L’olio extravergine d’oliva (EVO) nella grande distribuzione è stato spesso sottovalutato dai consumatori, che lo consideravano un prodotto a cui non attribuivano il giusto valore. Le grandi aziende, come Monini, Farchioni e i marchi di Deoleo, hanno consolidato il loro mercato grazie a strategie di marketing aggressive e promozioni su prodotti di produzione UE, venduti a prezzi molto competitivi. Queste strategie hanno attratto molti consumatori, poiché il prezzo ridotto di una bottiglia rappresentava un vantaggio per il valore medio dello scontrino. Anche i retailer, interessati alla loro capacità di attrarre nuovi clienti, hanno privilegiato la leva del prezzo rispetto alla qualità del prodotto.
Negli ultimi anni, però, il mercato ha subito un’evoluzione significativa. Con il progressivo aumento dei prezzi, i consumatori italiani hanno iniziato a porre maggiore attenzione alla qualità degli oli, modificando i criteri di scelta e talvolta orientandosi verso formati diversi. Anche i buyer della grande distribuzione hanno seguito questa tendenza, concentrandosi sempre più sulla qualità degli oli, un aspetto già rilevante in passato ma diventato cruciale negli ultimi due anni.
Per supportare questa crescente attenzione alla qualità, si segnala l’esistenza di una classifica globale dei migliori oli EVO, pubblicata sul sito evooworldranking.org. Questa classifica si basa sui premi vinti dai produttori nei numerosi concorsi dedicati agli oli extravergine. Tra le aziende italiane più rappresentative, ben note anche nella grande distribuzione, presenti nel ranking sono Olio San Giuliano (Domenico Manca), Monini e Oleificio Pantaleo.
Il buyer dovrebbe porre attenzione a questi concorsi di olio d’oliva il cui compito è valutare i prodotti in base a criteri rigorosi.
Come funzionano? I produttori inviano campioni che devono rispettare standard specifici, come certificazioni di qualità e appartenenza a categorie definite (monovarietali, blend, biologici, ecc.). Una giuria di esperti assaggiatori analizza gli oli seguendo standard internazionali (es. COI).
Tra i parametri di valutazione ci sono l’aspetto visivo anche se è meno rilevante per le valutazioni perchè in grado di ingannare il consumatore (colore e limpidezza), l’aroma (intensità e complessità con note fruttate, erbacee o speziate), il gusto (equilibrio tra amaro, piccante e dolcezza) e la persistenza delle sensazioni al palato.
I migliori oli ricevono riconoscimenti come medaglie o premi speciali (es. “Miglior olio biologico” o “Miglior olio DOP”). I punteggi ottenuti nei concorsi contribuiscono alla creazione di classifiche di settore, accrescendo la visibilità dei produttori premiati e incentivando l’attenzione alla qualità nel mercato dell’olio extravergine d’oliva.
Ebbene, la nostra produzione nel mondo dell’olio EVO è bel rappresentata da queste tre aziende e da altre, presenti nel ranking anche in posizioni rilevanti, ma non interessanti per la GDO per le loro dimensioni produttive.










