Da oggi e per qualche settimana racconteremo nel dettaglio le evoluzioni del mondo coop nell’epoca della pandemia, analizzando i bilanci e verificando le sue quote di mercato per azienda (cooperativa), per territorio e per formato. Coop Italia rappresenta un universo variegato, distinto a seconda delle imprese che si rappresentano e che in ogni territorio agiscono come aziende autonome e con strategie differenti, seppur unificate dall’insegna e dalla MDD. Era di Coop il primo supermercato a libero servizio d’Italia (1963), e Coop Italia è stata una storica leader di mercato dal principio della moderna distribuzione sino allo scorso anno, quando la sua ascesa prima, e rallentamento poi, sono stati determinati da scelte strategiche che nel tempo non le hanno dato ragione.
Oggi questo grande universo è rappresentato da grandi imprese cooperative tutte ubicate – come sede operativa – nel centro nord. Iniziamo oggi ad analizzare le prestazioni delle grandi cooperative del nord, ovvero Coop Liguria, Coop Lombardia, Novacoop e Coop Alleanza 3.0. Nel presente articolo valuteremo i ricavi e distingueremo quelli derivanti dalle vendite a scanner dalle altre, determinate da una miriade di attività che ogni cooperativa svolge sia in ambito retail (partecipazioni in altre aziende) sia in ambiti differenti (turismo, energia, immobiliare, librerie, etc). Inoltre, metteremo in evidenza un aspetto molto importante: quello dei contributi promozionali pagati dalle aziende fornitrici. Questa voce nelle coop è molto rilevante soprattutto se considerate in valore assoluto, rispetto alla media del mercato, ed i bilanci (se si cerca a dovere) indicano con buona precisione i singoli valori che noi abbiamo indicizzato sui diversi fatturati.
Prima riflessione: le vendite b2b (non derivanti dalle vendite a scanner) sono di assoluta importanza per il retailer moderno, rappresentano una componente fondamentale dell’attivo ed ancor più del margine. Senza queste praticamente tutti i bilanci della distribuzione tradizionale sarebbero in negativo, eppure questi non vengono messi (a torto) in chiara evidenza, annegando nella grande voce ricavi. Per fortuna nella maggior parte dei casi, nelle note integrative questi vengono evidenziati, perché se si dovesse valutare la capacità delle imprese solo per il loro sell out si verrebbe decisamente fuorviati. Laddove i bilanci ne facciano menzione l’analisi entrerà nel merito delle vendite per territorio di ciascuna cooperativa ed anche per categoria merceologica. Andiamo nel dettaglio.
Coop Lombardia ha dichiarato a bilancio un Totale Attivo pari a 1,022 miliardi di euro che, però, alle vendite il fatturato prodotto nel 2020 è stato di 949,1 milioni di euro
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