Covim Spa è una importante impresa di torrefazione, con sede a Genova e con oltre 50 anni di storia alle spalle. Tra i più grandi importatori di materia prima, rappresenta un grande player della categoria nella marca privata e, non a caso, è stato tra i protagonisti di fiera Marca. “Di fatto – come ci spiega l’amministratore delegato Luca Solari – la MDD sta crescendo e noi siamo da anni attori di questa nuova sfida che le aziende della GDO stanno portando avanti, con una grande fiducia sia in termini di ampliamento di referenze che di volumi”.
Come è andato il 2021 e il primo trimestre 2022?
L’anno appena trascorso ha ancora risentito degli effetti della pandemia, soprattutto per aziende che, come la nostra, operano su tutti i settori: dalla grande distribuzione, all’ho.re.ca, alla distribuzione automatica. Abbiamo quindi registrato contrazioni di consumi chiudendo il bilancio comunque in utile ma con performance a cui non eravamo abituati. Da fine luglio, inoltre, si è verificato un crescendo di costi delle nostre materie prime di approvvigionamento che ha causato un processo di lenta erosione delle marginalità.
Nonostante anche per noi il problema energetico sia molto preoccupante, lo avremmo potuto affrontare con maggiore serenità se non avessimo dovuto fronteggiare contestualmente anche la questione della materia prima. Aumenti di questa portata e per così lungo tempo non si vedevano da anni o, quantomeno, venivano solitamente compensati da un parallelo indebolimento del dollaro, che rappresenta la nostra valuta di riferimento. Oggi invece vi è un effetto combinato tra aumento del dollaro e incremento vertiginoso delle borse, soprattutto quella di caffè arabica, che è addirittura triplicata. 
Quali sono dunque le soluzioni per sopravvivere?
Io lancerei un grido di allarme, perché il reale rischio è il graduale impoverimento della composizione delle miscele andando a togliere i caffè più cari, come appunto gli arabica, aumentati sia per la borsa di New York, sia per i differenziali, che sono i premi che si pagano sulla borsa, cresciuti a dismisura. Mi rendo conto che il momento è molto delicato, anche per gli stessi buyer, che sono bombardati di richieste, ma a mio parere bisognerebbe diffidare dalle aziende che continuano ad evadere ordini senza insistere sugli aumenti, rispetto a quelle che li respingono mantenendo inalterate le schede tecniche dei prodotti.







