando lo sguardo agli ultimi 5 anni vediamo che i margini sono aumentati per tutte le imprese a doppia cifra, con Desantis che ha registrato una crescita dell'Ebitda addirittura superiore al 105%. Ebitda a + 25% nel quinquennio per Olit, + 34% per Monini e + 48% per Fos-Spa. I rivaci dal 2017 ad oggi sono cresciuti per Olit (+9%) e per Monini (+5,5%) mentre sono calait per Desantis (- 6,15%) e per Fo-Spa (- 4,8%).
La tabella che segue 2 mette in luce l’andamento del fatturato in valore assoluto ed i relativi tassi di crescita di breve medio e lungo termine.

Più interessante è esaminare la qualità della crescita. Il prossimo grafico incrocia la crescita a 5 anni del fatturato con quella della redditività (Ebitda) e consente di valutare non solo la componente quantitativa della crescita ma anche comprendere facilmente se la stessa è stata qualitativamente apprezzabile.
Nel quadrante sinistro in alto si rappresentano le aziende che hanno perso ricavi ma incrementato la marginalità: un quadro non particolarmente preoccupante finché il fatturato non registra cadute significative. Nel quadrante basso a sinistra vengono, invece, rappresentate le aziende che hanno perso sia fatturato che marginalità: lo scenario peggiore. Nel quadrante in basso a destra vengono rappresentate le aziende che hanno aumentato il fatturato ma diminuito la marginalità: è uno scenario pericoloso perché la crescita dei ricavi potrebbe spingere a ritenere che l’azienda sia anche solida quando non lo è.
Negli ultimi 5 anni Desantis ha perso ricavi e aumentato i margini così come, anche se in misura minore, Fo-Spa. Nel quadrante migliore troviamo invece Monini e Olit che hanno visto crescere sia il fatturato che l'Ebitda.
Il Bilancio 2021
Cerchiamo adesso di capire quali sono le aziende più redditizie, partendo dall’esame dell’Ebit margin del 2021 che misura la ricchezza generata dall’impresa attraverso il complesso delle sue attività operative. L’Ebit è l’indice che misura la capacità di “saper fare il proprio mestiere” .
La performance migliore è quella di Desantis, il cui Ebit margin è di oltre il 5,8%. Segue Monini con un risultato pari al 3,6%. Staccate ma sempre in area positiva Fo-Spa (1,9%) e Olit (0,4%).
Le buone prestazioni di Monini e soprattutto di Desantis, vengono evidenziate dal prossimo grafico che è dedicato alla profittabilità, ovvero la ricchezza complessiva che l’impresa ha saputo generare dall’insieme delle attività operative e delle attività extra operative. I valori indicati nel grafico seguente indicano il profit margin, cioè il rapporto tra il risultato d’esercizio e il fatturato.
Il profit margin di Desantis è cresciuto del 4,17%. Segue Monini con + 3,2%. Staccate, ma in area positiva anche per questo valore, troviamo Fo-Spa 8+1,4%9 e Olit (+ 0,15%).
Analisi di efficienza delle aziende
Dopo aver verificato i conti economici, guardiamo ora una serie di indicatori che spiegano in modo palese qual è l’efficienza economico finanziaria delle singole aziende esaminate.
Partiamo dalla rotazione dei magazzini analizzando il tempo medio di giacenza delle scorte: minori sono i giorni indicati, maggiore è la rotazione della merce.
Le più veloci a far ruotare il magazzino sono Monini e Olit con 40 giorni di giacenza media. Seguono, quasi allineate, Fo-Spa con 72 giorni e Desantis con 69.
Il prossimo grafico mostra i tempi medi di incasso dalla clientela.
La più veloce a farsi pagare è Olit che riscuote dai clienti in media dopo 46 giorni dalla consegna della merce. Seguono Monini (65 giorni), Fo-Spa (78) e la più lenta, Desantis (82 giorni).
Di seguito il grafico relativo ai tempi medi di pagamento ai fornitori.
Sostanzialmente in linea Desantis, Fo-Spa (41 giorni) e Monini (39 giorni). Più lenta nel pagare è Olit, con 54 giorni in media.
Analizziamo adesso i principali indicatori di solidità finanziaria, partendo dal rapporto tra mezzi propri e attivo che indica quanta parte del fatturato l’impresa finanzia con mezzi propri. E’ la misura della capitalizzazione: generalmente clienti e banche giudicano positivo il valore se è superiore a 30.
Tutte le imprese del benchmark si trovano in area ampiamente positiva e risultano quindi ben capitalizzate. Il dato migliore è di Desantis con un indicatore che supera il 76%. Seguono Monini (vicina al 60%) e Olit con un indice del 50%. Il valore più modesto appartiene a Fo-Spa che però, con un rapporto fra i mezzi propri e l'attivo pari al 39%, si trova comunque in zona di sicurezza.
Il prossimo grafico mostra il peso del debito finanziario netto in rapporto ai ricavi generati dalle imprese esaminate. Se un’azienda ha un debito finanziario tra il 30% ed il 50% dei ricavi potrebbe essere in condizione di tensione finanziaria, mentre se ha un debito superiore al 50% dei ricavi è altamente a rischio di insolvenza (se ha un debito pari al fatturato, cioè 100%, è spesso in condizioni di dissesto irreversibile).
Il grafico mostra che per tutte le imprese esaminate il debito finanziario netto è più che sostenibile, tanto che alcuni valori sono addirittura in area negativa: è il caso di Monini (-3%) e Olit (-6%). Nessun rischio nemmeno per Fo-Spa che mostra l'indice più alto del benchmark ma comunque inferiore al 20% e per Olit il cui rapporto è pari al 3,5%.
Infine, con il grafico seguente, guardiamo i peso dei debiti a breve termine sulle vendite che rappresenta un’altra interessante misura di valutazione della sostenibilità dell’indebitamento: questo tipo di debito e è ritenuto molto sostenibile quando non supera il 20% del fatturato, sostenibile fra il 21% e il 50%, meno sostenibile fra il 51 e il 75%, poco sostenibile oltre il 75%.
Anche per quanto riguarda questo indicatore di sostenibilità dell'indebitamento, vediamo che tutte le aziende del benchmark passano ampiamente l'esame: nessuna mostra tensioni preoccupati anche Fo-Spa che ha il valore più alto, pari a quasi il 35%, ricade entro l'area della sostenibilità. Valoro positivi per Monini (21%), Olit (19%) e Desantis (12%).