Dapprima tratteremo il dato complessivo super + discount per poi analizzarlo distintamente, ovvero da una parte i primi e dall’altra i secondi. I discount faranno meglio dei super in questo segmento di mercato? La risposta è sì ed anche di parecchio ma andiamo a vedere il tutto nel dettaglio:

Guardando al grafico qui sopra ci accorgiamo di come, nel periodo di riferimento (2016-22), l’incidenza dell’immediata prossimità in termini di vendite (pdv da 0 a 800 mq) sia andata via via a diminuire sul totale GDO, passando dal 34,6% circa del 2016 al 33% circa stimato per il 2022.
Il grafico qui sotto mostra la curva degli andamenti in modo più preciso:

Tale calo nell’incidenza del formato 0-800mq è fisiologico e scaturisce prevalentemente da due fenomeni distinti.
Da un lato, le piccolissime superfici (LSP) sono oggetto, da anni, di un calo delle vendite strutturale, dovuto alla loro minore possibilità di competere (in termini di ampiezza assortimentale) in un mercato che si concentra sempre di più.
D’altra parte, come abbiamo visto in più articoli, i formati maggiormente performanti sono quelli che si sviluppano su 1500/2500 mq. Tali metrature, infatti, consentono ai supermercati di competere con i discount e tra di loro coprendo tutte le fasce prezzo, offrendo ampiezza e profondità di assortimento e facendo leva sui freschi.
Anche i discounters amano superfici ampie dotate di parcheggio che gli permettano di allargare il bacino d’utenza servito, ottimizzare i costi ed avere flessibilità assortimentale (Lidl, ad esempio, inserisce temporaneamente prodotti a tema, scegliendo assortimenti di specialità da tutto il mondo).
Stante quanto detto, l’ampliamento di negozi di prossimità (o il loro trasferimento in strutture più ampie) ha caratterizzato gli ultimi anni.

Gli elementi sopra riportati sono all’origine della peggiore performance del formato 0-800 mq rispetto al totale GDO. La prossimità, infatti, cresce del 4.88% dal 2016 al 2022 mentre il mercato segna complessivamente un +9.82%.

L’immagine qui sopra rende graficamente la variazione di quota della prossimità (-1,6%) nel periodo in analisi.

Se guardiamo alla situazione (vendite prossimità verso GDO) escludendo i discount, il dato diventa ancora più interessante.
Mentre le vendite della prossimità comprensive dei discount (il primo grafico dell’articolo) segnavano comunque una crescita nel periodo 2016-22, passando da 31.9 miliardi a 33.4, il dato che non include il formato di convenienza ci mostra, invece, una stasi sostanziale.
Infatti, nonostante le vendite GDO totali passino da 92.2 miliardi a 101.2, il fatturato della prossimità (esclusi i discount) rimane di 22.5 miliardi.

Senza il formato di convenienza, l’incremento delle vendite dei negozi tra gli 0 e gli 800 mq nel periodo in esame è praticamente inesistente. Appare chiaro, dunque, che è il discount a fare da traino nell’incremento complessivo del formato di prossimità.
Come mai il piccolo discount funziona meglio del piccolo supermercato? È molto semplice. Com’è noto, i discount trattano assortimenti ridotti rispetto al supermercato (massimo 3.500 referenze), assortimenti che possono trovare sufficiente spazio anche in location di minori dimensioni.
Da parte della clientela, poi, c’è una forte domanda di convenienza e, dunque, soprattutto in zone cittadine ad alta densità abitativa, il piccolo discount tende a performare bene, diventando spesso un punto di riferimento per lo “zoccolo duro” della spesa.
La gestione di discount di dimensione ridotta prevede un costo del personale (in termini di incidenza sulla cifra d’affari) mediamente più elevato rispetto a metrature ampie. Lo stesso concetto vale anche per quanto riguarda il peso dell’affitto.
In questi casi, la necessità di sviluppare vendite all’interno di un bacino d’utenza prettamente pedonale può essere limitante ma, comunque, i piccoli discount sono e rimangono un business profittevole ed allineato alle esigenze dei clienti che continua a svilupparsi su tutto il territorio nazionale. Todis, ad esempio, investe molto nel formato di prossimità.

Tolti i discount, il decremento della quota della prossimità sul totale GDO è ancora più marcato e passa dal -1.6% al -2.2%.
Andiamo adesso a vedere la situazione prendendo come riferimento le performance dei soli discount:

Tra il 2016 ed il 2022 le vendite del formato di convenienza (fino ad 800 mq) sono cresciute a valore, portandosi dai 9.4 miliardi agli 11, così come sono cresciute in incidenza, partendo dal 10.2% sul totale GDO per arrivare al 10.9%.
In ogni caso, analizzare uno spettro di circa 7 anni ci consente di arrivare ad una sintesi più pulita che non si sofferma troppo sui recenti anni, sfortunatamente “drogati” dal COVID19.

I discount di prossimità non si limitano a crescere ma sorpassano con un margine importante la crescita del mercato complessivo. In altre parole, mentre i supermercati del segmento sono rimasti fermi al chiodo, i discounters hanno messo il turbo.

Come risultato delle performance eccezionali dei discount, la quota di quelli fino agli 800 mq è cresciuta dello 0.6% dal 2016 al 2022, esattamente al contrario di ciò che accade relativamente ai super.
Come abbiamo visto in altri articoli, i discount crescono in generale e non solo nelle piccole superfici e la loro quota nazionale ha già da tempo superato abbondantemente il 20%.
I report qui esposti e l’analisi che ne deriva ci mostrano come se è vero che la torta cresce per tutti, la fetta dei discount si ingrandisce sempre di più nel tempo.