sabato 14 Febbraio 2026

Autunno 2021: la frenata dei discount

Osservando i dati delle vendite della grande distribuzione a fine ottobre 2021 saltano agli occhi diversi segni “meno”, a cui non eravamo più abituati, e che a prima vista potrebbero apparire preoccupanti.

In verità, come sempre, i numeri vanno contestualizzati. Va infatti considerato che il confronto è sul pari periodo dello scorso anno, in cui la curva dei contagi era molto alta – si parlava di circa 30 mila casi al giorno – tanto che la Fondazione GIMBE parlava ad ottobre 2020 di “pandemia fuori controllo” e il Governo, tramite relativo DPCM, aveva disposto la chiusura preventiva di bar e ristoranti e l’interruzione di alcune attività, come quelle sportive.

Una situazione drammatica che si sarebbe tradotta dopo poche settimane nella introduzione dei colori delle regioni. Il 2020 è stato l'anno dove alle disgrazie del paese coincidevano crescite della GDO. E fu così anche nel mese di ottobre: il mercato che cresceva del +4,5%, i discount registravano un +9,8%, i supermercati un +5,1%, i superstore un +7,2%, mentre gli ipermercati soffrivano parecchio, con un pesante -6,2% perché il consumatore era intimorito da quei grandi ambienti. Il Libero Servizio, infine, appariva già meno strategico rispetto al primo lockdown e segnava solo una debole evoluzione, pari al +0,4%.

Tenendo così in particolar considerazione quei dati, i valori di quest'anno vanno relativizzati: a fine ottobre 2021, intanto, la situazione è stata molto differente, quantomeno sotto il profilo della gestione della pandemia, e di conseguenza decisamente diverso è anche l’atteggiamento dei consumatori.

Nello specifico, il canale discount lo scorso mese ha perso il -2,5%: un negativo su un dato estremamente incrementale dello scorso anno che quindi, rispetto al 2019, rappresenta comunque una crescita più che positiva. I supermercati, che crescevano di 5 punti percentuali nel 2020 sul 2019, invece continuano la loro ascesa con un ulteriore 0,6%, che è ancor più positivo se si considera che, in valore assoluto, questo formato è più del doppio rispetto a quello del discount, per cui gli incrementi hanno un peso evidentemente maggiore. Il fatto, dunque, che supermercati crescano mentre i discount da settembre siano in calo, seppur “positivo” vista la precedente crescita, fa pensare che la corsa di questo specifico format sia forse arrivata ad un punto maturo. 

I superstore (il cui valore assoluto è notevolmente inferiore, non solo ai supermercati, ma anche ai discount) decresce dell’1,9%, quindi in modo assolutamente accettabile considerando le straordinarie performance dello scorso anno, mentre gli iper proseguono nel loro declino con un ulteriore -2%. Ovviamente va considerato, come già ricordato in precedenti articoli, che si sta assistendo anche ad un travaso di metrature dagli oltre 4.500 metri quadrati ai format 2.500-4.499, ma comunque il dato rimane decisamente negativo e invita ad una riflessione, considerando le molte insegne che operano in questo mercato.

In generale, il mercato segna un -1,1% se consideriamo il canale tradizionale, che diventa -1,4% se  nel conteggio si considerano anche discount e drugstore, vs i rispettivi +2,9% e +4,5% del totale Italia 2020 su 2019.

 

Un negativo, come visto, estremamente positivo, che evidenzia due segnali importanti: un rallentamento dei discount e una inesorabile discesa verticale dei grandi ipermercati.

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