Da oggi su GDONews inizia una rubrica che si occupa dei territori d’Italia visti con l’occhio della GDO. Lo sviluppo della rete vendite è un esercizio complicatissimo, aprire un punto vendita è un investimento molto importante per un Retailer, e purtroppo sempre più difficile e costoso, e se da un lato la morfologia del nostro paese non permette un’espansione eccessiva, dall’altro sono moltissimi i punti vendita attualmente operanti sul mercato (oltre 25 mila). A tal proposito nessuno, ad esempio, poteva immaginare che Conad, dopo l’acquisizione di Auchan, potesse avere così tanto consenso nella sua attività di rivendita dei negozi “scartati”; la ragione di questo successo sta proprio nella carenza delle posizioni disponibili. Così da oggi GDONews, grazie ad una nuova collaborazione con la piattaforma GeoRetail, pubblicherà una serie di studi su diversi territori d’Italia, verificando le dinamiche che corrono all’interno di ognuno di essi e suggerendo potenziali investimenti a protagonisti del mercato. Il primo studio è relativo alla città di Firenze, la quale per una serie di ragioni si può considerare come anomala in termini di mass market retail.

.

In questo territorio le quote di mercato dei formati di vendita sono assoltamente diverse rispetto a qualsiasi altra città. Ad esempio il canale discount, in crescita e con successo praticamente in tutta Italia dov’è in grande evoluzione a sud come a nord, nella città di Firenze possiede una quota di mercato di appena il 6%. Per quale ragione? A Firenze (Comune) non è presente un vero e proprio ipermercato, ma ha 6 mini-ipermercati che realizzano prestazioni sensazionali, che in questo articolo descriveremo nel dettaglio, e che di fatto sono talmente preformanti da “uccidere” la concorrenza, deprimendo il potenziale sviluppo del formato di convenienza. Però lo studio dimostrerà che la situazione sta cambiando.

Siamo nella città delle eccellenze, Conad ad esempio nei negozi a libero servizio ad insegna City, riesce a fatturare quattro volte quello che realizza un punto vendita di eguali dimensioni a marchio Carrefour Express. Anche tra i due grandi leader esistono differenze qualitative nella loro produttività: Esselunga, nella fattispecie, produce un fatturato per metro quadrato superiore di ben 5.000€ rispetto a quello di Coop FI.

Insomma Firenze è una piazza “eccezionale” e non è un caso se le vendite prodotte dalla GDO sono anch’esse eccezionali. La conformazione della città, il polo universitario di prim’ordine e la straordinaria vocazione turistica sono in grado di rendere unico il territorio in termini di mass market retail.

In questo articolo si esamineranno, grazie al supporto della piattaforma GEORetail, i fatturati dei punti vendita presenti in città, le medie dei ricavi di ogni insegna, i fatturati per formato di vendita, le distinte redditività per metro quadrato e, infine, le opportunità che la città offre per nuove aperture.

GeoRetail è un’azienda che supporta gli imprenditori nel canale supermercati (sia catene GDO che singoli affiliati) nell’ottimizzazione delle loro performance e nei piani di aperture dei nuovi punti di vendita.  Per fare ciò ha sviluppato una piattaforma che coniuga svariate banche dati (Google, Agenzia delle Entrate, Istat, Camere di Commercio, etc) che permette di studiare in profondità, grazie all’intelligenza artificiale, le strategie assortimentali tramite la comprensione di qualsiasi bacino di utenza.

Il caso Firenze è davvero da studiare perché le sue quote di mercato, come accennato, sono assolutamente distanti da quelle che rappresentano l’Italia; in particolare il canale discount non ha mai fatto breccia in città per una semplice ragione: la forte competitività dei formati tradizionali ha sempre depresso le aspettative del canale di convenienza. In verità le cose stanno gradualmente cambiando ma questo, è possibile, che il retailer ancora non lo abbia perfettamente percepito.

E se è vero che Firenze è conosciuta per la forte competitività delle due importanti insegne, è meno noto che è il format ipermercati è quello più strategico di tutti, sebbene si esprimano con metrature “piccole”, tipiche del superstore.

Esselunga e Coop FI assieme rappresentano una quota di mercato pari al 74% e le loro redditività per metro quadrato sono altissime: nel dettaglio

GRAFICI, IMMAGINI E ALTRI CONTENUTI SONO RISERVATI AGLI ABBONATI

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui