giovedì 22 Gennaio 2026

Sostenibilità nel settore del caffè: quanto sono pronte le aziende a cambiare? L’opinione di Luca Solari (Ad Commerciale Covim Spa)

Nel mondo del caffè, la sostenibilità dovrebbe essere un tema centrale sia nelle scelte dei consumatori che nelle strategie delle aziende, in particolare quelle che operano nel retail. Ma è davvero così? L’industria di produzione presta effettivamente attenzione a questi aspetti? E la Grande Distribuzione?

GDONews ha intervistato Luca Solari, Amministratore Delegato Commerciale di Covim Spa, azienda genovese che negli ultimi anni si è affermata come importante co-packer per la GDO, sia nel segmento dei supermercati e ipermercati, sia nelle grandi insegne discount.

Il punto di vista di Solari è privilegiato, poiché Covim ha investito molto sulla sostenibilità, grazie al lavoro svolto dall’ufficio Ricerca & Sviluppo e all’impegno che l’azienda ha sempre dimostrato nel migliorare la sostenibilità della propria offerta. Questa strategia, peraltro, ha ulteriormente consolidato la posizione di Covim sul mercato.

GDONews: “Il consumatore è sempre più sensibile al tema della sostenibilità, e le aziende stanno facendo il possibile per elevare i propri standard. Tuttavia, per quanto riguarda l’impatto ambientale, quanto incide l’utilizzo delle capsule di caffè?”

Luca Solari: “L’ambiente merita rispetto e la questione dell’impatto dei porzionati monodose va affrontata seriamente. Non a caso, le cialde in carta, ora totalmente compostabili, continuano a riscuotere apprezzamento, con un conseguente aumento dei volumi di vendita. Sulle capsule c’è stata invece confusione, causata dalle grandi aziende che hanno preferito puntare sul riciclo piuttosto che investire nel compostabile. Questo materiale, pur essendo meno dannoso per l’ambiente, è più difficile da lavorare, conservare e anche più costoso. Covim si è opposta fermamente a questa logica, ritenendo il comportamento delle multinazionali poco trasparente e finalizzato unicamente a difendere i propri interessi. Speriamo che le autorità, sia a livello nazionale che comunitario, intervengano con norme che impongano l’uso di materiali compostabili.”

GDONews: “Esistono alternative praticabili per ridurre l’impatto delle capsule tradizionali?”

Luca Solari: “Se tutta la filiera e gli stakeholder decideranno di spostarsi decisamente verso il compostabile, allora anche l’industria e i settori Ricerca & Sviluppo dei produttori di imballaggi dovranno impegnarsi per trovare soluzioni sempre più innovative e sostenibili, anche dal punto di vista economico. Saranno necessari investimenti, ma alcuni segnali positivi stanno già emergendo, come l’uso di nuovi prodotti a base di carta, anche se non completamente, poiché la carta avvolge una capsula compostabile.”

GDONews: “Qual è invece l’approccio del retail su questo tema?”

Luca Solari: “Noi collaboriamo con grandi catene per i prodotti a marchio del distributore. Già alcuni anni fa avevano manifestato interesse per soluzioni sostenibili, forse più per una politica green interna che per una reale domanda del mercato. Tuttavia, si sono trovati in difficoltà di fronte al comportamento di altre catene che hanno continuato a utilizzare capsule non compostabili. Alcuni distributori hanno fatto marcia indietro, mentre altri non hanno più sviluppato questa categoria. Va considerato che, con l’aumento dei costi e la riduzione dei margini, diventa essenziale conservare adeguatamente il prodotto. Queste difficoltà, a lungo termine, hanno creato problemi, non adeguatamente supportati dalla filiera.”

GDONews: “Quanto peserebbe sull’economia aziendale una conversione completa a imballaggi sostenibili?”

Luca Solari: “Attualmente, non si tratta tanto di un problema di costi, perché, per quanto ne sappiamo, le grandi aziende incontrano difficoltà a livello di gestione produttiva, piuttosto che di costi variabili per il prodotto compostabile. Esiste sicuramente una differenza di prezzo, ma nelle capsule può essere assorbita in parte dalla filiera senza grosse conseguenze.”

 

 

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